Guida Galattica per Dire Fare Turisti: cosa vedere a Torino in 48 ore

Qualche giorno fa, passeggiando per Torino, non ho potuto fare a meno di notare tre cose. Che è sempre più bella, che è sempre più piena di posticini carini dove mangiare – mannaggia, io non devo ingrassare! –  e che è sempre più affollata di turisti. Ormai imbattersi in accenti stranieri e obiettivi di macchine fotografiche puntate sulla Mole è una costante per chi frequenta il centro storico, e devo ammetterlo amici sabaudi, la cosa mi fa gongolare parecchio. Torino negli ultimi dieci anni si è vestita a festa tirando fuori tutto il suo splendore sabaudo, infrangendo milioni di cuori con la sua bellezza e ottenendo molti prestigiosi riconoscimenti nel campo turistico. L’ ultimo in ordine cronologico? Il “Traveler’s Choice Destination Awards 2017” di Tripadvisor che ha incoronato il Museo Egizio come miglior museo italiano, mentre il Turin Palace ha trionfato nella categoria alberghi.

galleria subalpina
Galleria Subalpina

Passeggiando e gongolando, mi è balenata in mente una cosa per cui chiedo perdono. Mi rivolgo a voi, amici non sabaudi, miei adorati Dire Fare Turisti che amate follemente la sabaudità come se foste dei gianduiotti doc: non ho mai scritto un articolo ad uso e consumo del visitatore. Dopo un accorato mea culpa, eccomi a rimediare al misfatto con i suggerimenti per un week end torinese, cosa fare, cosa vedere, dove mangiare. Insomma, un Dire Fare Vademecum per le vostre 48 ore a Torino!

Sabato: che arriviate in macchina, aereo o treno (opinione personale, scegliete quest’ ultimo mezzo, le stazioni cittadine sono comode e centrali) programmate di giungere in città in mattinata per sfruttare al meglio i due giorni di scoperta. Con cosa iniziare? Semplice, con uno dei nostri bellissimi musei! Come detto poco sopra, Torino si fregia di musei rinomati e apprezzati in tutto il mondo, dal superlativo Egizio al Museo del Cinema unico nel suo genere, passando per il Mauto celebrativo dell’ impronta automobilistica della città e finendo con il Museo del Risorgimento, ospitato in quell’ incantevole scrigno di storia che è Palazzo Carignano. Ma Dire Fare Mole è un po’ bastian contraria e vi suggerisce di visitare un outsider di enorme, enormissimo valore, il Museo Archeologico all’ interno del complesso dei Musei Reali.

museo archeologico
Museo Archeologico

Qui troverete la storia di Torino agli albori, la sua nascita come colonia romana nel 28 a.c., un periodo a mio parere stra affascinante e poco dibattuto. Se avete voglia di fare una full immersion culturale, continuate la mattinata con gli altri itinerari dei Musei Reali ovvero Palazzo Reale, Armeria Reale e Galleria Sabauda. Sono tutti accessibili con un unico biglietto di 12 euro, per le tariffe ridotte e gli orari consultate il sito.

Per una pausa pranzo ad altissimo tasso di sabaudità dirigetevi verso l’ elegante e pedonale via Carlo Alberto – mentre passate sotto i portici di piazza Castello, varcate le porte della Galleria Subalpina di ottocento vestita – sbirciate le vetrine delle boutiques e i cortili dei palazzi e fermatevi davanti all’ insegna che recita Carlo e Camillo, dove Carlo sta per re Carlo Alberto e Camillo per il conte di Cavour. L’ essenza della torinesità è racchiusa in questo bistrot di recente apertura dai toni caldi del legno, situato negli storici locali del Grand Hotel Sitea. Lo staff degli chef Tesse e Rolando vi coccolerà a dovere con piatti della tradizione e un’ accoglienza da dieci e lode, la giusta ricarica per affrontare un pomeriggio di esplorazione.

carlo e camillo
Carlo e Camillo

A proposito, cosa potete fare nel pomeriggio? Visitare una Residenza Reale potrebbe essere un’ ottima opzione. Oltre a Palazzo Reale, dal centro città si può raggiungere senza problemi Villa della Regina, che ho già più volte dichiarato essere la mia preferita insieme alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Gli scenografici giardini, la posizione collinare vista Mole, il salone da ballo affrescato e l’ unicità del vigneto adiacente fanno di Villa della Regina una tappa irrinunciabile. Se avete gambe allenate potete arrivarci a piedi o in bicicletta, altrimenti prendete un bus navetta e godetevi il breve tragitto.

Scende la sera ed il sabato torinese si accende di luci, colori e voci. Le soluzioni per la cena possono essere molteplici e per tutti i tipi di tasche; per un pasto easy, veloce ed economico potete optare per l’ apericena – tipico aperitivo torinese sostitutivo della cena dove non si servono patatine e noccioline bensì pasta, riso, pizzette, carne e via di libagione in libagione –  in uno dei numerosi locali di piazza Vittorio, Quadrilatero e San Salvario. Se invece desiderate sedervi a degustare l’ autentica cucina piemontese, segnatevi i nomi Osteria degli Ottoni, Le Vitel Etonné, Bruschetteria Pautasso e Antica Trattoria Con Calma. Avete ancora energia? Buttatevi nella movida oppure salite al monte dei Cappuccini per guardare le mille luci della città che si specchiano nel Po.

con calma
Antica Trattoria Con Calma

Domenica: dopo un sabato intenso, la domenica è all’ insegna del turismo slow, di poche tappe ma buone. Fate una lauta colazione in hotel o nel vostro Air b&b e incamminatevi verso il polmone verde di Torino alias il Parco del Valentino. Qui potrete passeggiare lentamente lungo il fiume osservati dai tanti scoiattoli curiosi che fanno capolino dagli alberi, ammirare la bellezza della natura e del Borgo Medievale costruito alla fine del XIX secolo per l’ Esposizione Generale Italiana. In autunno poi, il Valentino è irrinunciabile per il foliage, la tipica variazione stagionale del colore delle foglie dal verde al giallo fino alle gradazioni del rosso.

parco del valentino
Fontana dei Mesi, Parco del Valentino

Di domenica ci si può concedere tutto, anche di pranzare in orari e modi insoliti. La parola d’ ordine è brunch! A Torino da un paio d’ anni sono nati diversi locali dove dedicarsi a questo pasto di ispirazione anglosassone che rappresenta un mix fra una colazione (abbondante) e un pranzo, come il profumatissimo Teapot, Adonis e il suo brunch a base di crepes e il piccolo e delizioso Sweet Lab.

Prima di rientrare a casa c’è ancora tempo per un altro pomeriggio sabaudamente speciale. Vi consiglio due alternative, entrambe piacevoli, entrambe super rilassanti: la prima è di recarvi a Stazione Sassi e prendere la tranvia Sassi-Superga che sale alla Basilica di Superga, uno dei miei luoghi del cuore più del cuore di tutti, l’ altra è viziarsi con una merenda cioccolatosa al Bicerin, dal 1763 baluardo goloso della città. Se invece volete provare la Merenda Reale completa alla moda settecentesca od ottocentesca nei caffè storici e in alcune caffetterie delle Residenze Reali, consultate il calendario sul sito di Turismo Torino e Provincia.

Dopo queste 48 ore a Torino vi verrà voglia di ritornarci? Oh sì, sono pronta a scommeterci!

bicerin
Bicerin (al Bicerin!)

 

[photo credits: Dire Fare Mole]

 

 

4 commenti

    • Giusto Alice, ora come ora sentire il dialetto piemontese passeggiando per il centro è una vera rarità. Contenta che l’ itinerario ti sia piaciuto, ovviamente dovevo mettere in mezzo il foliage altrimenti non ero felice!

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