Ma che bel Castello: il borgo medievale di Rivalta di Torino

La mia passione smodata per tutto ciò che è Medioevo mi porta spesso a visitare borghi e castelli legati a quel periodo storico, fatto di dame e cavalieri, battaglie a suon di spada e leggende.

La fortuna di vivere in una terra ricca di storia come il Piemonte, fa sì che non debba macinare necessariamente kilometri su kilometri per fare un tuffo nella magia medievale.

Borgo del Valentino a parte – che vi ricordo essere un falso storico, essendo una costruzione datata 1884 – se amate come me il periodo dei cosiddetti secoli bui ma che tanto bui poi non sono, se anche voi sognate di combattere contro un drago che vi aspetta al di là del ponte levatoio, e idolatrate film come “Braveheart”… siete nel post(o) giusto!

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Castello di Rivalta di Torino [photo credits: Dire Fare Mole]
L’angolo di Medioevo di cui vi parlo oggi dista solo pochi minuti dalla mia Orbassano, e circa una ventina dal centro torinese. Rivalta di Torino: comune circondato dal verde della precollina morenica di Rivoli, un luogo dove la quiete regna sovrana. La quiete, ed il Medioevo. Rivalta è infatti stata fondata nel 1016, e proprio in occasione del millenario si è vestita a festa, con un calendario di iniziative volte a far conoscere la propria avvincente storia al di là dei confini cittadini.

La fondazione del paese (il cui nome deriva dal latino ripa alta, ossia “riva alta” in riferimento al fatto che si trova nel versante più alto del torrente Sangone) è strettamente legata al castello, indiscutibile simbolo della cittadina. Imponente e austero da fuori, quasi nascosto dagli alti alberi che lo circondano, accogliente una volta varcata la soglia, il castello di Rivalta racchiude secoli di storia, fra guerre, aneddoti e ospiti celebri. Ma procediamo con ordine.

Correva l’anno 1029. Dietro l’impulso dei Marchesi Arduinici, si decise di dotare il neonato borgo di una fortezza, punto di prestigio e difesa allo stesso tempo. La funzione principale dell’edificio era infatti quella bellica: alle primitive torri, distrutte nel 1187 dalla furia di Enrico VI figlio di Federico Barbarossa e poi ricostruite, si aggiunsero mano a mano altri fabbricati, che diedero un aspetto più confortevole alla rocca, divenuta abituale residenza dei Conti Orsini dal XVII secolo. Risale al 1621 il conferimento del titolo di Conte di Rivalta, Orbassano e Trana a Risbaldo Orsini, dignità datagli dal Duca sabaudo Carlo Emanuele insieme al diritto di trasmissione ai discendenti sia maschi che femmine.

Dagli Orsini, il castello passò nelle mani dei Benevello; è datato 1823 l’atto di acquisto dell’edificio da parte di Cesare della Chiesa, Conte di Benevello, uomo colto ed attento, scrittore ed artista, nonché fondatore della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. Il Benevello apportò notevoli migliorie alla sua “nuova” abitazione: la dotò di uno splendido parco di ben 60.000 metri quadri, con alberi esotici, giochi d’acqua, ed un laghetto con al centro un isolotto sormontato da un tempio. E ne fece meta ambita per grandi uomini dell’epoca. Il Conte ospitò nelle stanze del castello due figure di eccezionale rilievo come Massimo d’Azeglio e Honorè de Balzac. Il grande statista, pittore e romanziere piemontese soggiornò a Rivalta nel 1846, dove trascorse un’estate all’insegna della tranquillità, fra una lezione di disegno alle tote rivaltesi ed una gita in barca sul laghetto. Dieci anni prima era stato il turno di Balzac, uno dei maggiori romanzieri francesi, che qui scrisse “Le cheval de Saint Martin”, opera ispirata dalla Contessa Polissena di Benevello. L’avvenimento è ricordato da una lapide posta nel cortile interno del maniero.

Nel XX secolo si avvicendarono diversi proprietari, fino ad approdare al 2006, anno in cui il castello e ciò che è rimasto del parco sono stati acquisiti dall’ Amministrazione Comunale. L’intenzione è fare del millenario edificio un polo culturale, trasportando al suo interno la biblioteca pubblica e promuovendo eventi legati al territorio.

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Parco del Castello di Rivalta di Torino [photo credits: Dire Fare Mole]
L’ edificio è visitabile all’ interno con le guide dell’associazione RivaltaMillenaria. In alternativa, ogni fine settimana potete passeggiare nel suo giardino, per respirare un po’ d’aria medievale e sentire gli echi del passato. Magari gustandovi un buon gelato di Dolci Intuizioni (www.vacchieri.it), pasticceria-gelateria guidata dal pluripremiato Marco Vacchieri, erede della dinastia dolciaria dei Gerla e creatore di tante bontà, dalle praline alle sublimi meringate.

Perché si sa, l’occhio vuole la sua parte, ma il palato pure!

 

5 commenti

    • Buongiorno Fabio, non ho capito: mi sta facendo una domanda o è una constatazione? Non so darle lumi circa questo dato, anche perchè non è inserito nell’ articolo 🙂 Cordiali saluti, Federica

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