#DireFareCommunity: Erica Defilippi e i suoi 5+1 itinerari verso i rifugi alpini della Valsusa

“Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento.”

Reinhold Messner

Si dice che questa sarà l’estate della riscossa della montagna, della riscoperta dei luoghi vicini. Un turismo dal sapore retrò, quando le vacanze si facevano a poca distanza da casa lontani dalle logiche del turismo di massa. Certo, la riscoperta della montagna come meta per le cosiddette “ferie lunghe” pare quasi un’azione forzata ora come ora; una scelta guidata da ragioni di sicurezza, influenzata dal timore dei grandi numeri e dei cospicui assembramenti. Da amante delle vette in qualsiasi stagione, avrei preferito vedere le persone innamorarsi delle Alpi dopo una freccia scoccata autenticamente da Cupido, sulle ali di un ottimo lavoro di promozione turistica e di investimento di risorse nella comunicazione di questi territori. La montagna come meta di serie B, come ultima “spiaggia”? No, non è ciò che merita.

Un aspetto positivo si può però intravedere fra le pieghe della vicenda, e soprattutto si può coltivare, anzi, si deve. L’incremento della presenza turistica sulle montagne piemontesi in questa estate di particolari circostanze diventa una formidabile occasione di sfida per gli operatori turistici locali: impegnarsi a far tornare i turisti anche le prossime estati, quando (si spera) saremo tutti meno condizionati da ragioni di incolumità. Facciamo davvero scoccare la scintilla instillando la meraviglia di un territorio che ha tanto da offrire, cuore, natura, tradizione, sport, silenzio.

Ognuno può fare la sua parte, piccola o grande che sia. Anche io voglio dare il mio sostegno e insieme alla mia sport contributor Flavia Chiarelli, abitante della Valsusa e amante delle attività outdoor sui monti, oggi voglio farvi conoscere uno dei tanti motivi per cui scegliere di trascorrere una vacanza in montagna può essere bellissimo. Abbiamo chiesto a Erica Defilippi, instagramer specializzata in itinerari sulle Alpi, di indicarci dei percorsi verso i rifugi della Valle per unire sport, buon cibo e natura in un unico momento di bellezza da replicare ogni volta che si desidera.

Ecco la chiacchierata fra Flavia ed Erica. Prendete appunti perché c’è davvero tanto da scoprire!

Federica| Dire Fare Mole

La montagna vissuta in ogni sua forma ed espressione, in particolare quella del cammino e delle piccole grandi scoperte che una gita in quota ci può riservare. Una montagna vissuta in modo slow, fatta di tanto verde, boschi di larici e betulle, scorci e panorami mozzafiato… e moltissimi laghi!
Questi sono gli ingredienti che io, da abitante adottiva e amante da sempre della montagna, ho scelto di esplorare con l’aiuto della nuova ospite della mia rubrica dedicata a Sport & Outdoor per Dire Fare Mole.

L’intervista di oggi è dedicata ad Erica Defilippi, 32 anni, residente in bassa Val di Susa nel comune di Villardora, un lavoro da ufficio e da sempre appassionata di montagna e di fotografia.

Ho conosciuto Erica attraverso il suo profilo Instagram: una galleria di bellissime immagini scattate durante le sue amate gite in quota, nelle quali non manca mai il riferimento ad una sosta gustosa da regalarsi in rifugio.

Ed è proprio di gite e rifugi che oggi andremo a parlare con Erica, in particolare di quelle perle nascoste nelle nostre incantevoli Valli, meta di trekking organizzati e preparati meticolosamente da lei stessa in compagnia di amici e marito.

Ma lasciamo che sia Erica a parlarci del suo modo speciale di vivere e raccontare la montagna, come piace a lei.

Erica: due parole su di te, sulla tua vita fino ad oggi e le tue passioni più grandi. Montagna e fotografia. Da dove hanno origine?

La passione per la fotografia è iniziata quando ho preso la prima digitale compatta in mano, intestardendomi perché all’inizio gli scatti non riuscivano a riprodurre quello che i miei occhi vedevano: colori, luci, soggetti…ho quindi cercato di perfezionarmi anche attraverso la post produzione per rappresentare la mia realtà.

Unire montagna e foto è stato un passaggio quasi obbligato: in montagna ci sono cresciuta grazie alla passione dei miei genitori che appena potevano si dedicavano a gite, trekking di più giorni, pomeriggi in falesia o su boulder ad arrampicare oppure gite di sci alpinismo. Le prime gite le ho fatte nello zaino sulle spalle di papà! Entrambi istruttori di roccia sono cresciuti in un periodo in cui la montagna non era aperta a tutti come oggi. Tecniche e materiali richiedevano grande allenamento e dedizione, se si andava in montagna non era per la scampagnata ma per affrontare nuove continue sfide, ispirati dai grandi che hanno fatto la storia dell’alpinismo. Tuttora continuano a porsi nuovi obiettivi e hanno collezionato parecchi 4000 sulle Alpi e in giro per il mondo!

La tua famiglia ti ha trasmesso quindi un imprinting piuttosto attivo ed un modo di vivere l’alta quota piuttosto legato alla performance o comunque a sport verticali, che richiedono specifiche competenze e buon allenamento, come l’arrampicata, l’alpinismo e lo sci alpinismo. Cosa è cambiato per te e qual è oggi il tuo modo di vivere e scoprire la montagna?

Da studentessa avevo più tempo per allenarmi e quindi arrampicata, escursioni e sci alpinismo potevano darmi la possibilità di raggiungere risultati non certo agonistici ma comunque di buon livello, grazie alla guida dei miei genitori. Con il lavoro invece l’abitudine è cambiata totalmente: meno tempo da dedicare alla montagna, meno fiato, ma più voglia di scappare in montagna con gli amici nel weekend.

Ora cerco il compromesso migliore tra ora della sveglia, difficoltá della gita, paesaggi da cartolina da raggiungere e una bella meta mangereccia che metta tutti d’accordo! L’obiettivo, più che collezionare dislivello, è quello di staccare la spina dalla settimana lavorativa, riempirsi gli occhi con tanta bellezza e rilassarsi in compagnia facendo un po’ di movimento: passeggiare in un bosco può davvero cambiare l’umore e far vedere tutto da un’altra prospettiva! In questo modo gli amici si aggregano più volentieri sapendo che non ci saranno corse, i momenti foto non mancheranno e che un bel pranzo cancellerà ogni fatica. Ormai abbiamo collezionato davvero tanti menú rifugio sia in valle che fuori porta e abbiamo una nostra classifica delle polente e spezzatino! Oltre ai rifugi, ho la passione per i laghi alpini. Mi sono posta la sfida di scovarli tutti e di conoscerli in modo più approfondito.

L’organizzazione per me parte dalla scelta della meta. Guardando foto su Facebook o Instagram, si controlla il percorso sulla cartina, lo sviluppo del dislivello e la strada per l’avvicinamento in modo da non farsi trovare impreparati. Dopo tante esperienze di “ravanage” ho imparato che basta davvero poco per far finire una gita…in incubo! Sentieri sbagliati, pietraie infinite o muri di rovi si possono evitare se si impara ad usare la cartina e capire dove ci si trova prima di sbagliare strada. Ormai la tecnologia ci viene in aiuto e basta una app per orientarsi e scegliere la gita più adatta al nostro livello.

Gite iconiche e rifugi da scoprire e presso cui sostare, almeno per un pasto in compagnia.
Questi sono gli ingredienti che nelle tue uscite non sembrano mancare mai: in particolare prediligi il Piemonte e le sue valli, essendo tu nativa di questa splendida regione ma non disdegni la Val d’Aosta.
Le montagne della Val di Susa sono meravigliose, abbiamo la fortuna di vivere in un luogo che non ha nulla da invidiare alle mete alpine più blasonate. Ce n’è per tutti i gusti e per tutti gli sport, e a proposito di gusto anche in quello sappiamo il fatto nostro! I rifugi sanno offrire i prodotti del territorio ognuno con il proprio tocco personale, e il bello è proprio scoprirli tutti
.

Ti chiedo ora di indicare 5 itinerari semplici ma d’effetto, e altrettanti rifugi, che saranno d’ispirazione per questa estate di spostamenti di prossimità….e non solo!

1.Rifugio Toesca/ Amprimo

Comoda gita per chi arriva da Torino, i boschi sono spettacolari e aprono la strada verso la Val Sangone. L’alpeggio dona il giusto gusto al rientro a casa con i formaggi qui prodotti.

Partenza dal Lago delle Rane a borgata Cortavetto – San Giorio di Susa, dislivello 460mt, durata circa 1h e 45 per il Toesca, 40 min per l’Amprimo.

2. Rifugio Arlaud

Gita in Alta Valle bella anche in inverno, dopo un semplice sentiero che si sviluppa per circa 6km in mezzo ai caratteristici boschi di larici e pini cembri del parco del Gran Bosco di Salbertrand, si arriva al rifugio dal sentiero balcone, con una splendida vista sulle nostre montagne. In estate si possono compiere dei bei giri ad anello collezionando i laghetti cristallini da Sportinia fino al rifugio: Lago Nero, Lago Basset e Lago Laune.

Partenza da borgata Monfol – Sauze d’Oulx, dislivello 150mt, durata 1h e mezza.

3. Rifugio Re magi/ Terzo alpini – Bardonecchia

Questi due rifugi aprono le gite in Valle Stretta passando da Bardonecchia, Le Grand Serú vi scruta in lontananza rendendo ogni scatto inconfondibile, e dominando una vallata ricca di laghi da scoprire uno per uno nei loro bellissimi colori. Il Lago Verde è il più frequentato, ma a me il Lago Lavoir è piaciuto ancora di più per la bella guglia del Grand Adret che si specchia dentro.

In estate si arriva in auto quasi ai rifugi, passando davanti ad una falesia d’arrampicata: la celebre Parete dei Militi, dove vennero disputate negli anni Ottanta le prime tre edizioni di arrampicata libera a livello mondiale.

4. Rifugio Levi Molinari – Exilles

Un altro mio posto del cuore, sopra Exilles, un piccolo comune nel cuore dell’Alta Val di Susa, dominato dall’omonimo forte.
Il rifugio apre questa piccola conca con di gite di tutto rispetto e un parco di Boulder da sogno tra larici ed erbetta verde.

Parlando sempre di laghi una bella meta potrebbe essere il Lago Galambra verso il Sommelier, oppure il Lac d’Ambin verso il Niblet.
In estate si arriva in auto molto vicino al rifugio.

5. Rifugio La Chardousë – Borgata Vazon- Oulx

A inizio o fine stagione mi piace organizzare i giri delle borgate sopra Oulx, mettendo come meta finale la borgata Vazon e il buonissimo rifugio che la abita.
I sentieri sono molto piacevoli e tutti affascinanti attraverso queste borgate ricche di storia.
Anche qui non ho potuto fare a meno di notare un lago, che peró devo ancora riuscire a fotografare visto che si può vedere solo in primavera, il Lago di Desertes. La partenza può essere da Amazas ma a seconda del vostro allenamento si può variare fino a Chateau Beaulard, arrivando fino alla Madonna di Cotolivier, classica gita di scialpinismo e scendendo al rifugio per il pranzo.

Da Amazas – Oulx, dislivello 450mt, durata 1h e 15.

Ed infine il tuo 5 +1, l’highlight che non si può proprio perdere, nel caso di una sola gita da scegliere!

Capanna Mautino – Bousson – Cesana Torinese

Questa è un’altra meta che adoro, ricca di laghi e percorribile in tutte le stagioni!
Per questo è la mia gita che non può mancare in un anno, per la sua bellezza e versatilità. Classica la partenza da Bousson e l’arrivo al lago Nero, ma le varianti sono tantissime, il Lago Foiron, oppure la scialpinistica Cima Fournier.
Verso Il Colle Bercia il paesaggio è da favola e tra i larici lo sguardo arriva fino al Sestriere.

Da Bousson – Cesana Torinese, dislivello 600mt, durata 2 h.

Grazie per la tua disponibilità Erica, speriamo di incontrarci presto a spasso per le nostre Valli o a pranzo in qualcuno dei tuoi rifugi del cuore.

Instragram: https://www.instagram.com/erica_defilippi/?hl=it

Articolo di: Flavia Chiarelli| Dire Fare Sport Contributor

[photo credits: Erica Defilippi]

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