Torino golosa: fra cioccolato e Cioccolatò!

Se Torino avesse un sapore, sarebbe senza alcun dubbio quello del cioccolato!

Anche quest’anno, la tradizione più dolce della città si rinnova: dal 20 al 29 novembre, il centro di Torino verrà piacevolmente invaso dagli stand di Cioccolatò, kermesse autunnale giunta alla sua 11° edizione.

Cioccolatò-Chocolate Exploit  è un appuntamento imperdibile per i golosi sabaudi (come me!). L’elegante cornice di Piazza San Carlo ospiterà mercatini tematici ed eventi collaterali, tutti legati al gustoso cibo degli dei. L’edizione 2015 ha un fitto  calendario di appuntamenti: fra degustazioni, laboratori di pasticceria, conferenze e rassegne letterarie, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

In attesa di tuffarci nella sabauda fabbrica di Willy Wonka, vi porto a spasso nel passato, per scoprire l’origine e i segreti dei principali prodotti piemontesi a base di cioccolato.

Gianduiotto:come non iniziare questa passeggiata gastronomica con il cioccolatino torinese per antonomasia? Il Gianduiotto fu ideato nel 1852 da Michele Prochet, noto cioccolatiere che si unirà poi alla Caffarel, dando vita al noto marchio Caffarel-Prochet. L’intuizione di Michele Prochet fu dettata da esigenze più pratiche che creative: all’epoca vigeva il blocco commerciale imposto da Napoleone, che rendeva difficile l’importazione del cacao in Europa. Per ovviare a ciò, il pasticcere decise di sostituire parte del cioccolato con un impasto di nocciole tostate e macinate.

Dapprima chiamato givu –cicca di sigaretta in dialetto – dal 1865 il cioccolatino prese il nome attuale, ispirato a Gianduia, la famosa maschera del folklore piemontese. Il Gianduiotto detiene un piccolo primato: è stato il primo cioccolatino al mondo ad essere incartato. Ancora oggi, la Caffarel produce l’originale Gianduiotto 1865, con la data ben evidente sulla carta dorata.

Gianduiotti
[photo credits: Dire Fare Mole]
Anche Cioccolatò renderà omaggio al bon-bon nostrano: imperdibile il “Gianduiotto Day”, che si terrà sabato 28 all’interno della manifestazione. La gustosa pralina sarà protagonista di una giornata a scopo benefico, con assaggi e un contest per incoronare il re dei gianduiotti.

Bonet: tipico dessert al cucchiaio della cucina piemontese, simile al budino, il Bonet (o Bunet) ha radici molto antiche. Cronache del XIII° secolo attestano la presenza di questo dolce sulle tavole dei banchetti nobiliari, soprattutto nelle zone collinari delle Langhe e del Monferrato, da dove si diffuse in tutta la Regione.

Da dove deriva il nome Bonet? L’origine è controversa: c’è chi sostiene che “bonèt ëd cusin-a” (cappello del cuoco) fosse il nome dello stampo di rame a forma di cappello dove veniva preparato il dolce. Un’altra tesi afferma che il termine stia ad indicare il cappello, in quanto il dolce viene solitamente servito a fine pasto, prima di accomiatarsi e quindi di…mettersi il cappello!

Latte, zucchero, amaretti, rum e cacao. Pochi, semplici ingredienti per un dolce da 10 e lode, a mio parere uno dei più buoni della nostra tradizione. Inizialmente però il Bonet non era affatto “cioccolatoso”: la variante del cioccolato è infatti arrivata con l’introduzione del cacao dall’America. La ricetta originaria, detta “alla monferrina”, è attualmente poco diffusa. Nemmeno il Bonet ha resistito all’invasione del cacao. E ne siamo ben lieti!

Bicerin: non si può lasciare Torino senza aver assaggiato la sua bevanda più tipica, a base di …cioccolato! Insieme al caffè ed alla crema di latte, il gusto del cacao si fonde in una miscela magica e segreta. Già, perché la ricetta originale del Bicerin – dalla parola bicchierino– è custodita gelosamente dai proprietari dell’omonima caffetteria in piazza della Consolata, dove venne inventata nel XIX° secolo. Ispirato alla settecentesca “bavareisa”, il Bicerin è una bevanda che va servita calda, in bicchieri grandi e tondeggianti, spesso accompagnata da biscotti e dolcetti da inzuppare definiti “i bagnati”.

Non c’è niente di più delizioso che sorseggiare un Bicerin in un pomeriggio invernale, seduti comodamente in un caffè del centro di Torino. Una gioia per gli occhi e per il palato, che ha conquistato tanti eminenti personaggi del passato: dal sabaudo -e goloso- Cavour, ad Alexandre Dumas padre, che scrisse: “Tra le cose notate a Torino, non dimenticherò mai il Bicerin, un’eccellente bevanda composta di caffè, latte e cioccolata che si serve in tutti i caffè”.

Lo scrive Dumas, e lo sottoscrive Dire Fare Mole: indimenticabile (ed inimitabile) Bicerin!

Tutte queste delizie, insieme a molte altre, vi aspettano a Cioccolatò. Potete trovare il programma completo al sito ufficiale http://www.cioccola-to.it/2015/

 

cioccolatò
[photo credits: Cioccolatò]

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