Donne in rinascita: Imelda Lee Carioni ci racconta l’ evento Wob – Women Out of the Box

Dicono che la paura la si superi soltanto attraversandola.

La paura ha tante sfaccettature, tanti significati, a volte persino benèfici, perché paura vuol dire anche cambiamento, trasformazione, passaggio verso qualcosa di migliore per noi ma che per abitudine o insicurezza tentenniamo ad abbracciare. La paura di crescere, la paura di cambiare lavoro, la paura di chiudere una storia che si trascina da ormai troppi anni, la paura di non essere accettati dagli altri. Ci siamo passati un po’ tutti credo; io di sicuro sì, Imelda pure.

foto eventbrite

Imelda Lee Carioni, nonostante la sua giovane età, può già raccontarci storie di paura e di superamento, di salti nel vuoto e di rinascita. Neo- freelance, organizzatrice di eventi con la sua agenzia Out – Unconventional Events, mamma trentenne dallo sguardo profondo tipico di chi ha conosciuto le difficoltà della vita, Imelda mi ha fatto due bellissimi regali. Uno è stato quello di donarmi stima e fiducia, l’ altro è WOB – Women Out of the Box, festival di sua ideazione incentrato sulla femminilità consapevole durante il quale parteciperò come speaker accanto a professionisti del fitness, della ristorazione, della scrittura, della fotografia. Tutti uniti domenica 11 marzo 2018 per celebrare una Festa della Donna (con qualche giorno di differita) diversa, sotto il segno della bellezza e della bontà. Il ricavato della manifestazione sarà infatti devoluto a sostegno di Onlus che si battono per migliorare la condizione femminile nel mondo. Questa è una precisa volontà di Imelda, creatrice della manifestazione con l’ associazione no profit Connect e la partnership di realtà come Mondobimbi e Impact Hub Torino, padroni di casa degli incontri del pomeriggio presso i loro spazi di via Cigna 96/17. Il mattino sarà invece dedicato interamente al wellness, con i corsi della palestra Omniafit di via Porpora 39/17.

Ma andiamo con ordine e scopriamo qualcosa di più su WOB insieme a Imelda.

Imelda, si parlava di paura, di cambiamenti, di nuove strade da percorrere. Tu ne sai qualcosa: hai recentemente fatto il fatidico “salto” da un impiego a tempo indeterminato alla vita da libera professionista. Raccontaci come è andata!

La mia nuova avventura, o meglio, il mio nuovo capitolo tutto da scrivere è appena iniziato e ho addosso l’ adrenalina buona di chi si appresta a fare un lancio con il paracadute! Fino a pochi mesi fa lavoravo come export manager in un’ azienda del torinese, un lavoro a tempo indeterminato da persona “grande”. Avevo sicurezza, tranquillità, ma avvertivo anche un senso di inadeguatezza, la sensazione di non essere al mio posto, oltre che nostalgia. Nostalgia del periodo in cui organizzavo eventi a Milano, nostalgia di quella forte componente marketing che era insita in quel lavoro e che ben si adattava al mio carattere.

Così un bel giorno ho deciso di prendere la rincorsa e saltare. Ho lasciato il mio lavoro, pur rimanendo in ottimi rapporti con il mio titolare, ho aperto partita Iva per tornare ad occuparmi di marketing ed eventi con una forte connotazione sociale, collaborando con alcune Onlus; nello specifico, sono molto legata alla realtà di Mondobimbi, Onlus che conosco da quando avevo vent’ anni e che mi ha aiutato a ritrovare il sorriso in un periodo difficile del mio passato. Ovvio, lasciare il certo per l’ incerto non è semplice, le incognite sono numerose e non prevedibili. Però ogni passo che sto compiendo è ragionato e supportato da persone che mi vogliono bene e mi danno la forza per proseguire nella mia impresa: le mie amiche, per me delle sorelle, e il mio compagno, che crede in me più di quanto non ci creda io stessa.

imelda2

Women Out of the Box. Donne fuori dalla scatola, fuori dal loro guscio. Il nome che hai dato alla tua “creatura” mi ha fatto venire in mente il brano “Donne in rinascita” di Jack Folla che inizia così : “Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.” Cosa significa per te questo evento, il primo della tua rinascita professionale?

WOB è il primo passo verso la mia nuova direzione e attendo con ansia mista ad eccitazione questo fatidico 11 marzo! L’ evento è da un lato il mio investimento per lanciare l’ attività, dall’ altro un modo per ringraziare tutti coloro che negli anni mi hanno aiutata a diventare quella che sono ora, soprattutto le Onlus e Associazioni che mi hanno sostenuta. WOB sarà una celebrazione della donna a 360 gradi, della sua voglia di vivere, di alzarsi dopo una caduta e sorridere.

Venendo al programma, il festival sarà sostanzialmente suddiviso in due parti, una al mattino e una al pomeriggio. Sulla pagina di prenotazione dei biglietti su Eventbrite troverete le diverse formule per accedere ai momenti che più vi interessano. Un piccolo assaggio? Il mattino sarà all’ insegna del fitness, inteso come accrescimento di autostima accompagnato dalla presa di consapevolezza della bellezza che ogni donna ha dentro e fuori di se’. I corsi, che si terranno presso la palestra Omniafit, saranno YOGA FLEX FITNESS®, FIT BURLESQUE® e MOVIDA FITNESS®, tenuti da professionisti del settore e con un accompagnamento musicale particolare: YOGA FLEX FITNESS® e FIT BURLESQUE® avranno infatti come sottofondo le melodie di Quartettoeffe, quartetto d’archi tutto al femminile che spazia dal repertorio classico al pop, jazz e rock.

Nel pomeriggio le attività si sposteranno all’ Ex Incet in una sala messa a disposizione dall’ Impact Hub, network di cui faccio parte e che mi sta dando un enorme contributo per l’ organizzazione. Il menù sarà davvero vario; ci saranno showcooking – wellness ok, ma un dolcetto ce lo vogliamo concedere no? – momenti di ballo e coreografia per parlare di argomenti sociali in maniera più leggera, esposizioni fotografiche con Raquel Lorenҫo di Voices of Women, la presentazione del libro #365 Happy Days di Samira Zuabi Garcia, interventi di blogger come Jasmine Mottola di Tortinsù e una certa Federica De Benedictis di Dire Fare Mole (ihihih ndr) che parlerà delle donne piemontesi nella Storia, degustazioni di gelato con Mara dei Boschi, di stuzzicherie salate con Boccadillo e di vino con Cinque Quinti…insomma, un programma per tutti i gusti e per tutte le donne. Attenzione, ovviamente anche i maschietti sono i benvenuti! Nello staff abbiamo Paolo Patrizi, il cuoco/biker di Bake Off Italia, e Vincenzo Raco, direttore tecnico delle palestre Omniafit e personal trainer con esperienza ventennale.

flyer retro ONLINE

A  proposito di femminilità, qual è il tuo rapporto con l’ essere donna e con l’ essere mamma?

Ho una bimba di cinque anni e la mia vita ruota intorno alla sua felicità. Questo non vuol dire che io desideri solo fare la mamma nella vita, affatto! Credo che una mamma appagata a livello professionale diffonda il suo stato di benessere sulla famiglia intera e sui figli in primis.

Come mamma, donna e professionista mi trovo ogni giorno a dover prendere delle decisioni, a fare delle scelte. E io ho recentemente intrapreso una strada considerata fuori dal comune, rischiosa ed anticonvenzionale. Ma l’insegnamento che voglio trasmettere a mia figlia, attraverso queste scelte, è che deve credere nei propri sogni, e lottare per realizzarli. E soprattutto mai, mai rinunciare alla ricerca della felicità.

Per quanto riguarda il mio rapporto con la femminilità, ho affrontato come la maggior parte delle donne fasi altalenanti di autostima alle stelle alternata a momenti di rifiuto totale del mio aspetto. Ma adesso, grazie a una nuova maturità personale e tanto lavoro su me stessa, ho deciso di applicare una nuova filosofia di vita che funziona molto bene: faccio ciò che mi rende felice. Il che può sembrare egoista, invece al contrario una persona felice è molto più predisposta a far star bene anche le persone che la circondano. Quindi ascolto il mio corpo e le mie emozioni, senza lasciarmi però travolgere da esse, ma piuttosto incanalandole in attività che mi diano gioia. Funziona, sai?

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Io e te ci siamo conosciute in Impact Hub Torino, e in Impact Hub terrai la parte pomeridiana dell’ evento. Perché questa scelta?

Quello con il team di Impact Hub Torino è stato il classico incontro inaspettato che ti cambia la vita, un incontro non programmato ma provvidenziale. Mi sono da subito trovata in sintonia con la loro concezione di impatto sociale, con i loro spazi che agevolano l’ incontro e la collaborazione – andate a sbirciare il loro coworking recentemente aperto – fra persone dalle esperienze lavorative diverse.

Nella rete dell’ Impact Hub ho trovato alcuni preziosi collaboratori che saranno coinvolti in WOB, come Max Chicco, regista, che si è proposto per la creazione di contenuti video promozionali in modo del tutto gratuito, un gesto che ho apprezzato e che mi ha emozionata. E poi Piero Fioretti di Natwork, startup che ha ideato una app per creare interconnessioni fra persone presenti ad uno stesso evento. Per concludere, come non menzionare Marilù Sansone e Laura Cosa, che mi stanno dando una mano incredibile e che mi hanno messo a disposizione una location meravigliosa? Sì, sono una donna fortunata e la dimostrazione vivente che la rete funziona. E non dimentichiamo che grazie ad Impact Hub ho conosciuto anche te (come dimostra la foto qui sotto)!

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Sito: www.outeventi.com

Facebook: Out – Unconventional Events

Instagram: out_unconventionalevents

[photo credits: Imelda Lee Carioni, Anna Pacera]

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