In giro per la città: la Torino del Medioevo

Le bellezze architettoniche della Torino barocca e ottocentesca, capitale del Regno di Sardegna prima e d’Italia poi, sono note a tutti. Così come le tracce della fondazione della città, avvenuta sotto il dominio di Roma nel 28 a.c. Ma cosa c’è stato in mezzo? Soprattutto, cosa rimane al giorno d’oggi della Torino del Medioevo, epoca affascinante e misteriosa allo stesso tempo? Ecco un piccolo excursus nella Torino in epoca medievale, un itinerario meno percorso a livello turistico ma degno di essere conosciuto ed approfondito.

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Palazzo Madama [photo credits: Dire Fare Mole]
Partiamo da un posto che tutti, torinesi e non, conosciamo: piazza Castello. Di fianco al maestoso Palazzo Reale troviamo Palazzo Madama, uno degli edifici più famosi e ricchi di storia della città. Ciò che mi ha sempre colpito di Palazzo Madama è il suo duplice aspetto, le sue due facciate completamente diverse fra loro, e una delle due -quella che dà verso via Po- è la parte di cui vi voglio parlare. A differenza del lato ovest, che presenta uno scenografico ingresso progettato da Filippo Juvarra nel XVIII secolo, il lato est della residenza ha il tipico aspetto di un castello medievale. Ed infatti lo era: dapprima fortilizio dopo la caduta dell’Impero Romano, costruito inglobando l’antica Porta Decumana, l’edificio subì delle modifiche nel XIII secolo, divenendo, grazie ai Marchesi del Monferrato, un castello vero e proprio, con porta, fossato e ponte levatoio. La proprietà passò poi nel secolo successivo alla casata degli Acaja, ramo cadetto della famiglia Savoia, diventando il loro centro del potere cittadino. Un ulteriore ampliamento fu eseguito nel’400, quando Ludovico d’ Acaja conferì al castello l’aspetto attuale, a forma quadrata con corte e portico, più quattro torri cilindriche angolari. Estinti gli Acaja, i Savoia ne presero possesso, facendone una residenza per i loro prestigiosi ospiti e sede di feste e matrimoni. Non fu mai abitato stabilmente dalla corte reale, sino al XVII° secolo, epoca delle due Madame Reali -Maria Cristina e Maria Giovanna Battista- che si insediarono nel palazzo, dando origine al nome con il quale è attualmente noto.

Ora spostiamoci verso il Quadrilatero Romano, la zona a più alta densità di tracce medievali del centro torinese: qui si trovano due edifici ben conservati dell’epoca, uno ecclesiastico e uno di uso civile. Il primo rappresenta il principale resto archeologico dei cosiddetti “secoli bui” della città: la chiesa di San Domenico, situata fra l’omonima via e via Milano.

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Cappella delle Grazie [photo credits: Dire Fare Mole]
La chiesa di San Domenico è l’unico esempio di architettura gotica che abbiamo a Torino, ed è uno dei luoghi di culto più antichi del capoluogo piemontese. La sua costruzione risale al 1280, come edificio religioso di riferimento dell’adiacente convento dei Domenicani; l’ordine dei frati ne fece un polo non solo religioso, ma anche culturale, con la fondazione di una biblioteca che verrà da essi custodita per secoli. Nelle epoche successive, la chiesa di San Domenico fu decorata internamente secondo il gusto barocco, grazie a grandi donazioni elargite dai Savoia, che avevano un legame speciale con questo luogo. Ma c’è ancora una piccola impronta medievale all’ interno della chiesa: è la suggestiva cappella delle Grazie, posta a sinistra dell’altare maggiore, che conserva intatti gli affreschi eseguiti nel 1300 da un artista noto come Maestro di San Domenico ed un’icona dello stesso periodo raffigurante la Vergine con il Bambino ed i santi Giovanni Battista e Gabriele.

Poco distante, in piazzetta IV Marzo, si trova quello che era uno dei primi “hotel” di Torino! L’antenato dei moderni (e lussuosi) Principi di Piemonte e Sitea si chiamava Albergo della Corona Grossa, o Casa Broglia, dal nome della ricca famiglia di Chieri che lo possedeva. I primi documenti che attestano l’attività dell’albergo risalgono al 1300; vicino a luoghi chiave dell’epoca come il Duomo e la piazza delle Erbe dove si svolgevano i mercati (ora piazza Palazzo di Città), il Corona Grossa divenne presto un posto di riferimento importante in città, tanto da essere scelto per l’affissione di ordini e bandi cittadini. Nel Medioevo, l’ospitalità si divideva fra le anguste taverne ed i ben più attrezzati alberghi: il Corona Grossa si poteva fregiare di questo titolo, data la presenza di locali adibiti a ricovero e foraggiamento per i cavalli – un conto del 1379 attesta che i cavalli del principe d’ Acaja si trovavano nella stalla dell’albergo- e la facoltà di offrire agli ospiti vitto e alloggio con corredo da letto appropriato. L’edificio, di quattro piani, continuò ad essere adibito ad albergo sino al 1800; oggi è una civile abitazione e sede di attività commerciali, ma conserva ancora l’impianto originario, nonostante alcuni restauri conseguenti ad un bombardamento avvenuto durante la II Guerra Mondiale, nonché il soffitto ligneo medievale al primo piano.

casa broglia
Casa Broglia [photo credits: Dire Fare Mole]
A causa delle imponenti opere di pianificazione urbana effettuate a partire dal XVII secolo, a differenza di molte altre città italiane, Torino ha conservato poche opere architettoniche medievali. Altri edifici dell’epoca si possono vedere passeggiando per il Quadrilatero, come la Casa del Senato, sempre in piazzetta IV Marzo, o la Casa dei Romagnano, in via dei Mercanti.

Come avete di certo notato, non ho parlato del Borgo Medievale: questo perché – e spero che ogni torinese lo sappia- non è medievale! Il Borgo, posto all’ interno del parco del Valentino, è infatti una riproduzione di un villaggio del tardo Medioevo , costruito nel 1884 in occasione dell’Esposizione Generale Italiana. Ma, se amate le atmosfere medievali come me, anche il Borgo va bene per una passeggiata nella Storia di Torino… e per sognare un po’!

 

 

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