Chi ha paura di Torino? Fantasmi, leggende ed enigmi fra la città e la provincia

Halloween è alle porte. E Torino, città magica per eccellenza, si prepara a vestirsi di mistero e a raccontare le sue leggende tramandate nei secoli, che fanno provare un brivido anche a noi moderni torinesi 2.0.

La tradizione folkloristica italiana riporta un’ infinità di storie di fantasmi, anime tormentate che infestano ville e castelli, o talvolta personaggi storici che ritornano dall’aldilà per fare visita ai posteri.

Le leggende sui fantasmi sabaudi sono davvero numerose. Ecco una selezione di quelle più suggestive, sparse fra Torino e la provincia.

La Bell’Alda e la Sacra di San Michele: a mezz’ora da Torino, il paese di Avigliana è la location perfetta per una ghost story. Affacciato su due piccoli laghi, è dominato dalle Alpi e dalla Sacra di San Michele, che svetta sulla Valsusa dalla cima del monte Pirchiriano con i suoi mille anni di misticismo e mistero. L’antico edificio, simbolo del Piemonte, fa da cornice alla leggenda della Bell’Alda, una giovane contadina che in epoca medioevale abitava nei pressi dell’abbazia. Le grazie della ragazza irretirono un gruppo di soldati: disperata, Alda fuggì dagli inseguitori fino a giungere ad una vecchia torre abbandonata della Sacra, al limite di un precipizio. Invocando la protezione dell’arcangelo Michele, la giovane si buttò, rimanendo straordinariamente illesa. La notizia del miracolo si sparse per la valle, e Alda divenne famosa, accrescendo la sua superbia. Sfidata a ripetere il prodigioso volo, non fu altrettanto fortunata: la giovane morì, sfracellandosi sulle rocce sottostanti. Esistono diverse versioni della leggenda della Bell’Alda. Alcune ambientano la storia nel XVII° secolo, altre parlano non di un gruppo di soldati bensì di un innamorato respinto. L’epilogo però non cambia: della bella e altera giovane non rimase nulla, come recita un detto piemontese a chiosa della vicenda («’l toc pi gross a l’è l’ouria» ovvero «il pezzo più grosso è l’orecchio»). Ma c’è chi dice che il suo spirito abiti ancora questi luoghi, e che si possa scorgere il fantasma di Alda passeggiare vicino alla torre a lei intitolata.

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Sacra di San Michele e Sepolcro dei Monaci [photo credits: Dire Fare Mole]
Il fantasma della dama velata: si narra che nel cimitero torinese di San Pietro in Vincoli, ormai abbandonato, si aggiri il fantasma di una donna, che riesce ancora a far innamorare gli uomini nonostante il suo aspetto poco … vitale! Lo spirito ha le fattezze di Barbara Beloselkij, principessa russa giunta a Torino nel 1792 per seguire il marito Aleksandr, ambasciatore della zarina Caterina II  presso la corte dei Savoia. Dopo la sua morte, avvenuta a pochi mesi di distanza dal suo arrivo in città all’età di soli 28 anni, iniziarono a diffondersi voci sulle apparizioni del fantasma della bella principessa, che aleggiava vicino alla sua tomba al chiaro di luna. Le cronache dell’epoca raccontano di un tenente di artiglieria, Enrico Biandrà, innamorato perdutamente del fantasma, che gli appariva regolarmente nel suo alloggio, per poi dileguarsi. Leggenda a parte, ancora oggi possiamo osservare una testimonianza della storia di Barbara: una statua, fatta costruire dal marito per decorare la sua tomba. Essa rappresenta una dama velata, ed è con questo appellativo che spesso l’affascinante spettro viene citato.

Dama Velata
La statua della Dama Velata [photo credits: GAM]
Spettri Reali: volete trascorrere un Halloween in compagnia di celebri fantasmi sabaudi? Non vi resta che recarvi in due delle più note Residenze Reali appartenute a casa Savoia: il castello di Moncalieri e la Reggia di Venaria. Il castello di Moncalieri pare sia spesso “visitato” dalla Bela Rosin, amante e poi moglie morganatica di Vittorio Emanuele II di Savoia, re d’Italia. Si direbbe che la Bela Rosin – al secolo Rosa Vercellana- continui a insidiare giovani aitanti anche sotto forma di ectoplasma: infatti, leggenda vuole che la donna turbi sovente i sonni degli allievi Carabinieri che soggiornano nel castello, camminando nella notte lungo il perimetro dell’edificio. Spostandosi a Venaria, si potrebbe avere la fortuna di incontrare nientemeno che Vittorio Amedeo II, il primo esponente della casata dei Savoia a fregiarsi del titolo di re di Sardegna. Alcuni sostengono di aver avvistato lo spirito del sovrano aggirarsi nelle stanze della Reggia, con una candela in mano ad illuminare il suo cammino, accompagnato da un profumo intenso di bergamotto, pianta che aveva fatto coltivare in vita proprio nei giardini circostanti.

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Castello di Moncalieri [photo credits: Dire Fare Mole]
La Rotta, il castello della paura: il castello della Rotta, situato fra Moncalieri e Villastellone, è stato definito dagli amanti dell’occulto come il luogo più infestato non solo del torinese, ma di tutta Italia, un curioso primato che ben si accosta all’identità di Torino come capitale italiana del soprannaturale. Costruito nel XII° secolo, il maniero ha in effetti un aspetto molto lugubre, che ha di certo alimentato le leggende sorte intorno alla sua storia. Dapprima proprietà dell’ Ordine dei Templari, passato poi nelle mani dei Savoia, il castello della Rotta è attualmente una residenza privata.Oltre agli abitanti “in carne ed ossa”, l’austero edificio si dice che ospiti una moltitudine di presenze spettrali. Fra le apparizioni più ricorrenti, troviamo il fantasma di un prete, murato vivo nel castello, un cavaliere templare a cavallo, i cui resti furono rinvenuti durante recenti lavori di ristrutturazione, una giovane marchesa gettata dal marito da una delle torri, e persino una processione di spettri, che si tiene ogni anno nella notte fra il 12 ed il 13 giugno. Insomma, se siete alla ricerca di emozioni forti, e coltivate un animo da acchiappafantasmi anni ’80, una capatina dalle parti della Rotta è d’obbligo!

Questo post è riuscito a farvi incuriosire … e anche a farvi scorrere un po’di brividi addosso?

Allora siete pronti ad affrontare la notte torinese più magica dell’anno!

Buon Halloween da #direfaremole

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