Il blog è femmina! A tu per tu con Elisa Midelio, blogger di Serendipitsite

Conoscete il film “Serendipity”?

“Serendipity – quando l’amore è magia” è una perla cinematografica uscita nel 2001, in cui i due protagonisti – gli attori John Cusack e Kate Beckinsale – dopo un primo incontro a New York, si rincorrono negli anni attraverso indizi e segni del destino. Un film romantico ed originale, spesso trasmesso in televisione durante il periodo natalizio, ed uno dei miei preferiti.

Questo insolito vocabolo, in italiano serendipità, significa: “scoprire una cosa non cercata ed imprevista, mentre se ne sta cercando un’altra”.

Ora vi starete chiedendo che legame ci sia fra un film americano dal titolo strano, Dire Fare Mole ed Elisa Midelio, l’amica di cui vi parlo nell’ articolo di oggi.

Quando entrai in contatto con Elisa su Instagram, mi incuriosii parecchio il nome del suo blog: “Serendipitsite” (link al sito). Avevo trovato un’altra estimatrice della pellicola di cui sopra, o dietro c’era di più?

Approfondendo la conoscenza, scoprii che c’era molto, moltissimo di più: oltre a raccontare il territorio piemontese e le sue sfaccettature, il blog di questa deliziosa ventisettenne torinese contiene riflessioni, momenti di vita, sogni e ricordi.

Una miscellanea di parole e immagini dove traspare l’anima di Elisa, il suo sguardo sensibile sul mondo circostante, la sua notevole capacità di introspezione (non a caso vorrebbe fare la psicoterapeuta!).

La mia introduzione sarà breve, perché non voglio togliere spazio e attenzione alle parole di Elisa, che mi ha regalato un dialogo fra blogger di grande valore.

E per questo la ringrazio!

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[photo credits: Elisa Midelio]

 

Elisa, il tuo blog è uno spazio intimo dove condividi i tuoi pensieri, i tuoi sogni, la tua quotidianità. Tutto all’insegna della Serendipità. Spiegami cosa significa, e soprattutto cosa significa per te!

Serendipità … già solo il suono di questa parola mi fa serendipitare (si può dire?). Serendipità significa fare delle scoperte piacevoli, che ci cambiano un po’ la vita, in modo più o meno casuale, senza averle cercate a tutti i costi. Vivo con la convinzione che se le cose devono accadere, accadono e basta. Non sapremo mai prima, chi o che cosa, ci cambierà la vita.

Allora conviene provare.

La vita è fatta di strade, intuizioni, scelte. Se sentiamo di buttarci in quella storia, magari è quella giusta, se ci va di accettare quel lavoro migliaia di chilometri da dove l’avevamo immaginato, magari si rivelerà la scelta vincente. Se impariamo a uscire dal seminato, a percorrere strade diverse, a vivere esperienze nuove, possiamo dare vita a qualcosa di inedito. Gli eventi e gli avvenimenti che hanno cambiato il mondo sono avvenuti spesso per caso, grazie a un’intuizione.

 

Ami scrivere e ami fotografare. Hai infatti  una gallery su Instagram che trovo molto suggestiva. Come ti rapporti con queste due passioni?

Le parole e le fotografie, due passioni nate prestissimo, sempre un po’ per caso.

La passione per le parole è nata perché la mia maestra di italiano, maestra Gioia, credeva in me e mi scriveva delle frasi così belle e piene di poesia alla fine di ogni tema, che mi hanno fatto innamorare di quello che scriveva lei e di quello che scrivevo io. La passione per la fotografia mi è stata un po’ tramandata da mia mamma, che adorava fotografare noi figlie, e che mi ha regalato la mia prima macchina fotografica. All’ inizio non sapevo bene che farmene, poi è diventata il modo di consacrare un’altra mia passione, quella di viaggiare.

Le parole hanno un potere inestimabile; possono ferire, consolare, illudere, aiutare, emozionare, manipolare, curare … possono qualsiasi cosa. Però le parole spesso vanno e vengono, facciamo fatica a ricordare le parole esatte, a volte ce le dimentichiamo, altre le storpiamo. Quando si scrive, questo non accade. Le parole scritte, rimangono quelle, senza equivoci, senza malintesi. La mia necessità per la scrittura forse nasce per questo. In un mondo che cambia continuamente, quello che è scritto permane e rimane come un punto di riferimento. Il principio delle fotografie è lo stesso. Una fotografia racchiude un momento, un attimo di vita, un’emozione: il luogo in cui ti trovavi, le persone che erano con te, la persona che l’ha scattata o a quella a cui pensavi mentre sorridevi. Una fotografia è un piccolo scrigno di un ricordo, come un racconto. Le cose possono cambiare, ma quel ricordo non te lo leva nessuno. Non ho mai buttato via lettere e neppure fotografie, anche se le persone che le hanno scritte o con cui sorridevo in quelle foto non fanno più parte della mia vita, perché sarebbe come stracciare un ricordo.

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[photo credits: Elisa Midelio]

 

 Quali sono i tuoi progetti futuri?

La domanda più difficile! Ho dei sogni, tantissimi. Ma i miei sogni nascono, crescono, si ingigantiscono e poi a volte spariscono, per far spazio a sogni nuovi. Crescendo ho iniziato a pensare che non potevo continuare a svolazzare da un sogno a un altro, che avrei dovuto iniziare a concentrare tutte le mie energie su un progetto e basta. Poi ho capito che quello che mi dava energia ed entusiasmo era l’esistenza stessa dei miei sogni, non tanto la corsa frenetica per realizzarli a tutti i costi. Avere tanti sogni mi permette di sperimentare tantissimo, curiosare dappertutto, immaginare, fare esperienze sempre nuove.

Vorrei diventare psicoterapeuta perché non posso fare a meno delle storie delle persone, partirei per il mondo senza guardarmi indietro con la macchina fotografica al collo per vivere giorno per giorno quello che accade, aprirei un agriturismo per creare uno spazio dove rilassarsi, assaporare aria buona e buon cibo e magari con una biblioteca ben fornita per leggere un romanzo sotto il pergolato, ma mi vedrei anche tranquillamente a casa a infornare dolci per la festa della scuola con i miei figli che buttano farina dappertutto. Magari farò tutto, oppure non farò nulla di tutto questo. Magari troverò il modo di riuscire a fare di tutto un po’, per non rinunciare a nessuno dei sogni che mi hanno affollato e allietato la mente …

Per il momento vivo giorno per giorno, cercando di seguire le strade incominciate e riservandomi il piacere, ogni tanto, di imboccarne una nuova.

 

 Elisa, Torino e il Piemonte: quali sono i tuoi luoghi del cuore?

Torino è la mia città e la sostituirei solo molto faticosamente. Per me vuole dire casa. Può mostrarsi un po’ altezzosa, per il suo freddo a volte pungente, per le persone all’ apparenza distaccate. In realtà è una città che per essere amata, va capita, un po’ come succede con la lirica. Credo che il motivo per cui i torinesi l’adorino e invece spesso i turisti ne rimangano delusi, è perché è una città che per essere compresa fino in fondo, va abitata, vissuta, respirata. Mi capita spesso di tornare la notte tardi, di passeggiare quando è inverno e la città è mezza deserta, di alzare la testa e vederla così: inaspettatamente bella, elegante, ordinata, nobile, misteriosa, ricca di fascino e storia.

I miei luoghi del cuore sono la Basilica di Superga, perché è legata a un ricordo particolarmente emozionante e perché d’estate, quando c’è il vento che sposta le foglie ed è completamente deserta, io sento il mare. Un altro posto è The Number 6 in via Alfieri, un luogo dove per me il tempo si ferma. Piazza San Carlo, il nostro maestoso salotto, magicamente caotico quando ci sono degli eventi, assolutamente silenzioso nelle giornate più fredde, proprio come il proprio salotto di casa, affollato quando c’è qualche cena con parenti e amici, rilassante, quando vogliamo staccarci dal mondo e leggere un buon libro. Ma anche tutti i parchi di cui la nostra poliedrica città è dotata. I posti del cuore sono tisanerie, panchine, ristoranti, vie, dove ho vissuto qualcosa e il ricordo lì è rimasto. Luoghi del cuore dove vado quando voglio respirare quell’ essenza torinese di cui non riesco a fare a meno, sono via Barbaroux e piazza IV Marzo, per me una sorta di Montmartre parigina.

Anche il Piemonte è pieno di miei luoghi del cuore. Spesso andiamo lontano, partiamo, ci spostiamo, sottovalutando la bellezza di quello che abbiamo a pochi passi. Tra i posti del cuore, il Castello di Aglié. Fiabesco, imponente, suggestivo. E’ uno di quei musei che la prima domenica del mese è gratuito e la visita, organizzata da volontari, è pertinente e molto interessante. In primavera ed estate, si può godere dei bellissimi giardini e del parco circostante. Un altro luogo del cuore è Orta San Giulio, sul Lago d’Orta, un paesino che affaccia sull’ Isola di San Giulio, un’isola che ha del surreale, come sospesa tra acqua e cielo. L’essenza che si respira è impossibile da descrivere a parole. E poi il Monferrato, starei ore e ore a fotografare quelle colline, soprattutto al tramonto. Belle e poetiche in qualsiasi stagione. Ma potrei farti altri mille nomi di luoghi piemontesi dotati di fascino, storia, eleganza, come la Reggia di Venaria, il Castello di Pralormo, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, le Isole Borromee. Tutti questi luoghi hanno un’intimità, la loro storia da raccontare, la loro essenza da donarci.

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Isola di San Giulio, Lago d’Orta [photo credits: Elisa Midelio]

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