Pizza sotto la Mole: le mie 5 pizzerie torinesi preferite

Sono una golosa impenitente e questo lo avrete intuito già da un bel po’ di tempo e di post, cari lettori. Così come avrete intuito che venero il vitello tonnato, idolatro i plin e onoro il bicerin sopra ogni cosa. Mi sono accorta però di non avervi svelato qual è il piatto a cui mai, mai, mai potrei rinunciare. Trattasi di sua maestà italica la pizza, il cibo che più di tutti mi fa pensare a cose belle, tavolate festanti, il comfort food per antonomasia nonché facile rimedio alla mancanza di voglia di cucinare (“Tesoro, stasera non so cosa preparare per cena” “Ho capito, mentre torno da lavoro passo a prendere la pizza”  è il dialogo standard fra una me in versione super sfaticata e un rassegnato #direfaremarito).

Non si può dire di no alla pizza, tanto amata da essere dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco nel dicembre 2017. Inventata nel 1700 nel Regno di Napoli, adorata sia dal popolo che dai sovrani borbonici prima e sabaudi poi – la pizza Margherita venne battezzata così nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito per celebrare la regina Margherita di Savoia e il tricolore dato da pomodoro, mozzarella e basilico – dalla Campania è arrivata in tutti gli angoli d’Italia e in ogni Regione assume declinazioni diverse. Alta o bassa, croccante o morbida, basta che sia pizza e che sia di qualità. A Torino mangiare una buona pizza è impresa facile, nonostante la distanza geografica dalla culla partenopea. Una distanza che è solo apparente, come ci insegna Pizza delle Due Regge – dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi alla Reggia di Caserta, manifestazione che si terrà a Stupinigi dal 12 al 14 ottobre 2018 dedicata alla pizza gourmet intesa come trait d’union tra Stupinigi e la Reggia di Caserta. Un gemellaggio finalizzato alla valorizzazione dei prodotti tipici dei territori che ruotano intorno alle due Regge, entrambe Patrimoni Mondiali Unesco, entrambe inserite in contesti fortemente legati alle attività produttive agricole. Basti pensare alla filiera della farina di Stupinigi, di cui vi avevo parlato in questo articolo, sostenuta e promossa dalla bella associazione Stupinigi è di cui seguo sempre volentieri iniziative e gesta.

pizza_a_stupinigi

In attesa di tuffarmi nei saloni della Palazzina inseguendo profumi di origano e scie di passata di pomodoro, ecco qualche valido suggerimento made in Dire Fare Mole per le vostre serate a base di pizza. Sabauda, of course!

Bricks

Via San Francesco da Paola 46 è un indirizzo da segnare se si ama la tradizione ma non si disdegna un tocco di frizzante novità. Qui c’è Bricks, pizzeria con cucina – i piatti di chef Paolo Ribotto sono assolutamente da provare – caratterizzata da arredamenti minimalisti e una scelta di pizze che più varia non si può. Amate la Margherita? Sarete accontentati. Desiderate osare? Ancora meglio. Il mio suggerimento è di farvi trasportare dai gusti e dagli abbinamenti innovativi del menù pizza gourmet, vera punta di diamante del Bricks. Ne resterete estasiati. Pizza consigliata: Acciughe siciliane su letto di stracciatella di bufala del Caseificio Moris e Cipolla caramellata.

bricks

Da Gino

Torino uguale pizza al padellino. L’equazione è ovvia per i torinesi, ma devo soffermarmi per chi mi legge da fuori Regione: la pizza al padellino (o al tegamino in quanto cotta in forno dentro un tegamino monoporzione in alluminio) è una preparazione molto diffusa dalle nostre parti, una pizza piccola di diametro e più alta di quella classica. Insuperabile quella di Gino, minuscolo locale di via Monginevro 46/bis, poco distante da piazza Sabotino, a mio parere il regno incontrastato del padellino sabaudo. Un trionfo di morbidezza e di bontà difficile da dimenticare, adatto per una cena sprint o per una pausa pranzo da veri golosi. Pizza consigliata: Margherita, preceduta da una porzione di farinata da urlo.

Il Picchio

Corso Lione attraversa l’elegante quartiere Crocetta per sfociare in prossimità del centro città, lambendone il caos. Al civico 40 si trova la pizzeria Il Picchio, dotata di dehor coperto ultra luminoso, un locale senza troppe pretese adatto per una cena in settimana fra amici. Servizio veloce, ambiente vivace ma tranquillo, al Picchio ci si sente come a casa di amici e si mangia un’ottima pizza con poco bordo, croccante al punto giusto, saporita. Finite il pasto deliziandovi il palato con una coppa di gelato di Yummi, gelateria della porta accanto. Pizza consigliata: Bufala.

pizzeria_picchio

Alla Lettera

Quando mi chiedono un posticino romantico dove gustare una buona pizza con vista, la mia risposta nel 90% delle volte è “Piazza Bodoni. Alla Lettera. Subito.” Alla Lettera è situata sotto i portici di via Mazzini ma ha il suo punto di forza nei tavolini sistemati ordinatamente ai bordi della magnifica piazza Bodoni, all’ombra del Conservatorio e del monumento equestre ad Alfonso La Marmora. Pizzeria con cucina, offre un menù di pizze classiche alla napoletana, ovvero soffici e con bordo alto, preparate con maestria e con prodotti di alta qualità. Ah sì, il parcheggio sotterraneo è sicuramente un bonus! Pizza consigliata: Salsiccia e Friarielli.

Sestogusto

Prima si chiamava Gusto Madre, adesso Sestogusto , la sostanza non cambia: questa è senza dubbio una delle migliori pizzerie di Torino. Da Sestogusto la pizza diventa un’esperienza, un viaggio sensoriale nel gusto, un’alchimia di sapori e accostamenti solo all’apparenza arditi. Al timone c’è Massimiliano Prete, più che un pizzaiolo un filosofo della pizza, sbarcato in via Mazzini 31 dopo il successo dei locali di Saluzzo ed Alba con il suo carico di pizze gourmet racchiuse sotto il motto “l’impasto oltre la pizza”. Si, qui l’impasto è il vero perno di tutto, o meglio dire gli impasti: classico, soffice, croccante, la pala di 50 cm, la focaccia romana, provarli tutti non è un vizio, è un obbligo. Pizza consigliata: Pizz’Otto L’Acciuga, con passata di pomodoro fresco, burrata di Gioia del Colle, origano di Pantelleria, acciughe del Mar Cantabrico ed emulsione al basilico.

sestogusto

[photo credits: Dire Fare Mole]

3 commenti

  1. Federica, Gino è un’istituzione, ma se parliamo di pizza al padellino ti consiglio di fare un salto da Sa Crocoriga, in via Cardinal Massaia. L’unica cosa è che si tratta di un locale un po’ “rustico”. Insomma, se ci devi andare il dress code è fondamentale: ciabatte, magliette smanicate, jeans strappati… Prova e mi dirai. Ciao

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.