Datemi un libro e girerò il mondo: i diari di viaggio dello scrittore torinese Marco Lovisolo

Marco Lovisolo è un torinese trapiantato ad Asti, ma se potesse vivrebbe sopra un aereo pronto a decollare. Sono davvero tanti i posti che ha visitato, molti dei quali in solitaria, scegliendo modalità di viaggio lontane anni luce dal concetto classico di vacanza. Nessun villaggio turistico, alla larga da spa e animatori sopra le righe: i viaggi di Marco hanno come comune denominatore l’avventura, lo spirito di intraprendenza (o avventatezza, chi lo sa), e il desiderio di conoscere sulla propria pelle l’essenza del posto, quasi a volersela tatuare addosso e lasciarla lì per sempre.

lovisolo

Datemi un libro, e solleverò il mondo. Anzi, girerò il mondo. Il nostro avventuriero sabaudo ha deciso qualche mese fa che era giunta l’ora di condividere tutto ciò che aveva vissuto, assaggiato, visto e provato durante i suoi on the road, e lo ha fatto riversando le sue esperienze sulle pagine di “Lo zaino è pronto, io no” (ed. YoucanPrint), il suo testo d’esordio. Il libro di Marco mi ha fatto compagnia durante le scorse vacanze di Natale – fra un pranzo con i parenti e uno con i suoceri, maledette calorie – ed è stato un compagno di carta oltremodo piacevole. Con tono leggero ma mai superficiale, permeato di irrefrenabile ironia, Marco ci fa ripercorrere i suoi itinerari, fra incontri speciali e a volte un po’ al limite dell’assurdo, rivelazioni gastronomiche in positivo e in negativo, stanze di ostelli condivise e hotel inaspettatamente confortevoli, interminabili spostamenti in treno o pullman, compagni con cui ha condiviso anche solo un breve tratto ma che restano nel cuore per tutta la vita.

Sei capitoli per sei viaggi – Kenia, Messico e Guatemala, India del nord, Perù e Bolivia, Cambogia Vietnam e Laos, Patagonia Argentina e Cile – ciascuno con la sua storia unica, seguita dalle schede “10 cose da fare” e “10 cose da non fare” utilissime per chi volesse seguire le sue orme. E se volete seguire anche le orme del Marco scrittore, non perdetevi il suo blog Marco Lovisolo – Lo zaino è pronto, io no, dove narra le perigliose gesta di autore self published con il consueto accento scanzonato che è il suo marchio di fabbrica. O meglio, di penna.

chichenitza
Messico

Cosa ti ha portato a mettere nero su bianco le tue esperienze di viaggio?

C’è stato un momento della mia vita nel quale ho sentito l’esigenza fisica di girare per il mondo. Non saprei definire con precisione di cosa si trattasse e di cosa, tuttora, si tratti, ma posso dirti che stava diventando un’ossessione. Dovevo vedere con i miei occhi, di persona, mi volevo calare in una realtà differente dalla mia. A tutti gli effetti, ma questo l’ho capito solo anni dopo, cercavo qualcosa: una nuova dimensione, se vogliamo dire così. Nel corso dei viaggi tenevo i contatti con i miei amici principalmente via e-mail e, del tutto inaspettatamente, nel corso del tempo si è venuto a creare un piccolo gruppo di fan all’ interno del quale sono finite anche persone che non conoscevo (e alcune non le ho mai conosciute).

Ogni tanto, mentre ero in giro per il mondo, mi arrivava una mail che diceva: ”Dai, racconta cosa hai fatto oggi”. Al gruppo si è unita una ragazza, che poi è diventata la mia compagna e oggi è mia moglie. Si è fatta carico di una cosa che sentiva spesso dire dai miei amici: “Ma perché non scrivi un libro sui tuoi viaggi?”. Ci ho messo parecchio tempo, ma alla fine eccolo qui.

sudestasiatico
Sud-Est Asiatico

La meta più amata e quella sognata.

Dire che un posto mi sia piaciuto più di altri per me è impossibile, perché a ognuno di essi sono legati ricordi e sensazioni. Se proprio devo scegliere ti dico Messico. Era il secondo viaggio in solitaria (il primo è stato il Kenya), ma è stato quello che mi ha liberato definitivamente dalle mie paure. È stata pura e selvaggia gioia.

La meta sognata … sono irrimediabilmente malato d’Asia, per cui qualsiasi posto compreso tra Istanbul e Jakarta farebbe al caso mio, ma ammetto che negli ultimi tempi Iran e Indonesia si sono conquistate un posto di rilievo tra le mie preferenze.

E poi mi piacerebbe andare in Etiopia. E in Namibia. Il Mozambico l’ho già detto?

Ci hai parlato di posti lontani, ma si sa che il cuore di ognuno appartiene alla propria casa. Da piemontese, quali sono i luoghi e gli itinerari che consiglieresti a chi vuole fare un viaggio qui in terra sabauda?

Cominciamo con le cose “banali”. Sono torinese purosangue (anche se da poco vivo ad Asti) e per me Torino rimane una meta potenzialmente fantastica. Ho sempre trovato affascinanti i dintorni di Porta Palazzo, una zona decisamente  interetnica. Vagare per le viuzze del Balon mi dà sempre l’impressione di essere in viaggio. Quando voglio stare tranquillo, attraverso in tutta la sua lunghezza Corso Regio Parco e poi mi metto a passeggiare senza meta nel Cimitero Monumentale. Può sembrare macabro solo a chi non ha mai visto quell’ autentica meraviglia artistica che è il Cimitero.

Da giovane frequentavo molto la Valsusa e San Sicario è un luogo al quale sono affezionato perché è dove ho imparato a sciare.

Infine, come ti dicevo, da qualche tempo vivo ad Asti e sto esplorando attentamente il Monferrato, in cerca di trattorie e cantine. Secondo me, in alcuni punti non ha nulla da invidiare alle più celebrate Langhe.

kenya
Kenia

 

Per acquistare il libro “Lo zaino è pronto, io no”: https://marcolovisolo.me/faq/

[photo credits: Marco Lovisolo]

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