Le amiche di Dire Fare Mole: Serena Chiarantano, Contaminazioni da indossare

“Torino è una città che produce eccentrici, solitari, genialoidi e talora tipi geniali, outsider, scrittori e pittori”
Vittorio Messori

Tutte le strade portano a Roma.

Così recita un antico detto della tradizione italiana, ma la mia esperienza di cantastorie sabauda mi sta portando a capire che sì, probabilmente è così, ma è anche vero che sempre più strade fanno rotta verso nord-ovest. Verso quella Stella Polare adagiata in cima alla Mole capace di attrarre anime ribelli e cuori creativi, outsider e pionieri. Oggi aggiungo un altro capitolo al racconto delle Amiche di Dire Fare Mole che hanno fatto rotta verso Torino per farci fiorire qualcosa di molto bello.

Serena Chiarantano ha deciso di invertire il famoso detto, di adattarlo alla sua visione. All’eterna magia di Roma, suo luogo di nascita, città calorosa ma caotica, ha preferito il freddo pungente di Torino, il rigore, l’aura di mistero tutta da scalfire. Un’ispirazione arrivata un giorno guardando le montagne, un’occasione presa al volo e una nuova attività creativa da tracciare. Per Serena, bella come un elfo ed intraprendente come un pirata, dirigere la sua nave di sogni a Torino ha significato trovare una terra promessa dove far nascere il suo marchio, Contaminazioni, e il suo laboratorio, Contaminazioni Lab, un mix fra la sua formazione accademica e tutte le sue passioni. Le trovate fra le righe della nostra chiacchierata, accanto a tanta vita vissuta e tanta ancora da scrivere. O meglio, da disegnare e cucire.

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Serena, da Roma a Torino in cerca di…Contaminazioni. Come sei arrivata a fare della moda il tuo lavoro?

La mia formazione ha seguito un percorso classico che ho provveduto a contaminare secondo i miei gusti e le mie passioni! Per 4 anni, a Roma, ho frequentato l’Accademia di Moda Maria Maiani, un istituto ottimo e prestigioso che però, a tratti, mi stava stretto. Mi sono sempre considerata una nomade, uno spirito libero difficile da ingabbiare, e appena potevo mi regalavo piccole fughe in posti del cuore. Sai per me viaggiare non è solo una passione ma anche una necessità, qualcosa che mi fa stare bene, utile anche a stimolare la creatività.

Viaggio spesso da sola e non ho mai avuto paura di farlo. Praga, Londra, Berlino sono le città che amo, soprattutto Berlino ha svolto un ruolo fondamentale nella nascita del brand. Il nome Contaminazioni mi è infatti venuto in mente mentre ero lì, in uno dei posti dove la contaminazione fra arte e cultura raggiunge i suoi vertici. Era perfetto per me e per le idee che mi frullavano in testa!

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Torino e Serena. Raccontaci perchè hai scelto di vivere qui!

A Torino ci sono arrivata per caso e ci sono restata di proposito. La mia prima volta qui è stata in occasione di un viaggio: era un marzo di qualche anno fa, un marzo freddissimo con le Alpi spolverate dal bianco della neve che si stagliavano sul cielo blu. Di quella vista, amante come sono del Nord, dei mesi freddi e dell’atmosfera invernale, mi sono innamorata all’istante. E ho deciso che questa sarebbe stata casa mia, un approdo per iniziare a tessere un nuovo capitolo di vita privata e professionale.

Il mio futuro sarà qui? Non so darti una risposta sicura, mi conosco e so che non metto radici. Per ora sento Torino come se fosse mia e non tornerei a Roma, troppo distante dal mio modo di percepire la quotidianità.

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Come si svolge il tuo lavoro? Cosa ti ispira di più a livello creativo?

Il laboratorio è aperto da due anni. Il primo anno lo definisco un anno di ricerca, di conoscenza delle aziende di tessuti piemontesi, di approfondimento ed adattamento; dal secondo anno sono invece entrata decisamente in azione creando le mie collezioni, dando forma a quel fermento creativo che avevo elaborato nella mente durante i mesi precedenti. Contaminazioni sono io, e io sono Contaminazioni: ogni capo è creato da me dall’inizio alla fine, dal cartamodello alla produzione. Lavoro da sola, accompagnata solo dalla musica rock e punk che è mia inseparabile compagna di vita sin da quando mio fratello, quando ero piccola, mi faceva ascoltare gli Iron Maiden in cuffia per calmarmi. E funzionava! La musica è nel mio DNA proprio come la moda e i viaggi, per me è fonte imprescindibile di ispirazione anche a livello di abbigliamento. Come non citare le iconiche tute glam di David Bowie indossate in occasione dello Ziggy Stardust Tour, ad esempio, o lo stile inconfondibile di Ozzy Osbourne?

Ogni pezzo che creo parla di me, di ciò che amo, delle mie esperienze. C’è vita dentro Contaminazioni, c’è una canzone, un viaggio, uno sguardo. Il desiderio più grande è che le persone che acquistano una mia creazione sentano, anzi leggano attraverso la stoffa la mia anima e che la custodiscano come una cosa preziosa. Al momento ho anche un altro lavoro che riesco a conciliare con il tempo passato in laboratorio a creare. Di certo l’obiettivo è quello di lavorare unicamente nel settore della moda. Ce la sto mettendo tutta.

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Quanta Torino c’è nelle tue creazioni?

Torino è un’altra delle fonti di ispirazione predilette. La sua architettura spigolosa, squadrata, il suo reticolato di vie hanno una grande influenza nelle mie creazioni; uso spesso trame ed incroci e vedo molto della trama di Torino nei miei abiti. Il posto del cuore torinese? Senza dubbio piazza Statuto, un punto che emana un’energia pazzesca, centralissimo ma a tratti immerso in un silenzio irreale, quasi mistico. In generale, da subito ho percepito in Torino una carica attrattiva pazzesca che mi ha conquistata e mi ha fatto capire che questo era il posto giusto dove dare vita al progetto Contaminazioni.

Fino ad ora il mio laboratorio ha avuto casa nel quartiere di San Salvario, altro posto che amo, ma sono in fase di trasferimento in zona San Donato, dove condividerò lo spazio con un’altra creativa. Ognuna continuerà ad occuparsi della sua linea di moda – abbiamo stili differenti – e sono certa che anche questo piccolo cambiamento mi regalerà qualcosa di bello.

Shop Online: https://www.etsy.com/shop/contaminazioni

Facebook: Contaminazioni.Lab

Instagram: Contaminazioni.Lab

[photo credit: Serena Chiarantano, Dire Fare Mole]

 

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