Le amiche di Dire Fare Mole: Martina e MEA- Personal Tea Cups, dipingere sogni sulle tazze di tè

“Estro, s.m.

Ispirazione artistica naturale: e. poetico, musicale”

Da quando la creatività è diventata la mia occupazione quotidiana, mi sono molto avvicinata a tutto ciò che è estro. Vivere di estro mi ha fatto entrare ancora più in contatto con chi come me crea, declinando il creare nelle sue molteplici, inesauribili, meravigliose possibilità. Io creo con le parole ma c’è chi crea con uno strumento musicale, chi con una matita, chi con la voce e chi con le mani. Avvicinandomi all’estro altrui conosco meglio me stessa, il che sembra quasi un paradosso eppure è la pura e semplice realtà. Creare è un atto introspettivo profondo, quando il creatore sei tu e quando lo sono gli altri.

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La mia ammirazione per gli animi creativi mi ha portata a condividere con delle ragazze estrosamente splendide l’organizzazione di un incontro dedicato alle artigiane torinesi, il #WowParty, che si è tenuto domenica 3 febbraio scorso. L’evento, organizzato da Martina Felis che vi avevo presentato qui, è stato un riuscito mix di anime estrose in rosa, oltre a graditissima occasione di incontrare finalmente dal vivo Martina Gay di MEA – Personal Tea Cups. Seguivo la pagina Instagram di Martina da tempo, perchè ormai lo sapete, cari lettori, dove ci sono tè e tazze di ceramica arriva Dire Fare Mole! La dolcezza di questa giovane Art Director di giorno e “Tazzara” di sera, dagli occhi grandi e timidi, e la colorata delicatezza delle sue ceramiche dipinte a mano – non solo tazze e teiere ma anche bijoux – mi hanno colpita ed affondata da subito. In un mare di tè alla vaniglia, naturalmente.

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“Le MEA – Personal Tea Cups sono nate da un regalo fatto su due piedi e con due mani, per non cadere nella tentazione di correre all’ultimo nei grandi negozi ed acquistare l’ennesimo dono in serie”: così descrivi la nascita di MEA sul tuo shop online e la trovo di una poesia unica. Raccontaci un po’ di più!

È proprio così, le MEA sono nate un po’ per gioco e come regalo fatto su due piedi, perché sono state create in poche ore.
Tre anni fa il mio ragazzo si era appena trasferito a Torino (lasciando la sua città originaria e la sua famiglia) e volevo regalargli qualcosa per inaugurare la nuova casa e renderla un posto altrettanto caldo e familiare, senza però acquistare qualcosa di banale e facilmente reperibile ovunque. A quel punto ho pensato di unire le mia abilità, il disegno e la calligrafia, per creare qualcosa di unico e speciale che potesse avere solo lui. Volevo creare qualcosa che tornasse utile quando mi fermavo da lui, per cui ho pensato subito a due tazze da utilizzare per fare colazione insieme. Mi sono informata guardando un paio di articoli DIY, ho comprato i materiali che servivano et voilà, le prime MEA erano uscite dalle mie mani!

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Erano imperfette, le scritte non ben definite e un po’ storte e tremolanti, ero quasi timorosa a presentargliele visto che anche lui come me è un designer ed è molto abile nel disegno.
Ma lui fu felicissimo e gli piacquero subito molto, nonostante non fossero perfette. Tuttora fanno parte della nostra credenza, in una nuova casa insieme, e mi ricordano sempre quel momento speciale in cui è nato il mio piccolo progetto.

Adoro il tuo tratto, delicato e deciso allo stesso tempo, retrò ma con punte di modernità. A cosa ti ispiri quando crei?

Di base mi ispiro molto alle ceramiche che dipingeva mia nonna da giovane, lei utilizzava uno stile classico, con fiori e iniziali molto aggraziate. Non le ho mai chiesto di insegnarmi perché prima delle MEA non avevo mai dimostrato troppo interesse per la pittura su ceramica, ma da piccola disegnavo molto sotto il suo occhio artistico. Si stupiva ogni volta di come riuscissi a disegnare senza staccare mai la matita dal foglio e che non avessi mai la necessità di usare la gomma.

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Per questo quando nelle mie ricerche ho scoperto che esistevano anche dei pennarelli da utilizzare sulla ceramica, ho pensato fosse proprio la soluzione più adatta per me e per il mio stile di disegno. Come dicevo, i primi tentativi sono comunque stati un po’ incerti a causa della curvatura dell’oggetto, ma poi ho acquisito la sicurezza che ho anche a disegnare su carta.
Adesso ho comunque in progetto di imparare a dipingere anche con gli strumenti più classici, spero che mia nonna voglia ancora farmi da insegnante!

Della personalizzazione hai fatto la tua bandiera creativa. Come e quanto tempo prima devono rivolgersi a te i lettori se desiderassero una creazione unica?

Credo che per la filosofia delle MEA la personalizzazione sia molto importante, proprio perché è fondamentale che ogni tazza sia totalmente personale e non acquistabile in nessun altro posto. Ho comunque messo dei piccoli limiti sulle personalizzazioni a livello dei soggetti che possono essere riprodotti. Ho scelto infatti di dipingere solamente soggetti che sono vicini al mio stile, in modo che anche io sia sempre soddisfatta del risultato. In più non riproduco soggetti copia-incolla da immagini già esistenti. Non me la sentirei proprio di proporre una tazza che in primis non piace a me e non mi soddisfa al 100%. Per questo motivo, quello che mi chiedo ogni volta prima di spedirla è: “Ma tu la compreresti?”.

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Per quanto riguarda le tempistiche dipende sempre dal numero di ordini che ho in coda al momento, perché considerando che è un lavoro che faccio unicamente come hobbista la sera una volta tornata a casa (sono un Art Director nella vita di tutti i giorni), ho poco tempo a disposizione per lavorarci e di conseguenza non posso proporre un prodotto pronto nell’immediato. Questo però secondo me rafforza ancora di più il concetto di prodotto unico e pensato con attenzione e cura. Preferisco continuare a creare pochi pezzi piuttosto che farne 100 al mese e magari diminuire la loro unicità. Solitamente comunque dall’ordine non passano più di 1/2 settimane per avere la propria tazza pronta. Per gli ordini più grandi invece le tempistiche cambiano di conseguenza.

La tua tazza di Torino, che ho comprato durante il WowParty, ha fatto furore! Che legame hai con la nostra città? Quali sono i tuoi luoghi del cuore?

Per un evento del genere, non poteva mancare una tazza sabauda! In realtà io non abito a Torino, ho sempre abitato nella sua provincia apprezzandone la natura e la magnifica visione delle montagne innevate. Però ogni momento in cui volevo fare un giro rilassante puntavo a Torino, è vero che sotto molti aspetti è una città caotica, ma l’ho trovata sempre molto elegante e ogni volta che ci cammino mi sembra di essere in un’altra epoca.

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Per questo, piuttosto che le zone più moderne o di movida, preferisco gli angoli dove si respira la storia e la classicità. Per esempio le stradine dall’atmosfera medievale che si intersecano tra via Garibaldi e via Cernaia, dove si possono ancora trovare le botteghe degli artigiani in cui curiosare tra mille oggetti bizzarri. O l’imponenza barocca di palazzo Carignano, che pur essendo così vicino ai negozi, non perde mai la sua maestosità. Torino è magica perché è rimasta ancorata alle tradizioni, proprio come piace a me! 

Sito: MEA Personal Tea Cups

Facebook: MEA – Personal Tea Cups

Instagram: mea.teacups

[photo credits: MEA, Dire Fare Mole]

 

 

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