Portatori di magia (sulle note del violino): gli Archimisti e la loro musica

“Devi amare per poter suonare” affermava il grande Louis Armstrong.

E l’amore e la musica sono i protagonisti indiscussi di questo articolo.

Oggi infatti vi parlo di un gruppo – per essere più precisi di un quartetto – composto da musicisti appassionati, che con l’amore hanno un legame speciale. Non solo per l’indubbio sentimento che infondono nel loro lavoro e nelle loro melodie (rigorosamente eseguite dal vivo e in acustico), ma anche perché sovente la loro musica accompagna il momento dove l’amore regna sovrano: il matrimonio.

Loro sono gli Archimisti. Quattro professionisti della musica, strumentisti ad arco, che da anni lavorano insieme per essere “portatori di magia”, come loro stessi si definiscono. La magia, vi assicuro, è davvero palpabile: con un repertorio che spazia dal tardo ‘500 alla musica leggera – con delle incursioni nel rock! – gli Archimisti sanno creare un’atmosfera da favola sulle ali delle loro note.

Non solo matrimoni: fra concerti, eventi privati, momenti didattici e visite nei luoghi dell’arte, gli Archimisti sono impegnati a diffondere la bellezza ed il linguaggio universale del suono.

Conosciamoli meglio attraverso le parole della professoressa Maria Cristina Rallo, unica donna del gruppo. La colonna sonora della vostra lettura? Andate su questo link Christina Perri – A Thousand Years – Gli Archimisti string quartet cover, premete play … e iniziate a sognare (proprio come ho fatto io scrivendo l’articolo)!

 

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Gli Archimisti [photo credits: Diego Taroni]

 

Maria Cristina, tu sei la “quota rosa” degli Archimisti: raccontaci il ruolo di ognuno di voi e come è nato il gruppo!

Il gruppo nasce alcuni anni fa dalla nostra passione per il quartetto d’archi: dopo la laurea in Conservatorio ognuno di noi era alle prese con collaborazioni con orchestre italiane e straniere, corsi di perfezionamento, concerti e via dicendo. Talvolta ci ritrovavamo per ritagliarci un momento per suonare “per noi”, per il puro piacere di fare della musica che amavamo molto. Poi una volta una coppia di amici ci chiese di suonare durante la cerimonia e l’aperitivo del loro matrimonio, e così abbiamo iniziato le prime ricerche, le prime trascrizioni, le prime esibizioni. La cosa ci è piaciuta a tal punto che abbiamo deciso di continuare.

Nel corso degli anni abbiamo suonato in diverse formazioni, con tantissimi musicisti ed amici, ma adesso abbiamo deciso di concentrarci principalmente nelle formazioni del quartetto d’archi e del duo di violini. La squadra di oggi è un quartetto fatto di persone molto diverse tra di loro, un piccolo mondo con esperienze vastissime: ognuno di noi porta il proprio bagaglio culturale ed umano, ed in questo modo arricchisce gli altri. La particolarità e la versatilità del nostro quartetto forse deriva proprio da questo, per cui sono contenta di essere “la quota rosa”, ma senza le mie “quote blu” non sarebbe lo stesso. 

 

La vostra musica è spesso la colonna sonora di splendidi matrimoni: quali sono le musiche più richieste dagli sposini di oggi?

Gli sposi che ci contattano sono sempre più informati ed attenti, ed anche per la musica la parola d’ordine è “personalizzare”. Sembrerà strano ma la tradizionale “Marcia nuziale” è uno dei brani che suoniamo di meno.

Le spose spesso preferiscono entrare in chiesa con brani più romantici come il Canone di Pachelbel oppure “La pioggia” di Vivaldi, oppure, in caso di cerimonia civile o simbolica, con canzoni particolarmente evocative, come “A Thousand Years”, che nella nostra versione per quartetto d’archi sta riscuotendo un discreto successo… Per il resto della scaletta, ogni coppia mostra la propria personalità. Un classico che non tramonta mai? L’ “Ave Maria” di Schubert!

 

Oltre ad esibirvi in eventi e concerti, vi dedicate anche alla didattica,ed alla diffusione della cultura musicale. Spiegaci questo importante aspetto della vostra attività.

Ormai è scientificamente provato: la musica fa bene, al singolo individuo come alla comunità. Per questo motivo ognuno di noi è impegnato nella diffusione della cultura musicale, sia tra i ragazzi, attraverso l’insegnamento dello strumento e della musica d’assieme, sia tra gli adulti, con conferenze-concerto e salotti musicali.

Una delle soddisfazioni più grandi è vedere la reazione di ragazzini considerati “difficili” di fronte alla bellezza di un’opera d’arte, che si tratti di un quadro o di un brano musicale. Spesso i più irrequieti e disinteressati iniziano a tempestarti di domande e non ti lasciano più…..e così scopri quanto bene possa fare la Bellezza! Ci sarebbero tantissime cose da dire a proposito, soprattutto sulla situazione dell’insegnamento musicale ed artistico in Italia, ma mi limito ad un “c’è ancora tanto cammino davanti a noi….”

 

Gli Archimisti, Torino e il Piemonte: quali sono i vostri luoghi del cuore?

Uno dei vantaggi della nostra attività è avere la possibilità di suonare in luoghi meravigliosi di cui ignoravamo l’esistenza….e così è nato il progetto “Tesori nascosti”, una proposta di “visita musicale” nei luoghi d’arte. Talvolta ci si può concedere il lusso di una visita nei luoghi d’arte più rilassata ed approfondita. Invece della rapida occhiata guidata dalle sapienti parole di un esperto, ( che già di per se’ è un’ottima cosa) proponiamo al pubblico di fermarsi, ascoltare della musica, e nel frattempo vagare intorno con lo sguardo, e soffermarsi sui particolari preferiti.

Ed è così che anche noi abbiamo scoperto luoghi meravigliosi … oltre a quelli stra-conosciuti, come la Reggia di Venaria, o la Reale Chiesa di S. Lorenzo, anche “tesori nascosti” e ancora non abbastanza valorizzati, come la Certosa Reale di Collegno, che incornicia il nostro video di presentazione. Siamo fermamente convinti che rivalutare il patrimonio  culturale, artistico e musicale italiano sarebbe il migliore investimento per il nostro Paese, sia dal punto di vista umano che economico. Noi, nel nostro piccolissimo, cerchiamo di fare la nostra parte.

Sito ufficiale Gli Archimisti

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Gli Archimisti [photo credits: Diego Taroni]

Un commento

  1. […] Inutile dirlo, suonare in quartetto, è la nostra grande passione, talmente grande che vorremmo suonare insieme sempre, tutti i giorni della settimana, e spaziare dalla musica barocca ad Avicii, da Bach ai Coldplay e scoprire tutte le possibilità sonore e ritmiche di questo prodigioso strumento, fatto di quattro teste e quattro cuori. Una delle cose che ci inorgoglisce di più è il fatto che questa passione si percepisca, come è successo con Federica, blogger di Direfaremole, che ha sentito il nostro entusiasmo: dal nostro incontro con lei è nata un’intervista, che è stata riportata in questo blog, in cui raaccontiamo un po’ di noi, della nostra passione, della nostra musica e della nostra vita…. Buona lettura! […]

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