#AviglianaSegreta: alla scoperta dei palazzi e dei misteri del centro storico

Negli scorsi mesi ho avuto modo di frequentare spesso e volentieri la cittadina di Avigliana, a breve distanza da Torino e ad ancor più breve distanza da Orbassano, il mio paese. Alcuni progetti lavorativi mi hanno condotta diverse volte sulle sponde dei suoi due laghi e nel nucleo pulsante di bellezza che è il suo centro storico, borgo incantato inserito nella lista dei comuni Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Dalla collaborazione con alcune associazioni del territorio è nato il format #AviglianaSegreta, una serie di articoli accompagnati dalle splendide foto dell’ aviglianese Annalisa Mazzo che ringrazio per la sua delicatezza e la sua disponibilità. Altri doverosi ringraziamenti vanno all’ Associazione Archeologica Aviglianese A3, all’ Associazione Amici di Avigliana e ultimo ma non per importanza ad Andrea Archinà, giovane sindaco, persona squisita e piena di entusiasmo.

Dopo il post dedicato alla chiesa di San Bartolomeo sul lago Piccolo, eccovi un secondo itinerario alla scoperta degli edifici civili rappresentativi del nucleo storico del borgo.  

 

C’è un cuore medievale ad Avigliana ed è il suo centro storico.

Questo agglomerato di case, chiese, piazze e viuzze corrisponde alla parte alta della città, nello specifico al concentrico che si dirama intorno a piazza Conte Rosso; la piazza, dove ha sede il palazzo comunale, è vegliata dall’ austero castello sabaudo di cui rimangono solo le rovine. Proprio dal municipio io ed Annalisa siamo partite per un tour alla scoperta dei segreti del borgo, condotte dal gentilissimo e super informato Silvio ed armate rispettivamente di penna e macchina fotografica. Ecco cosa abbiamo visto e fotografato per voi.

avigliana stemma savoia

Un borgo medievale

L’ intitolazione della piazza centrale al Conte Rosso, un membro di casa Savoia vissuto in epoca medievale che vi presenterò nelle prossime righe, non è un caso. Il borgo sorse infatti nel Medioevo grazie all’ impulso della casata sabauda, all’ epoca portatrice della corona comitale – il titolo ducale arriverà nel 1416, quello reale nel 1713 con Vittorio Amedeo II primo sovrano – ed Avigliana era fra le residenze predilette della nobile famiglia quando si recava al di qua delle Alpi. Dove soggiornavano il conte e la sua corte? Ovviamente nel castello, ora diroccato ma ai tempi imponente (a tal proposito, se volete vedere il maniero nella sua splendida integrità, andate nella poco lontana chiesa di San Pietro e osservate nella navata minore uno dei rari dipinti che lo ritraggono).

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Il castello di Avigliana, prima Residenza Sabauda

Con le mura ancora possenti e la posizione di vedetta dall’ alto del monte Pezzulano, il castello di Avigliana è una delle più suggestive nonché una delle più antiche fortezze del Piemonte; pensate, è stata la primissima residenza sabauda in terra piemontese insieme al castello della marchesa Adelaide di Susa, entrambi austeri antenati delle raffinate Reggia di Venaria e Villa della Regina giusto per citarne un paio. Il fortilizio venne costruito nel X secolo per volere del marchese di Torino Arduino il Glabro per poi passare nel secolo successivo nelle mani dei Savoia, giunti in Valle di Susa dalla Francia in seguito al matrimonio della sopra citata Adelaide, nipote di Arduino, con Oddone, figlio del fondatore della dinastia sabauda Umberto Biancamano. Nelle sue stanze nacquero nel 1136 Umberto III di Savoia e nel 1360 lui,  Amedeo VII alias il Conte Rosso, ricordato non solo per le vesti scarlatte – il padre Amedeo VI prediligeva invece le tinte verdi, potete facilmente intuire il suo soprannome – ma anche per aver dato alla contea il sospirato e strategico sbocco sul mare, acquisendo Nizza e il territorio circostante.

Il castello, sebbene semidistrutto ad opera del famigerato maresciallo francese Catinat nel XVII secolo e mai ricostruito, mantiene intatto il suo fascino ed è raggiungibile a piedi attraverso un breve sentiero in salita partendo da piazza Conte Rosso. Da lassù godrete di una vista mozzafiato sui laghi e sulla Sacra di San Michele svettante dalla cima del Pirchiriano, e chissà se sentirete gli echi dei fantasmi che pare infestino l’ edificio, dai soldati del re longobardo Desiderio sconfitti da Carlo Magno durante la battaglia delle vicine Chiuse allo sfortunato Amedeo d’ Acaja, imprigionato nelle segrete del castello dal cugino Conte Verde e fatto annegare nelle acque del lago Grande. Verità o leggenda? Che importa, il castello di Avigliana è denso di magia ancestrale e non potete venire qui senza fargli una visita e porgergli un rispettoso omaggio.

Riscendendo verso la piazza potete partire alla scoperta di alcuni palazzi caratteristici del borgo, sempre di impronta medievale, ognuno con una sua nota distintiva.

castello avigliana

Casa della Porta Ferrata e Torre dell’ Orologio

Partiamo da Casa della Porta Ferrata. Guardandola vi sembrerà di avere un déjà-vu: avete visto questo edificio anche a Torino, vero? Non vi sbagliate: il palazzo è stato riprodotto, insieme a tanti altri pezzi di Piemonte e Valle d’ Aosta, all’ interno del Borgo Medievale del Valentino da quel genio un po’ folle di Alfredo d’ Andrade, che fece una grande opera di “copia e incolla” in occasione dell’ Esposizione Generale del 1884. Della costruzione originaria non rimane che la facciata esterna, ma è sufficiente per farci fare un viaggio nella magnificenza del Medioevo aviglianese. Il portico d’ ingresso si presenta tuttora come imponente e riccamente decorato, con arcate a sesto acuto evidenziate da cornici in cotto e rette da pilastri tondi in muratura, coronati da capitelli scolpiti con figure chimeriche e grottesche fra le quali spicca un personaggio intento a fare la linguaccia. Poi non dite che nel Medioevo non avevano senso dell’ umorismo!

Un altro elemento architettonico ripreso al Valentino è la Torre dell’ Orologio, nei pressi della chiesa di San Giovanni: si afferma che sia stato il primo orologio pubblico del Piemonte e il secondo a livello nazionale.

casa della porta ferrata

Casa Senore

Altro esempio di edificio tipicamente medievale – sebbene rimaneggiato con importanti restauri ad opera del d’ Andrade agli inizi del 1900 – è Casa Senore (dal cognome degli ultimi proprietari) o Casa del Vescovo. Curiosa denominazione visto che Avigliana non fu mai sede episcopale, e non si conoscono attualmente le motivazioni dell’ appellativo. Casa Senore fu edificata nel XIV secolo durante il periodo più florido del neonato e vivace borgo alto aviglianese, centro vitale dei commerci e trafficata zona di passaggio per la Francia. L’ edificio è caratterizzato dal paramento murario detto a “spina di pesce” e dal porticato con archi a sesto acuto ornati da cornici in cotto e capitelli in pietra. Una delle cose che ci ha colpito è la presenza di scritte all’ interno degli archi, scolorite e pressoché illeggibili. A quanto pare nessuno si è mai cimentato nel trascrivere ed interpretare queste misteriose frasi: studiosi piemontesi, fatevi avanti!

casa senore

Casa Cantamerlo

In una viuzza quasi celata si erge una torre, attorniata da un elegante palazzo dalle pareti rosa. È Casa Cantamerlo, villa ottocentesca in stile neogotico ricostruita su antiche preesistenze ed utilizzata per lungo tempo come casa canonicale della parrocchia dei Santi Giovanni e Pietro. Particolarità di Casa Cantamerlo sono il suo bizzarro nome, ispirato al merlo canterino dipinto sulla volta della torre, il goticissimo drago stilizzato in ferro battuto posto sopra il portone d’ ingresso e la stele romana rappresentante un prigioniero, murata nell’ atrio dopo essere stata rinvenuta nella non distante borgata Malano. La villa venne comprata nel 1860 dal noto poeta valsusino Norberto Rosa, che però godette poco delle sue bellezze morendo solo due anni più tardi a causa di un malore improvviso.

casa cantamerlo

Casa del Conte Rosso o di Umberto III di Savoia

Su questo edificio aleggiano diverse leggende. C’è chi dice che qui visse Umberto III di Savoia, chi il Conte Rosso, mentre più probabilmente – secondo i documenti ma anche secondo la logica…con un castello a disposizione cosa se ne facevano gli altolocati Savoia di una seppur bella casetta? –  l’ immobile di impianto trecentesco fu il primo ospedale di Avigliana, costruito in seguito ad un lascito testamentario. Dotato di un lungo porticato a volte gotiche ora coperto, racchiude al suo interno un piccolo gioiello artistico, una di quelle sorprese che solo una guida locale sa regalare: la cappellina dell’ Addolorata, un ambiente minuscolo contenente una rara e preziosa rappresentazione in gesso risalente al 1500 con emblemi delle corporazioni incise sopra.

cappella addolorata

Volete approfittare di un evento speciale per esplorare Avigliana? Questo week end, in occasione dell’ VIII Edizione Della Giornata Europea Del Patrimonio Archeologico, l’ Associazione Archeologica Aviglianese organizza una mostra conclusiva del progetto di alternanza scuola lavoro con le classi IV-A Geometri e III-A Turistico dell’ istituto Galileo Galilei oltre all’ esposizione fotografica di Isabella Atzori, inerenti alla valorizzazione del patrimonio storico, archeologico e paesaggistico aviglianese. Appuntamento domenica 24 settembre nella chiesa di Santa Croce in piazza Conte Rosso dalle ore 10,00 alle ore 18,00, con possibilità di visite guidate gratuite al castello ogni ora.

 

Sito: www.turismoavigliana.it

[photo credits Annalisa Mazzo: piazzetta Santa Maria, chiesa di San Pietro, Casa della Porta Ferrata, Casa Senore, Casa Cantamerlo, cappellina dell’ Addolorata |Dire Fare Mole: castello di Avigliana]

 

 

 

2 commenti

  1. Il Palazzo cosiddetto “dei duchi di Savoia” o dei Governatori è quello di fronte al vecchio ospedale trecentesco del lascito Falletti. Non fatevi trarre in inganno dalla lapide che è stata posta sull’edificio ospedaliero “di fronte” al palazzo dei Governatori. Inoltre sarebbe quasi ora di non chiamare più “Torre dell’orologio” la torre ottagonale di via Umberto I che non ha mai portato nessun orologio trecentesco mentre la “Turris et Palatium publicum” è così ben identificabile nella stampa seicentesca del Thetrum Sabaudiae. Cordialmente

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