Viaggio del Piemonte in 4 ricette: Turismo Torino lancia l’iniziativa “La cucina tipica piemontese…in inverno”

Corroborante, sontuosa, decisa, la cucina piemontese è uno dei pilastri della gastronomia italiana. Una cucina antica, che affonda le sue radici tanto nel sapere contadino quanto nel sapiente estro di cuochi professionisti, come l’anonimo cuoco piemontese perfezionato a Parigi di cui vi ho raccontato nell’ articolo “Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi”: quando e come nasce la cucina sabauda. Una cucina profumata di colline e di nebbia, di alta montagna, di pianure e risaie, di echi di mari non troppo lontani. I piatti tipici del Piemonte non li gustiamo di certo quotidianamente sulle nostre tavole; forse ne stiamo anche perdendo il ricordo, fra un fast food e una ricetta etnica. Per fortuna il team di Turismo Torino & Provincia, sempre pronto a salvaguardare ciò che di buono e bello abbiamo nel nostro bagaglio culturale, ha pensato di rinfrescarci la memoria con l’iniziativa “La cucina tipica piemontese … in inverno”, che durerà sino a fine marzo per poi declinarsi nelle successive stagioni con altre specialità.

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Come funziona? Quattro ricette locali – il Fritto Misto dolce e salato, il Bollito simbolo della tradizione contadina, la Finanziera di cui era ghiotto Cavour, la Bagna Cauda regina della gastronomia nostrana –  e una lista di ristoranti, trattorie e osterie dove poterli assaggiare ogni fine settimana, senza bisogno di prenotarli: “La cucina tipica piemontese … in inverno” è un’ottima occasione per trascorrere un sabato sera fra amici o una domenica in famiglia all’ insegna della tavola made in Piemonte.

Anche la vostra Dire Fare Mole non ha saputo resistere e ha degustato qualche giorno fa due dei piatti proposti, ovvero la Bagna Cauda e il Bollito, presso l’ Antica Bruschetteria Pautasso, in pieno Quadrilatero Romano. Considerato uno tra i migliori ristoranti piemontesi di Torino, sorto nel quartiere della movida prima che diventasse tale, Pautasso offre il calore della tradizione e il tocco innovativo di uno staff giovane e dinamico diretto dalla grintosa Sarah, a cui va il merito di aver saputo accostare sapori antichi e nuove proposte legate alle intolleranze alimentari, sempre più diffuse nella popolazione. Così, oltre alle ricette del passato, troviamo menù gluten free e vegan, ugualmente golosi, cucinati con passione e attenzione alle materie prime, molte a kilometro realmente zero provenendo dall’ adiacente mercato di Porta Palazzo.

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Coccolate dalla gentilezza di Sarah e dall’ ambiente dai toni del legno e con richiami agresti – caratteristica la riproduzione del pergolato – io e le ragazze di Turismo Torino abbiamo aperto il pranzo con la Bagna Cauda, letteralmente salsa calda, che con il suo preparato a base di acciughe ci narra di tempi lontani, quando i mercanti piemontesi arrivavano dalla Provenza e dalla Liguria seguendo le rotte delle Vie del Sale carichi di prelibato pesce azzurro. La ricetta sabauda per eccellenza ci è stata proposta nelle tre versioni classica con aglio, senza aglio, vegana a base di verdure tritate, accompagnata da una selezione di quindici verdure di stagione accuratamente disposte in una ciotola a formare una tavolozza di colori degna di un pittore.

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A seguire, ecco il Bollito misto, servito in un coccio, e le sue salse di ordinanza, con un encomio speciale per il bagnet verd (con acciughe e prezzemolo) e la giardiniera (composto di ortaggi spezzettati e lessati in acqua e aceto). Il Bollito è un piatto unico simbolo di quella tradizione contadina figlia del “non si butta via niente”, una ricetta povera ma ricca di bontà, amata da illustri sabaudi quali il primo re d’Italia Vittorio Emanuele II. I tagli di carne sono otto, dal cotechino al brut e bon, dal cappello del prete alla scaramella, cotti a lungo nel brodo insieme ad alcune verdure, di solito carote, cipolla e sedano. Sostanzioso ma molto soddisfacente! E visto che per un dolce c’è sempre spazio, ho concluso il lauto pasto con l’immancabile bunet e un’eccellente cheescake con formaggio piemontese e frutti di bosco.

Vi ho fatto venire l’acquolina in bocca? Allora non aspettate oltre e prenotate un posto per un viaggio nel gusto sabaudo che non dimenticherete!

 

Lista dei locali aderenti a “La cucina tipica piemontese … in inverno”www.turismotorino.org/prodotti/la_cucina_tipica_piemontese_in_inverno

[photo credits: Dire Fare Mole]

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