#MyTurinWedding capitolo I: guida intergalattica per sposine in cerca di sabaudità

 

C’ era una volta una blogger sabauda che non credeva nel matrimonio. Almeno così diceva, facendo la spavalda e la dura, ma poi guardava di nascosto su Youtube – tipo 20 volte di seguito – il matrimonio fra la sirenetta Ariel e il principe Eric e le scendeva ogni volta una lacrimuccia (maledetto Disney!). La mia apparente allergia al “sì lo voglio” è però svanita come neve al sole la notte di Natale 2016, quando il sempre sia lodato #direfarefidanzato, dopo 3 anni di relazione di cui 1 di convivenza, si è romanticamente inginocchiato e, con tanto di anello, mi ha fatto la fatidica domanda, la più bella che potesse farmi.

direfarefidanzato

A proposito di domande … tante volte mi sono chiesta: è proprio sposarsi il sogno di ogni ragazza, il fine ultimo di un rapporto? A quasi 33 anni e alle soglie del matrimonio, rispondo che forse lo è, ma solo se la persona accanto è davvero quella che fa per noi, se solo quella persona, fra tutte, ti ha portato a pensare che sia davvero così. Ci va tanta pazienza ad affrontare insieme i tumulti della vita, a capire e accettare certi comportamenti a volte distanti anni luce dai nostri, a sorridere anche quando si è in completo disaccordo. Ma se questa pazienza è ripagata da risate, complicità, appoggio e sostegno reciproco costi quel che costi, allora dite sì anche voi. Per me, avere vicino un uomo che non solo non mi scoraggia e non sminuisce ciò che sto costruendo con passione (e fatica, fatica nel far capire a chi mi sta intorno che questo non è un hobby ma un lavoro) grazie al blog, ma anzi è il mio primo fan, fa la differenza. Ed è uno dei tanti motivi per cui l’allergia al matrimonio è scomparsa da quando la mia vita si è intrecciata con la sua.

Dopo la doverosa premessa su come tutto ha avuto inizio, passiamo alla parte divertente: l’organizzazione del giorno X, o meglio dire del giorno del #myturinwedding! Smaltita l’ adrenalina e fatti i vari annunci ad increduli amici e parenti, arriva il momento in cui ci si siede, ci si guarda negli occhi e ci si dice con tono sul preoccupato andante: “e adesso che si fa?”. Già cari lettori, organizzare un matrimonio non è affar semplice. Quando si finisce in prima persona nel temibile vortice matrimoniale ci si rende conto che le coppie che ci erano passate non esageravano quando dicevano che l’elenco di cose da fare era infinito.

wedding1

Visto che il panico ci stava già assalendo, abbiamo chiamato in nostro soccorso la biondissima wonder woman Irene Racca, wedding planner di Isi Eventi. Avrete letto di lei su queste pagine: Irene è prima di tutto un’amica, nonché una delle persone più creative – e ironiche, il che non guasta – che io conosca. Affidarle l’organizzazione ed il coordinamento delle nostre nozze è stato quasi naturale, e la convinzione della nostra scelta si rafforza giorno dopo giorno perché ha capito alla perfezione come desideriamo che sia quel giorno, intercettando i nostri gusti e facendone una sintesi irresistibile.

Andiamo sul pratico. Da dove si comincia? In cima alla to do list c’è la location, attorno a cui ruoterà il resto. La location determinerà infatti lo stile del matrimonio, e ancora più importante … la sua data. Ecco una cosa sulla quale non avevo riflettuto, e che condivido con voi: prima di scegliere e diffondere date, premuratevi di prenotare il posto che preferite in tempo. Perchè il primo grande problema presentatosi sulla nostra strada è stato proprio quello dei giorni ancora disponibili (pare che nel 2017 ci sia un’epidemia di sposalizi!). In attesa della definizione del W Day, abbiamo almeno definito la W Season, che sarà l’autunno; un matrimonio autunnale è quanto di più romantico potessi immaginarmi, e il #direfarefidanzato ha assecondato la mia richiesta nonostante una sua predilezione per la primavera.

wedding

Sulle zone dove intraprendere la tormentosa ricerca dello sfondo ideale per il ricevimento, siamo stati invece subito concordi: il raggio si deve estendere massimo ad un’ora  di distanza da Torino, per non arrecare eccessivo disagio agli invitati. Sulla base delle indicazioni date, Irene ci ha consegnato una lista di una trentina di ristoranti, agriturismi, ville e castelli sparsi fra la città e i territori limitrofi, allargandosi fino alle province vicine. La suddetta lista è stata analizzata, confrontata e sviscerata a dovere con tanto di tabella elettronica partorita con amore dal #direfarefidanzato (da bravo ingegnere, è oltremodo preciso). Cartina del Piemonte alla mano e svariati siti matrimoniali sott’occhio – fra tutti Matrimonio.com e il bellissimo blog tematico Wedding Wonderland – abbiamo infine deciso i fantastici sei, disseminati fra Torino, Langhe, Monferrato e Saluzzese. Sei location diverse fra loro, di cui vi parlerò nel dettaglio alla fine del tour location – se siete curiosi, potete trovare qualche piccola anteprima su sul mio profilo Instagram Dire Fare Mole Torino o su quello di Isi Eventi –  con un fil rouge comune: la sabaudità tanto cara alla vostra Dire Fare Mole. Sabaudità che può declinarsi nella sobria eleganza, nella storia del luogo, nei dettagli dell’ architettura e ovviamente nel menù! Avremo ospiti anche da altre Regioni e non possiamo assolutamente farli andare via senza che si siano innamorati della nostra cucina e inebriati dei nostri vini, portando con se’ a casa un pezzo di Piemonte nel cuore.

podere-mauriziano

Avendo optato per la cerimonia civile, accanto alla ricerca della location per il rinfresco  è partita anche quella della location per la funzione, che sarà ovviamente legata alla prima sempre per un discorso di comodità logistica. Abbiamo iniziato a guardare su internet le sale comunali di riferimento dei luoghi prescelti, e ancora una volta mi sono stupita di quante perle rare e praticamente sconosciute abbiamo vicino a noi, e nemmeno ce ne rendiamo conto. Molte sale comunali sono intrise di valore storico, spesso situate in antiche sedi municipali o in edifici d’epoca di pregio, e soprattutto sono accessibili a prezzi contenuti, in un range dai 300 ai 1000 euro. Come le antiche sedi comunali di Saluzzo e Clavesana, il Podere Mauriziano a Stupinigi, la settecentesca Villa comunale di Rivoli, i castelli di Barolo e di Grinzane Cavour, giusto per citarne alcune. O ancora, le meravigliose sedi auliche del Comune di Torino, fra cui la Mole, la sala dei mappamondi dell’ Accademia delle Scienze, Palazzo Madama e addirittura lo Stadio Comunale! Le tariffe sono certo più alte (2000 euro per celebrazione) ma chi è residente in città e può permetterselo ci faccia assolutamente un pensierino. In ogni caso, qualunque sia il vostro budget, sono certa che troverete il posto che vi farà sognare. Come sono certa che lo troveremo noi.

mappamondi

Così ha inizio la #myturinwedding avventura: se volete percorrerla insieme a  me, vi aspetto qui per il capitolo II e aspetto i vostri consigli!

 

[photo credits: Dire Fare Mole, Isi Eventi, Associazione Stupinigi è]

 

 

 

Un commento

  1. Nemmeno io sono mai stata attirata dall’idea del matrimonio, nel senso che a differenza di tante, da bambina non ho mai “giocato alla sposa”. Però ti dirò che dopo anni di convivenza sto iniziando a pensarci. E in Piemonte non mancano certo le location per un matrimonio! Sono curiosa di leggere i prossimi step, ti seguo con piacere 🙂

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