Scrivere…Torino: piccolo viaggio nella Torino dei libri

Torino magica, Torino capitale dell’auto, Torino e Juventus, Torino città del … libro.

Forse è la sua identità meno conosciuta, ma il capoluogo piemontese è senza dubbio una delle città italiane maggiormente legate alla letteratura.

La nostra Torino è spesso collegata al mondo dell’editoria. Basti pensare a manifestazioni come il Salone del Libro, che si tiene ogni primavera presso il Lingotto Fiere, e tante altre realtà collaterali ma altrettanto significative, fra cui Portici di Carta, protagonista del week end del 10-11 ottobre 2015. Durante la due giorni di evento, il centro cittadino – o meglio, i suoi caratteristici portici, icone torinesi al pari della Mole e dei Toret– sarà trasformato in una suggestiva libreria all’ aperto, con stand dedicati soprattutto ai librai della città.

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[photo credits: Dire Fare Mole]
Non solo saloni: Torino è stata più volte anche ambientazione di opere letterarie. D’altronde, una città così ricca di storia e di fascino si presta alla perfezione al ruolo di “cornice” di passioni, amori e misteri. Le piazze che sembrano salotti, i caffè storici, i grandi viali dal sapore parigino, le mille sfumature della collina … scenografie di tutto rispetto, stimoli per la creatività degli scrittori che ci hanno vissuto, o che l’hanno amata, come il già citato Friedrich Nietzsche (post del 30 aprile 2015), senza dubbio il più celebre fan “letterario” della capitale sabauda!

Innumerevoli i libri che hanno avuto Torino come location e musa: ecco una selezione di titoli che non possono mancare nella libreria di ogni torinese.

“Cuore” di Edmondo de Amicis (1886): posso affermare con assoluta certezza che ciascuno di noi, ai tempi della scuola, si sia imbattuto nel cosiddetto Libro Cuore. Sinonimo di buoni sentimenti, il romanzo è una pietra miliare nel panorama della letteratura per l’infanzia. Il libro, ambientato nella Torino dell’Unità d’Italia, è strutturato come il diario di un alunno di terza elementare, Enrico Bottini: Enrico scrive a proposito della sua vita e di quella della sua classe durante l’anno scolastico 1881-82, con intermezzi costituiti da “racconti mensili” del Maestro Perboni. Personaggi come Franti il cattivo, Stardi, Carlo Nobis e la Maestrina dalla Penna rossa sono entrati di diritto nella storia e nella tradizione culturale italiana, resi immortali dalla penna di de Amicis, ligure di nascita ma torinese di adozione, che per le vicende raccontate si ispirò alla vita scolastica dei suoi figli Ugo e Furio.

“La donna della domenica” di Fruttero & Lucentini (1972): Torino è lo sfondo perfetto per questo giallo di successo, da cui nel 1975 è stato tratto un film, diretto da Luigi Comencini e con Marcello Mastroianni come protagonista nel ruolo del commissario Francesco Santamaria. L’omicidio di un architetto, i vizi della Torino bene che affiorano senza pietà,  la risoluzione del caso attraverso un proverbio piemontese (“La cativa lavandera a treuva mai lo bon-a pèra” La cattiva lavandaia non trova mai la buona pietra), il Balon e la collina: questi gli ingredienti del romanzo, frutto del sodalizio fra il torinese Carlo Fruttero ed il romano Franco Lucentini, una collaborazione a quattro mani che durò per più di quarant’anni.

“Vestivamo alla marinara” di Susanna Agnelli (1975): il binomio Torino e Fiat è noto a livello mondiale. Il romanzo è un’ autobiografia di Susanna Agnelli, nipote del Senatore Giovanni, fondatore della casa automobilistica, e sorella dell’Avvocato. Dall’infanzia trascorsa a Torino con i fratelli, alla tragica scomparsa del padre Edoardo a causa di un incidente aereo, passando per l’adolescenza segnata dalla guerra e dall’arruolamento nel corpo della Croce Rossa Italiana, il libro ci offre uno spaccato di vita della più grande dinastia industriale torinese.

“La collega tatuata” di Margherita Oggero (2002): ancora una Torino tinta di giallo, ma con un tono più leggero. Il romanzo della torinesissima Margherita Oggero, insegnante di professione, ha dato il via alla serie di libri dedicati a Camilla Baudino, professoressa con velleità da investigatrice, che ha ispirato sia il cinema che la televisione. Grande successo di pubblico hanno infatti riscosso il film “Se devo essere sincera” e la serie televisiva “Provaci ancora prof!”, dove rispettivamente Luciana Littizzetto (altra sabauda DOC) e Veronica Pivetti vestono i panni della “profia”, un’ironica quarantenne divisa fra la famiglia, l’inspiegabile omicidio di una collega e le attenzioni dell’ affascinante commissario che si occupa del caso.

“Torino è casa mia” di Giuseppe Culicchia (2005): concludo questo piccolo viaggio nella letteratura torinese con uno dei miei libri preferiti. Torino è casa mia: l’affermazione costituisce il titolo del breve compendio della torinesità, un libro prezioso per chiunque ami la città e la sua storia. Culicchia traccia una piccola ed originale guida, descrivendo i suoi luoghi del cuore come se fossero le stanze di una casa. E allora, ecco che la stazione di Porta Nuova diventa l’ingresso, il mercato di Porta Palazzo la cucina, Piazza San Carlo il salotto, il Parco del Valentino il terrazzo. Attraverso la “planimetria” di Torino, l’autore ci conduce nelle sue vie, nei suoi palazzi, nei suoi musei, portandoci alla scoperta di aneddoti curiosi sulla città ed i suoi abitanti. Nel 2015 è stato pubblicato “Torino è casa nostra”, una sorta di volume secondo, dove Culicchia descrive come è cambiata la città dopo il 2006, anno delle Olimpiadi Invernali, evento che ha segnato uno spartiacque nella storia cittadina.

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