#direfarecommunity: l’itinerario per una perfetta domenica torinese

Ancora domenica, ancora in giro alla scoperta di quante cose belle abbiamo giusto dietro l’angolo. Approfittate dei week end per fare i turisti nella vostra città, per guardarla con altri occhi, per amarla in mille sfumature diverse. Come ha fatto Elisa di Serendipitsite – viaggiare con Serendipità , che ci prende per mano e ci accompagna nel tour della perfetta domenica torinese. Si va?

monte-dei-cappuccini-vista-da-piazza-vittorio

In ogni stagione capita più o meno la stessa cosa: la domenica è il giorno in cui le strade della città si affollano e anche solo camminare può diventare una vera e propria impresa. Ma Torino sa riservare anche angolini appartati, lontani dal caos cittadino e naturalmente regali.

Uno di questi è sicuramente Villa della Regina. Lasciando alle spalle la maestosa Piazza Vittorio Veneto e l’imponente Chiesa della Gran Madre di Dio, risalendo lungo la Strada Comunale Santa Margherita vi ritroverete lontanissimi dalla confusione della città e immersi in un’atmosfera d’altri tempi. Questa appartata villa seicentesca fu voluta dal cardinal Maurizio di Savoia e dopo la sua morte divenne proprietà di sua moglie Ludovica. I coniugi la vissero principalmente come residenza di campagna, facendo costruire e curando vigneti, grotte e gli ampi giardini all’ italiana disposti ad anfiteatro. Il Cardinale era uomo di grande cultura ed era solito organizzare riunioni con scienziati e letterati proprio nelle stanze dell’allora Villa Ludovica, chiamata così in onore della moglie. Dopo la morte dei due, la Villa divenne proprietà di molti e venne chiamata Villa della Regina perché fino all’ 800 vide l’alternarsi di numerose principesse, duchesse e regine sabaude. Durante l’occupazione francese la Villa entrò a far parte dei possedimenti napoleonici e pare che lo stesso Napoleone vi soggiornò. Nel 1869 divenne la sede dell’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le Guerre d’Indipendenza e nello stesso anno la Villa cessò di essere proprietà della famiglia reale. Bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, la Villa andò incontro a un triste degrado. Totalmente abbandonata a se stessa divenne preda della vegetazione che ne sbarrò quasi totalmente l’ingresso e di numerosi atti vandalici: molte statue vennero decapitate e numerose opere vennero saccheggiate. Nel 1994 l’intera struttura venne presa in gestione dalla Soprintendenza dei beni artistici e storici del Piemonte e dopo una lunga ristrutturazione venne riaperta al pubblico nel 2007. Un grande lavoro di recupero ha riportato alla luce anche il Vigneto Reale. Accanto al complesso della Villa e del Belvedere infatti, si estende la Vigna voluta e progettata dallo stesso cardinal Maurizio di Savoia all’ inizio del Seicento, trascurata negli anni successivi alla morte dei due coniugi e totalmente distrutta da piante infestanti e dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra il 2003 e il 2006 un lento intervento di recupero ambientale ha riqualificato l’area, riportando alla luce circa metà dello storico e reale vigneto che oggi produce un ottimo Freisa, grazie all’ Azienda Vitivinicola Balbiano.

vigna-della-regina

Lasciato il clima regale e sabaudo e scendendo nuovamente verso Piazza Vittorio Veneto, potrete letteralmente immergervi in un’altra atmosfera, quella del Mercatino che ogni prima domenica del mese affolla la piazza con bancarelle di antiquariato. Gli amanti del vintage potranno così sbizzarrirsi a cercare abiti e cappelli d’altri tempi, francobolli introvabili, fumetti ingialliti, fotografie in bianco e nero ma anche veri e propri pezzi d’arredo come lampade, tappeti e cassettiere. I portici di una delle piazze più grandi d’Europa si riempiono di lentezza, antiche melodie, sussulti di felicità nell’ essersi aggiudicati quel pezzo introvabile.

Avvicinatevi a via Po, ma non la percorrete ancora. Proprio sul finire della piazza troverete uno dei famosi Toret, che significa piccolo toro ed è la tipica fontanella pubblica della città. Ce ne sono moltissime sparse per la città, ma questa ha una particolarità rispetto alle altre. Guardando attentamente, troverete affissa una piastrella bianca che raffigura due bambini con un palloncino a forma di cuore in mano. Un messaggio d’amore, che fa sorridere chiunque ne scorga una, ma avvolto nel mistero. Nessuno infatti sa la vera identità della persona che ha creato queste piastrelle e che con discrezione e segretezza le affigge nei luoghi più insoliti della città, lasciandole trovare e fotografare dai passanti.

Lasciato da parte il mistero in cui Torino è continuamente avvolta, percorrendo via Po, tenete a mente il nome di questa via. Interamente coperta dai portici su entrambi i lati può essere un facile e felice riparo durante gli improvvisi acquazzoni estivi o i lunghissimi giorni di pioggia della stagione autunnale. I portici di via Po però racchiudono una caratteristica. Niente di misterioso in questo caso, ma una volontà tutta reale: solo uno dei due lati è caratterizzato da portici che non si interrompono neppure in prossimità degli incroci. Fu infatti re Vittorio Emanuele I di Savoia a dare ordine agli architetti di erigere i portici in modo tale che i reali sabaudi non si bagnassero percorrendo la strada che da Palazzo Reale li portava alla chiesa Gran Madre di Dio. In questo modo, nel caso di pioggia continua e abbondante, sapete in quale lato conviene camminare!
Proseguendo su via Po potrete fermarvi in uno dei tanti locali storici ad assaggiare il Bicerin, famosa e storica bevanda analcolica torinese a base di caffè e cioccolato o una cioccolata calda con panna per scaldarvi durante l’inverno !

piastrella

Siete ancora più impazienti che arrivi la domenica?

Testo e foto: Elisa Midelio

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