Dove Napoleone e i supereroi Marvel si incontrano: il Forte di Bard

Vi devo confessare un segreto. Uno dei miei posti del cuore… non si trova in Piemonte.

A mia discolpa, ci tengo a precisare che il “tradimento” alla mia amata Regione riguarda solo pochi kilometri!

Il luogo in questione si trova in Valle d’Aosta e si chiama Bard. Già il suono della parola evoca magiche atmosfere alla Tolkien, tant’è che, ironia della sorte, uno dei personaggi del romanzo “Lo Hobbit” si chiama proprio così! E le attinenze con le saghe fantasy non finiscono qui: il piccolo borgo valdostano dominato da un imponente Forte, posto su uno sperone roccioso alla stregua di sentinella della valle, è stato scelto come location per alcune scene del kolossal Marvel “The Avengers- Age of Ultron”, uno dei più grandi successi cinematografici del 2015.

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[photo credits: Dire Fare Mole]
Bard è un piccolo centro di 134 abitanti, a circa 20 kilometri di auto dalla cittadina piemontese di Ivrea, dove la pietra e il legno sono i padroni indiscussi del paesaggio. Ai piedi del borgo, dal tipico aspetto medioevale, scorre la Dora Baltea, con le sue acque azzurre e il suo moto perpetuo, testimone silente dei secoli passati e della storia millenaria del luogo.

Perché di storia qui ce n’è davvero tanta, e non basta un articolo per raccontarvela per intero. La posizione strategica e la presenza del Forte, costruito intorno all’XI secolo, facevano di Bard uno dei più importanti baluardi difensivi della Valle d’Aosta. Le vicende del borgo, dapprima sotto la giurisdizione della casata dei Bard e poi passato nel XII secolo ai Savoia, sono legate in modo indissolubile a quelle della fortificazione, tanto da averne traccia nel nome stesso del paese: gli studiosi affermano infatti che Bard deriva dalla parola celtica bar, che significa rocca o luogo fortificato.

L’edificio sorge su un antico sito dell’epoca dei Romani e rimase quasi intatto sino al 1800, anno in cui causò non pochi grattacapi a Napoleone. “Vilain castel de Bard”: così lo definì un furioso Bonaparte, all’indomani della capitolazione del Forte in mano francese. Capitolazione arrivata però dopo una strenua resistenza da parte della guarnigione austriaca che presidiava il castello, in aiuto dei Savoia. Dopo due settimane di assedio, il generale austriaco von Bernkopf firmò la resa al generale francese Marmont- arrivato a Bard dal Gran San Bernardo con i circa 40.000 uomini dell’Armée de Réserve- a fortezza praticamente inviolata, motivo per il quale venne concesso l’onore delle armi.

L’episodio ferì nell’orgoglio Napoleone, tanto che ordinò la completa distruzione dell’edificio. L’assedio è il tema attorno a cui ruota “Napoleonica”, manifestazione che si tiene al Forte verso la fine dell’estate (quest’anno il 5-6 settembre scorso). Giunta alla sua terza edizione, “Napoleonica” è un condensato di due giorni dei fatti salienti della battaglia, fra rievocazioni storiche -con tanto di cannoni e fucili fumanti, ovviamente a salve!- mostre di cimeli dell’epoca, esposizioni fotografiche e tanto altro ancora.

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[photo credits: Dire Fare Mole]
Il Forte, ricostruito fra il 1830 ed il 1838 ad opera degli ingegneri di casa Savoia, è diventato dal 2006 uno dei principali poli culturali e museali del nord Italia. Oltre ai percorsi fissi (il Museo delle Alpi, Le Alpi dei Ragazzi e le Prigioni del Forte), l’edificio dedica ampi spazi a mostre temporanee di grande prestigio: attualmente, recandovi a Bard potrete visitare la mostra “Da Bellini a Tiepolo” curata da Vittorio Sgarbi. L’esposizione durerà fino all’8 novembre 2015.

Una curiosità: il sito di Bard presenta antichissime tracce di insediamenti umani, risalenti al II millennio a.c. Ai piedi del borgo si trovano infatti rocce con incisioni rupestri e coppelle, segno che qui avvenivano rituali propiziatori. Fra questi, il più caratteristico è lo Scivolo delle Donne, una particolare pietra allungata levigata del tempo, legata ad un rito per la fecondità femminile, che consisteva nello scivolare sedute lungo la roccia in pendio.

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