I fuori porta di Dire Fare Mole: un week end a Noli all’insegna della liguritudine

Io e la Liguria abbiamo una relazione in corso.

Una relazione non semplice, iniziata fra perplessità e diffidenza e continuata in un crescendo di interesse e meraviglia. Per poi sbocciare nell’ amore, puro ed incondizionato.

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Abituata alle estati in Emilia-Romagna, terra ampia e generosa che mi ha donato metà del corredo genetico, la mia scoperta della Liguria è giunta in tarda età adolescenziale; l’impatto con questo territorio mutevole, aspro, dall’ anima inafferrabile, è stato parecchio complicato. Ora, dopo anni di reciproca conoscenza, ne sono invece totalmente rapita. Non riesco a fare a meno del suo entroterra custode di tradizioni millenarie, dei pittoreschi borghi arroccati sulle montagne e dei paesini colorati che si specchiano nelle acque azzurre – credetemi, ci sono dei punti dove il mare non ha nulla da invidiare a quello del sud Italia – del profumo di focaccia e farinata nei caruggi, anche del carattere ruvido ma sincero dei suoi abitanti. Insomma, di tutto ciò che io definisco liguritudine.

Diventata negli ultimi anni assidua frequentatrice di Imperia e dintorni , circa un mese fa ho voluto fare una deviazione, dirigendomi con amici e #direfarefidanzato verso Savona. Il punto d’arrivo non era la città portuale: uscita autostradale Spotorno, cinque minuti di statale, eccoci a Noli, la nostra meta per il week end. Perché Noli? Ne avevo tanto sentito parlare, e sempre in termini entusiastici. Una perla medievale sul mare custodita ad est dall’ Isola di Bergeggi e ad ovest da Capo Noli, bagnata da acque premiate con la Bandiera Blu. Dulcis in fundo, inserita nella lista dei Borghi più Belli d’Italia. Da brava cacciatrice di borghi, potevo farmelo sfuggire?

La quinta Repubblica Marinara

 Cercavo l’autentica liguritudine e Noli ha oltrepassato in pieno le mie aspettative. Caratterizzato dalle viuzze e dalle case multicolore tipiche liguri, il borgo è permeato di storia, soprattutto di storia medievale. Fu l’epoca di maggior splendore: il villaggio di pescatori, di probabile origine romana, diventò nel 1192 la quinta Repubblica Marinara costituendosi libero comune e stringendo un’alleanza con la più importante Repubblica di Genova. Dotata di un funzionale porto e di una flotta navale, Noli partecipò alle battaglie contro le Repubbliche di Pisa e Venezia, accrescendo il suo potere.

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Lo splendore di Noli durò sino al XIV secolo, quando a causa dei ridotti traffici marittimi e delle lotte con il marchesato di Savona iniziò un inesorabile declino. La gloriosa Repubblica Marinara ebbe la sua fine ufficiale nel 1797, in concomitanza con l’occupazione Napoleonica e l’ inserimento nella Repubblica Ligure del Primo Impero francese, a cui subentrò il dominio dei Savoia all’ indomani della Restaurazione.

Un santo dal nome bizzarro

 L’aura medievale di Noli è tangibile ancora oggi nelle strette vie e nei palazzi pieni di echi del passato. Il centro storico di Noli si sviluppa lungo la strada Aurelia, parallela alla costa, ed ha come ingresso un grande fronte porticato. Al di là delle mura si trovano gli edifici simbolo della cittadina, ad iniziare dal Palazzo del Comune, sede dei consoli e del governo della Repubblica di Noli, continuando con la Loggia della Repubblica, che conserva l’antico ciottolato e la carrellata di lapidi dedicate alle personalità legate a Noli – come Cristoforo Colombo, che da qui partì per il Portogallo nel 1476 – e le torri dette del Comune, Papona e dei quattro Canti. Il nucleo abitato è vegliato dall’ alto dal castello di Monte Ursino, simile ad una muraglia turrita che si sviluppa lungo il crinale della montagna.

Ma l’edificio più sorprendente è situato fuori dal perimetro delle mura. Una breve passeggiata vi porterà al cospetto di un gioiello medievale di inestimabile valore, dichiarato monumento nazionale nel 1890. E’ la chiesa di San Paragorio: il santo non è certo uno dei più noti nella tradizione cattolica, poco si sa di lui e del suo culto. Tutto ciò non diminuisce lo stupore che si prova dinnanzi a questo raro esemplare perfettamente conservato di chiesa romanica, con l’inconfondibile stile ligure dato dalla contrapposizione di pietre bianche e nere alternate. Costruita nell’ XI secolo su precedente impianto paleocristiano, la chiesa presenta all’ esterno dei particolari curiosi, come le due tombe sormontate da archi a sesto acuto e colonne e i misteriosi bacili in ceramica colorata inseriti nell’ abside centrale, di provenienza siculo- africana. All’ interno, tre navate, la cripta, elementi pittorici trecenteschi e la cattedra lignea (XIII secolo) ci raccontano di quando San Paragorio era l’edificio ecclesiastico principale di Noli, in qualità di sede vescovile. Conservò il titolo sino al 1572, quando passò alla centrale chiesa di San Pietro. L’ingresso per la visita costa 2 euro, una cifra super modica che vi consiglio di spendere assolutamente.

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Dormire in una torre medievale

 Volete svegliarvi in uno degli edifici storici più belli del borgo? Casa Pagliano è ciò che fa per voi! Annoverata fra le residenze storiche di Noli, Casa Pagliano (corso Italia 8) venne edificata nel 1400 e restaurata agli inizi del 1900 da Angelo Demarchi, assistente del famoso architetto – ed autore del Borgo Medievale del Valentino – Alfredo d’ Andrade. Il restauro ha mantenuto pressoché integro il fascino medievale della dimora, con le bifore e le trifore e il basamento in pietra verde locale. Casa Pagliano fu originariamente sede dell’Ordine di Malta, per poi venire acquistata dalla nobile famiglia da cui prese il nome. In assenza di successori divenne Casa Parrocchiale e dal 2007, con il benestare della diocesi, è stata convertita in un suggestivo room & breakfast.

Prospiciente la spiaggia dei pescatori, Casa Pagliano è gestita dai deliziosi Mauro e Paola ed offre tutti i comfort per un breve soggiorno di charme; le stanze sono cinque, tre con vista mare e due ricavate nella torre, arredate con mobili di pregio e tutte con bagno privato. Le zone comuni sono invece due, entrambe bellissime: il terrazzino interno e la sala lettura con soffitto affrescato e balcone affacciato sul litorale. La colazione? Ottima e adatta sia a chi – come me – ama i dolci alla follia e sia a chi preferisce il salato con formaggi, salumi e l’immancabile focaccia ligure. Da intingere nel caffelatte, come usanza detta!

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A pranzo con Dante

 Anche Dante Alighieri è passato in quel di Noli. “Vassi in San Leo e discendesi in Noli” scrisse il sommo poeta nel canto IV del Purgatorio, e lo fece dopo aver scoperto il borgo nel corso di un viaggio verso la Francia, quando Noli era nel pieno della sua potenza come Repubblica Marinara.

Visto il mio amore per Dante, non potevo che scegliere l’ Osteria al Purgatorio (corso Italia 26) per il pranzo in compagnia a due passi dal mare. Scelta azzecatissima. Nonostante il locale fosse pieno e noi fossimo una tavolata numerosa, il servizio è stato celere ed attento, giusto per cominciare in bellezza; la prosecuzione ha confermato l’impressione iniziale, con una sfilata di piatti buonissimi che ha soddisfatto ogni commensale, anche il più esigente! Menzione per l’antipasto misto di mare con prelibate frittelle di gianchetti (piccoli pesci detti anche bianchetti) e il brandacujun a base di patate e stoccafisso , ricette della riviera ligure di Ponente.

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A proposito di buon cibo, è vietato tornare a casa senza aver fatto uno spuntino a base di focaccia e farinata. Vi suggerisco di addentrarvi nel centro storico e di seguire il vostro naso, che vi condurrà di sicuro verso qualche profumata focacceria- panetteria. Ce ne sono diverse a Noli ma in particolare mi ha conquistata Il paradiso della gola (via C. Colombo 24) con il suo vasto assortimento di focacce – Sardenaira con pomodoro,olive ed acciughe, Recco ripiena di stracchino, fantastica farinata croccante – e l’utilizzo di farine adatte agli intolleranti al glutine. Volete gustarle al meglio? Prendete qualche pezzo a testa, andate in spiaggia e improvvisate un pic nic. Il panorama, vi assicuro, sarà la ciliegina sulla torta…anzi, sulla focaccia!

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[photo credits: Dire Fare Mole]

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