#MyTurinWedding capitolo IV: ti scatterò una foto…e ti regalerò un albero

Siamo arrivati alle soglie di giugno. Il sole picchia forte, l’afa assale la città, io mi sto sciogliendo come un giandujotto lasciato al caldo e sono sempre più convinta che programmare il matrimonio per l’ autunno sia stata un’ ottima pensata! Al di là delle note climatiche, fra una prova abito e un assaggio di torta nuziale (che go-du-ria) stiamo velocemente veleggiando verso il -4, dove 4 sta per 4 mesi alla data del #myturinwedding.

Come mi sento? A dirvi il vero, molto tranquilla; la nostra to do list ha ormai più spunte che altro, grazie all’ aiuto delle fidate wedding planners di Isi Eventi ormai stra- abituate alle ansie da precisino del #direfarefidanzato/quasimarito ingegnere e alle mie estrose richieste di sabaudità sfrenata negli allestimenti del grande giorno. E se ancora non ve l’avessi detto in maniera esplicita, futuri sposini in ascolto, la risposta alla cruciale domanda – che spesso mi viene rivolta – “è davvero utile avere una wedding planner?” è SI, un deciso SI, se volete un matrimonio unico che vi rispecchi al 100% senza alcun dettaglio tralasciato, e soprattutto se volete arrivare all’ altare con un sorriso riposato e non con una semi crisi di nervi da carico di organizzazione da smaltire. Almeno, questa è la mia opinione, spassionata e sincera.

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Fra le famose voci spuntate di cui sopra, ce n’è una alquanto importante che recita così: fotografo, Umberto Gavazza. Habemus anche fotografo signore e signori, ed è una mia – e forse pure vostra, se mi seguite da qualche tempo – vecchia conoscenza. Desideravamo avere accanto una persona di fiducia, con la quale sentirci a nostro completo agio senza filtri e timidezze, una persona che sapesse ritrarre quei momenti speciali e un po’ critici con la dovuta sensibilità e discrezione. Umberto, torinese di nascita e astigiano di adozione, è di certo il fotografo giusto per il #myturinwedding per questo motivo, e per tanti altri. A livello professionale, ho potuto constatare in prima persona la sua competenza nel corso di alcuni progetti che ci hanno visti fianco a fianco, competenza sostenuta dall’ imprescindibile passione verso la fotografia, vero propulsore del suo mestiere. Vi ho raccontato di lui in un’ intervista che potete leggere qui , un piacevole a tu per tu che vi consiglio di andare a sbirciare per capire come un hobby può diventare il lavoro della vita. Dal punto di vista umano, Umberto è una persona di cuore, un ragazzo di sani principi con cui condivido l’amore per il buon cibo, per le incantevoli colline delle Langhe e per tutto ciò che è green.

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Se dovessi dare una definizione di Umberto e del suo modo di lavorare, la più calzante sarebbe eco- wedding photographer. Scorrendo il suo sito e i canali social, infatti, fra uno scambio di anelli e l’altro è inevitabile imbattersi in richiami alla natura, all’ ecologia, alla sostenibilità, temi a lui cari. Tanto cari da decidere di donare un albero ad ogni coppia di sposi che gli affida il reportage matrimoniale. Bello, vero? Per fare ciò, il nostro fotografo dall’ anima verde si appoggia alla piattaforma Treedom, e-commerce lanciato nel 2010 da due ragazzi fiorentini con l’idea portante di piantare un albero … con un click. Basta accedere al sito www.treedom.net, scegliere una pianta fra quelle in elenco nei Paesi disponibili (Italia, Argentina, Burkina Faso, Camerun, Haiti, Kenia, Malawi, Senegal), acquistarla per se’ o per fare un dono e seguirla passo dopo passo attraverso la geolocalizzazione e la pagina online dedicata. Uno dei primi sostenitori di Treedom è stato Jovanotti, che agli albori della startup comprò 12mila alberi per mettersi in pari con le emissioni di Co2 del suo tour di allora.

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Ma come funziona nello specifico l’insolito regalo nuziale del nostro Umberto? Insieme alla consegna dell’ album del matrimonio, viene comunicato un codice che fa riferimento ad un albero di Treedom ; gli sposi, una volta ricevuto, lo inseriscono sul sito per verificare gli sviluppi della loro pianta ed entrare in comunicazione con il contadino che la coltiva. Non finisce qui: grazie alla funzione Cattura Co2, possiamo scoprire quanta anidride carbonica emettiamo, misurando l’impatto ambientale provocato dalle nostre azioni quotidiane come il mezzo di trasporto utilizzato, gli alimenti consumati, l’abbigliamento indossato. Sì, ogni nostra azione ha una ripercussione sul pianeta, pensate un po’, anche la più elementare, e realtà come Treedom intendono fornirci una piccola lezione di vita e di consapevolezza ambientale. Sta a noi impararla o meno, interiorizzarla o passare oltre.

Che dire se non bravo (e grazie) Umberto?

Ps: chissà se l’albero del #myturinwedding sarà un cedro di Haiti, un cacao del Camerun o un limone italiano. Nell’ attesa di scoprirlo … arrivederci al prossimo capitolo!

treedom

 

Sito: www.umbertogavazza.com

Facebook: Umberto Gavazza

[photo credits: Umberto Gavazza]

 

 

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