I luoghi del cuore di Dire Fare Mole: la bellezza di Sua Maestà Villa (e Vigna) della Regina

Ci sono posti a Torino che sembrano sospesi nel tempo e nello spazio, come se fossero sotto l’incantesimo di qualche misterioso essere fatato. Uno di questi luoghi è Villa della Regina: il nome già evoca una totale e femminea bellezza, fatta di curve sinuose e angoli segreti. La sua sagoma bianca, simile a una quinta teatrale, è dolcemente adagiata nel verde della collina al di là del Po. Perfettamente visibile da Piazza Vittorio, Villa della Regina sembra vegliare sulla città, facendosi ammirare da quaggiù con fare civettuolo. Quasi invitandoci a salire verso di lei, per conquistarla e lasciarsi conquistare.

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Villa della Regina [photo credits: Dire Fare Mole]
Come tanti edifici disseminati per il Piemonte, la Villa è una dimora storica di casa Savoia. A mio avviso, una delle più affascinanti, tanto da essere stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità insieme ad altre 14 residenze che formano la cosiddetta Corona di Delizie sabaude. Dopo un breve tragitto in macchina o in navetta dal centro cittadino, Villa della Regina ci saluta con tutto il suo elegante splendore, regalando scorci emozionanti sulla città – con la Mole che svetta in primo piano – ed ospitandoci nei suoi giardini  che ricordano una mini-versione di Versailles. Si sa, c’è sempre un po’di Parigi a Torino, e viceversa!

Come si intuisce dal nome, la Villa ha ospitato nei secoli numerose sovrane. La prima fu Ludovica Maria, nipote nonché moglie (già, in passato succedeva anche questo) di Maurizio di Savoia, fratello del duca Vittorio Amedeo I. Fu proprio Maurizio, ex cardinale, a commissionare dapprima ad Ascanio Vitozzi e poi a Carlo e Amedeo Castellamonte la costruzione dell’edificio, concepito come residenza di campagna per la giovane moglie. Erano i primi anni del 1600. Da allora, Villa della Regina legò il suo destino al lato rosa di casa Savoia. Come Anna Maria di Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, che la elesse a suo soggiorno prediletto, facendo apportare delle modifiche dal grande architetto di corte Filippo Juvarra, “autore” della Palazzina di Caccia di Stupinigi e del lato barocco di Palazzo Madama.

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Villa della Regina [photo credits: Dire Fare Mole]
Archiviata la breve parentesi dell’occupazione francese – Napoleone stesso vi soggiornò nel 1805 – la Villa tornò nelle legittime mani dei Savoia. Fu Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, a dare una svolta drastica alla storia di questa residenza reale: grazie ad una sua donazione, nel 1869 Villa della Regina divenne la sede dell’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le Guerre di indipendenza italiane. Da allora, cessò definitivamente di essere una proprietà privata della casata sabauda. L’edificio andò incontro ad un lungo ed inesorabile declino, culminato nei tristi avvenimenti dei Conflitti Mondiali che lo videro inerme protagonista di alcuni bombardamenti. Il sipario era bruscamente calato sulla bellezza della Villa. Si rialzerà solo in epoche a noi vicine; è del 1994 infatti la decisione da parte del ministero dei Beni Culturali di ripristinare il sito storico, tornato nuovamente agli antichi fasti nel 2006, dopo un restauro di oltre un decennio finanziato da investimenti pubblici e privati. Così, la residenza sabauda più scenografica di tutte è stata restituita all’amore della sua città, e dei suoi cittadini.

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Giardini di Villa della Regina [photo credits: Dire Fare Mole]
L’ingresso alla Villa è gratuito. Dentro si possono ammirare le sale decorate con gusto barocco, partendo dal salone centrale che non ha nulla da invidiare ad una fiaba Disney. Dalle vetrate delle ampie stanze, lo sguardo inevitabilmente si perde nel meraviglioso giardino all’italiana, vero punto di forza dell’intero complesso. Davanti, una doppia scalinata vi condurrà ad una fontana circolare, attorniata da statue che formano deliziosi giochi d’acqua. Ma è sul retro che il parco si rivela in tutto il suo splendore, con un giardino emiciclico formato da terrazze a belvedere, grotte e dal suggestivo Teatro delle Acque. Poco distante, ecco il padiglione dei Solinghi, costruzione a forma di pagoda voluta dal cardinal Maurizio come luogo di riunione per l’omonima Accademia di intellettuali torinesi.

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Giardini di Villa della Regina [photo credits: Dire Fare Mole]
 Le sorprese non sono finite: accanto alla Villa si trova una vigna, antica quanto l’edificio, reimpiantata e recuperata nel 2008 dopo anni di inattività grazie al prezioso lavoro dell’azienda vitivinicola Balbiano di Andezeno (www.balbiano.com), che qui produce un ottimo Freisa dal colore rosso rubino. Se non ci fosse la Mole a guardarci, sembrerebbe quasi di trovarsi nelle Langhe o nel Roero, con le viti distese sulla collina che conferiscono al paesaggio una dolcezza unica. La Vigna Reale della Regina, inserita dal 2011 all’interno dell’area DOC del Freisa di Chieri, è gemellata con un altro celebre vigneto urbano, quello di Clos Montmartre a Parigi. Due luoghi di incomparabile suggestione, a simboleggiare ancora una volta l’atavico legame che ci unisce alla capitale francese.

Villa della Regina e la sua vigna vi aspettano per farvi innamorare – o meglio, inebriare – perdutamente. Siete pronti a brindare al fascino di Sua Maestà?

Villa della Regina

Indirizzo: Strada Santa Margherita, 79 – Torino

Sito web: www.artito.arti.beniculturali.it

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Vigna Reale della Regina [photo credits: Dire Fare Mole]

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