Viaggiare in treno: 5 fuori porta per 5 tratte ferroviarie con partenza da Torino

Io e il #direfaremarito abbiamo gusti televisivi semplici: ci piacciono i telefilm vintage, i programmi di cucina di Alessandro Borghese (a lui per i ristoranti, a me per i ristoranti e per Alessandro Borghese!) e i documentari. In merito all’ultima categoria di guilty pleasure catodici, da quando viviamo insieme ci siamo appassionati tantissimo a un documentario trasmesso ciclicamente su Rai5, Trans Europe Express. L’avete mai visto? Se la risposta è no, cari lettori, eccovi un breve sunto.

Trans Europe Express, in produzione dal 2012, è costituito da una serie di reportage di viaggi in Europa condotti dall’ex politico britannico Michael Portillo; Portillo gira per il Vecchio Continente con una copia di una guida cartacea del 1913 nota come Guida Bradshaw – no, fan di Sex and the City, in questo caso la nostra adorata Carrie non c’entra nulla! – dotata di una particolarità: parla solo di viaggi ferroviari. Così, il nostro Portillo va su e giù dai treni di mezza Europa scoprendo paesaggi, città e itinerari come un viaggiatore di inizio ‘900. E ri-scoprendo la bella lentezza del viaggiare su rotaia, il dolce stupore della carrellata di immagini che viene dipinta sul finestrino come se fosse lo schermo di un cinema, il fremito di sentirsi trasportati verso qualcosa di atteso. Per questo amo guardare le avventure di mister Portillo e per questo scelgo, quando posso, di saltare su un treno e dirigermi verso la meta prescelta, accantonando le quattro ruote per un viaggiare più dolce e sostenibile. Per mia fortuna, le possibilità di viaggiare in treno in Piemonte verso mete vicine ma meritevoli sono numerose.

D’altronde, la nostra Regione è stata sempre all’avanguardia per quanto riguarda l’industria ferroviaria. Grazie all’impulso di uomini illuminati quali il conte di Cavour, sin dal 1840 l’allora Regno di Sardegna iniziò a gettare le basi delle prime linee ferroviarie per collegare Torino alle città vicine. La prima ad essere costruita fu la Torino – Genova: si iniziò nel 1848 con il tratto Torino – Trofarello, arrivando poi al febbraio 1854 per l’inaugurazione della linea completa, seppur con qualche difficoltà. Altra linea storicamente importante fu la Torino – Susa, inaugurata anch’essa nel 1854, fondamentale per i collegamenti fra Piemonte e Savoia e fra i porti del nord della Francia e dell’Inghilterra. La Torino – Susa fu all’epoca progettata come primo troncone della linea diretta verso Bardonecchia e il traforo del Frejus, in fase di discussione sin da quell’anno (gli scavi effettivi iniziarono tre anni dopo e l’apertura del traforo effettiva avvenne solo nel 1871). Mentre si attendeva il completamento della linea Bussoleno – Bardonecchia – che poi di fatto tagliò fuori Susa, con grande malcontento del capoluogo della cittadina – e del traforo del Frejus, venne costruita una ferrovia a scartamento ridotto, la ferrovia Fell, transitante per l’aspro valico del Moncenisio. L’avventura della ferrovia Fell fu breve e intensa: dal 1868 al 1871 questa linea finanziata e gestita con capitali privati dalla società britannica Mont Cenis Railway Company vide passare locomotive speciali, costruite apposta per affrontare le consistenti pendenze della zona del Moncenisio. Se volete approfondire la storia della Fell e del valico, vi dirotto qui.

Alcuni dati tecnici della situazione odierna: la rete ferroviaria piemontese si estende attualmente per circa 2.000 km. Di questi, gli 8 km tra Torino Lingotto e Trofarello sono a 4 binari elettrificati; circa 600 km, il 30% della rete, sono a doppio binario elettrificato e i rimanenti sono a binario unico, di cui circa 600 km elettrificati. Molti sono i tratti di ferrovia dismessi nel corso degli anni, ma per alcuni di essi non è arrivato un triste oblio; certe tratte non più in uso sono state infatti convertite in ferrovie turistiche ad uso di treni storici, ad esempio quello che da Torino conduce a Castagnole delle Lanze e Nizza Monferrato , oppure in piste ciclabili, come il percorso Airasca – Villafranca in provincia di Torino che ripercorre 16 km di un’ex ferrovia.

Ora, dopo un doveroso excursus storico, preparate la vostra valigia e accomodatevi sul sedile lato finestrino: vi suggerisco qualche spunto per una gita fuori porta, ovviamente su rotaia!

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Oulx e Bardonecchia, verso le vette innevate

Tempo di percorrenza da Torino Porta Nuova: 1 ora e 10 minuti circa

Che sia per una giornata sulle piste o per un fine settimana di puro relax a base di passeggiate & polenta, il treno è un ottimo modo per raggiungere la Valsusa. Il treno fa sosta prima nel quieto borgo di Oulx, da cui potete prendere le navette per la vicina stazione sciistica di Sauze d’Oulx, e dopo una decina di minuti nella rutilante Bardonecchia, uno dei comuni delle nostre Alpi più noti per le attività sportive di alta montagna e per il divertimento. Una curiosità: la centrale e piena di movida via centrale di Bardonecchia, via Medail, è dedicata a Giuseppe Francesco Medail, nato proprio qui nel 1784; fu Medail colui che per primo stilò un progetto per la costruzione di un tunnel ferroviario sotto il colle del Frejus. L’opera da lui teorizzata divenne poi realtà, come abbiamo visto prima, solo nel 1871, quasi trent’anni dopo la sua morte.

Mondovì, fra Alpi e Liguria

Tempo di percorrenza da Torino Lingotto: 50 minuti circa

Di recente ho raggiunto Mondovì in treno in occasione del Raduno Aerostatico dell’Epifania, che si tiene qui ogni anno, e ho trovato la soluzione alquanto comoda; la stazione dista solo un quarto d’ora a piedi dal centro, una piacevole camminata che vi condurrà nel rione Breo, pieno di edifici storici, eleganti boutique e caffè. Da lì, vi consiglio di prendere la funicolare e salire verso il rione Piazza, la parte alta dell’antica Mons Regalis e suo nucleo storico: dal belvedere della Torre Civica ci si tuffa in una vista sulle Alpi e sulle Langhe davvero indimenticabile! Mondovì si trova sulla medesima tratta che porta a Savona e nelle varie stazioni liguri: potrebbe essere una perfetta sosta intermedia durante un viaggetto verso il mare, o viceversa.

Alba, la capitale dei tartufi bianchi

Tempo di percorrenza da Torino Lingotto: 1 ora e 10 minuti circa

Alba non ha bisogno di troppi preamboli. Basta pronunciare il suo nome così musicale e delicato e appaiono subito immagini deliziose, come il tartufo bianco profumatissimo, i dolci vigneti delle colline circostanti, i blasonati ristoranti stellati accanto alle veraci osterie custodi dell’autentica cucina piemontese. Alba, con le sue fiere di richiamo internazionale e le sue vestigia di epoca Romana, è considerata la capitale delle Langhe ma è anche ad un passo dal meno noto e altrettanto mozzafiato territorio del Roero: in ogni modo, è assolutamente da visitare, in qualsiasi stagione. E il treno può essere l’opzione ideale per gustarsela appieno (e per bere un calice di Barbaresco in più senza doversi preoccupare della guida!).

Orta San Giulio, tutti dicono I love You

Tempo di percorrenza da Torino Porta Nuova: 2 ore e 15 minuti circa con cambio a Novara

Ho decantato le bellezze di Orta e del suo lago innumerevoli volte da quando esiste il blog. Perchè? Semplicemente perchè è in assoluto uno dei posti più belli che io abbia mai visto, uno di quegli angoli di Piemonte in cui non mi stanco mai di tornare. Ad Orta San Giulio si può arrivare anche in treno, essendo dotata di una stazione ferroviaria non proprio centralissima, comunque abbastanza comoda. Se volete info su cosa vedere a Orta e dintorni, vi lascio il link a un mio vecchio articolo; in ogni caso vi ricordo di andare assolutamente a fare una passeggiata nell’isolotto di San Giulio posto a pochi minuti di navigazione dalla piazza centrale del borgo, piazza Motta. Fatevi pervadere dal direfareromanticismo: ad Orta ce n’è a tonnellate!

Chambéry, la prima casa di Casa Savoia

Tempo di percorrenza da Torino Porta Susa: 2 ore e 40 minuti circa

Ultima meta, si va fuori dal confine italico e lo si fa grazie al TGV, il treno veloce che collega Torino con alcune delle principali città francesi. Anni fa andai a Parigi in treno e passai soltanto da Chambéry, ripromettendomi di soffermarmi a visitarla in futuro. Non ho ancora ottemperato a quella promessa ma mi auguro di farlo a breve. Anche perchè è davvero breve la distanza fra Torino e la prima, antica capitale dell’allora Ducato di Savoia, città di origine della dinastia con il capostipite Umberto Biancamano. Chambéry custodisce un forte legame storico con Torino e i regnanti sabaudi: basti pensare che nella vicina Abbazia di Altacomba riposano le spoglie di molti membri del casato, fra cui l’ultimo re d’Italia Umberto II. 

[photo credits: Dire Fare Mole]

 

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