Il Castello Ducale di Agliè: storia e incanto in Canavese

Viviamo in una terra da favola. Una terra di arte, storia millenaria, panorami unici, di siti inseriti fra i Patrimoni dell’Umanità come le Langhe, i Sacri Monti e le Residenze Sabaude.
L’articolo che Elisa Midelio del blog Serendipitsite – Viaggiare con serendipità ha scritto per la rubrica #direfarecommunity è la riprova di quanta meraviglia possiamo trovare … giusto dietro l’angolo! Oggi io ed Elisa vi portiamo a fare un tour nell’incanto del Castello Ducale di Agliè, perla barocca inserita nella lista dei siti Unesco insieme alle altre Residenze Reali del territorio piemontese. La grande bellezza? Abita qui.

 

A poco più di 40 chilometri da Torino, si trova il Castello Ducale di Aglié (www.residenzereali.it), residenza sabauda elegante e raffinata, iscritta alla Lista del Patrimonio UNESCO dal 1997. La storia del Castello e dell’incantato Parco è lunga secoli, in cui duchi, re e principi si sono succeduti e diversi stili architettonici si sono sommati armoniosamente, donandoci la struttura che conosciamo oggi.

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[credits: Elisa Midelio]
La storia del Castello risale al Medioevo, probabilmente il nucleo originario è del XII secolo. Nel corso del ‘600 il Castello fu di proprietà di Filippo San Martino, consigliere di Cristina di Francia, che commissionò diverse modifiche e aggiunte alla tenuta, come il rifacimento della facciata sul giardino, la costruzione di due gallerie ed il cortile del palazzo. I Savoia acquistarono il castello nel 1764, facendolo diventare tenuta reale. Carlo Emanuele III lo acquistò per farne la residenza del figlio secondogenito Benedetto Maria Maurizio duca del Chiablese. Nuovi lavori di riqualificazione vennero intrapresi: il borgo stesso venne coinvolto nel progetto di rinnovamento con la costruzione degli appartamenti e della chiesa, collegata al castello attraverso una galleria coperta a due piani che permetteva ai Reali di raggiungerla senza dover per forza uscire dalla loro dimora.

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[credits: Elisa Midelio]
Nonostante i Savoia abitassero il Castello solo durante i periodi estivi, la tenuta raggiunse il suo massimo splendore in questo periodo. Artisti molto conosciuti a corte vennero chiamati per decorare e affrescare la tenuta. Durante gli anni della dominazione napoleonica il Castello venne usato come ricovero e spogliato della maggior parte delle sue opere, che viaggiarono verso la Francia. Solo nel 1823 la tenuta tornò nelle mani dei Savoia. Sotto il regno di Carlo Felice, il Castello di Aglié, subì una ristrutturazione importante degli arredi interni. Sempre nell’800 venne poi riallestita la Galleria Verde e il parco assunse l’aspetto attuale. Venduto allo Stato nel 1939 per una cifra irrisoria – qualche milione delle vecchie lire – le diverse aree e gli arredi rimasero immutati e il castello venne destinato a museo.

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[credits: Elisa Midelio]
Durante i secoli il Parco ha assunto aspetti che solo in parte si possono ritrovare nell’odierna conformazione. Della fase seicentesca si conserva lo splendido Giardino all’Italiana – perdetevi tra le sue siepi di bosso! – Durante la fase settecentesca venne impiantata la struttura della fontana con gruppi scultorei raffiguranti gli affluenti del Po, tritoni e animali acquatici. Alla fase ottocentesca risale l’impostazione del Parco all’Inglese, che predilige l’incontro tra uomo e natura. Restaurato a inizio anni Ottanta, il parco e i giardini sono stati aperti al pubblico nel periodo estivo dal 1982.

La visita al Castello è curata dai volontari di VolArte che vi condurranno con simpatia e capacità nelle stanze visitabili e nelle cucine del Castello. Gli interni e gli arredi sono curati e colorati, la maggior parte dei soffitti sono affrescati con la tecnica trompe l’oeil, numerosi pavimenti sono originali, così come gli eleganti orologi che troverete nelle varie stanze – tutti ancora funzionanti! -. Due importanti gallerie sono ricche di opere come dipinti della vita campestre, mezzi busti di marmo, servizi di piatti con le iniziali dei reali, ritratti dei “padroni di casa”.

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[credits: Elisa Midelio]
 Non perdetevi la visita al Parco, scendete la scala di fronte alla facciata seicentesca, passeggiate e incantatevi nella galleria totalmente invasa da piante verdi: sembra l’inizio di una fiaba.

Elisa Midelio 

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