Le amiche di Dire Fare Mole: Ishita e Rosemarie, dall’India e dall’Australia con amore (per Torino)

Nel corso dei miei tre anni e mezzo di blog ho intervistato tante fantastiche donne piemontesi, di nascita o di residenza. Creative, artigiane, blogger, imprenditrici, scrittrici, ognuna mi ha lasciato qualcosa di se’, oltre ad una visione personale di Torino rispondendo alla mia classica domanda di chiusura sui luoghi del cuore della città. Mi era rimasta però una curiosità, lì nascosta fra una tazza di caffè e una risata insieme: chissà com’è Torino vista attraverso gli occhi di una persona nata all’estero. Adesso posso finalmente dire di avere la risposta.

Vi presento Ishita Sood e Rosemarie Scavo, protagoniste della prima chiacchierata con le #AmicheDiDireFareMole dopo la pausa estiva, due donne speciali che vengono da molto, molto lontano. Ishita, nata e residente in India, ha una smodata passione per tutto ciò che è italiano, passione che l’ha portata ad aprire il blog  Italophilia – Stories of my Italian Journey & More dove colleziona viaggi nel Belpaese, lezioni di vocabolario italico e itinerari tricolore. L’anno scorso è approdata in terra piemontese per una vacanza a base di bicerin, tour per caffè storici e gite sul lago d’Orta, dove ha lasciato il cuore. Rosemarie ha invece deciso di chiamare Torino “home sweet home” nonostante provenga dall’emisfero opposto; arrivata qui dall’Australia per amore, la dolcissima mamma blogger dagli antenati siciliani e calabresi scrive di delizie sul sito TurinMamma – Recipes and other Food Stories from a Kitchen in Turin e tiene delle lezioni di cucina nel suo appartamento torinese, a pochi passi dall’amato mercato di corso Brunelleschi.

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Rosemarie Scavo [credits: Michelle Bottalico Photography]
Ecco l’intervista doppia a queste due super special guest. La conversazione – via mail – è stata condotta in inglese e per questo motivo troverete i testi sia in italiano che nella lingua di Albione.

So, are you ready amici sabaudi?

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Ishita Sood

What does the city of Turin mean to you?

Ishita Turin had been on my radar since 2015 but I never got a chance to visit until May 2017. The city of Turin is so underrated and definitely means a lot to me. From friendship, food and chocolate to wine, hidden gems and history, the city gave me a lot. I feel Turin should be experienced by every traveller once in their lifetime. Its elegant corners will charm anyone. Plus I think the best part of Turin is that it doesn’t call for attention and simply basks in its glory and style for the traveller to uncover it. It’s humility is it’s greatest virtue.

Torino era nel mio radar dal 2015 ma ho avuto occasione di visitarla solo a maggio 2017. Torino è una città così ingiustamente sottovalutata a livello turistico, una città speciale che significa tanto per me: le amicizie che ho instaurato qui, il cibo, il cioccolato, il vino, le perle storico-architettoniche nascoste, insomma Torino mi ha dato molto, moltissimo. Credo che ogni viaggiatore dovrebbe viverla appieno almeno una volta nella vita, facendosi rapire dal suo fascino. Penso infine che l’aspetto migliore di questa città sia il suo non voler richiamare attenzione, la sua umiltà, il suo lasciarsi andare completamente nelle mani del visitatore.

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Scalone Juvarriano, Palazzo Madama [credits: Ishita Sood]
Rosemarie So many things but here are my favourites: kilometres of porticoes which mean you don’t have to use your umbrella when it rains; coffee, hot chocolate and aperitifs in historic cafés with plush velvet chairs and terrazzo tiles; walking along wide, tree-lined boulevards; Roman foundations, the odd Medieval remnant and grand Baroque, Neoclassical and Art Nouveau architecture ; open air markets brimming with fresh, seasonal produce and growers wanting to share their tips for cooking with them.

Molte cose, ma le mie preferite sono: chilometri di portici, che significa non dover usare l’ombrello quando piove; caffè, cioccolata calda e aperitivi in caffè storici fra sedie di velluto e pavimenti in graniglia; passeggiare lungo ampi viali alberati; resti Romani, vestigia Medievali e architetture Barocche, Neoclassiche e Art Nouveau; mercati all’aria aperta che offrono prodotti di stagione e contadini che condividono con te i loro segreti di cucina.

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Quadrilatero Romano [credits: Rosemarie Scavo]
 Three things to see and three things to eat (or drink) and where!

Ishita Caffe Fiorio on Via Po, Monte dei Cappuccini for a beautiful view of the city and Palazzo Madama to know the past. These are a great mix of history, food and landscape to understand the city!

Places to eat:  Osteria in Vino Veritas for a great selection of Piemontese wines and food. Also, love their agnolotti. Bistrot Turin for great starters and pasta. Caffè Al Bicerin for BICERIN!

Caffè Fiorio in via Po, il Monte dei Cappuccini per la sua vista mozzafiato sulla città, Palazzo Madama per fare un piccolo viaggio nella storia torinese. Conoscere a fondo la città significa addentrarsi nel suo irresistibile mix di storia, enogastronomia e paesaggio.

Posti in cui mangiare: Osteria in Vino Veritas per la sua selezione di piatti e vini piemontesi tipici. Ho adorato soprattutto gli agnolotti. Bistrot Turin per gli ottimi antipasti e primi. Caffè al Bicerin per il BICERIN, ovvio!

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Il Bicerin secondo Ishita [credits: Ishita Sood]
Rosemarie To see:

Palazzo Madama, former residence of regent Marie Jeanne of Savoy or Madama Reale. It’s now home to the city’s Museo Civico d’Arte Antica. The building itself is a microcosm of architectural styles characteristic of Turin (Roman, Medieval, Baroque and Neoclassical).

Basilica di Superga, I really recommend crossing the River Po at Vittorio Emanuele I Bridge, catching the number 61 bus to Sassi and taking the funicular railway up to one of 17-18th century architect Filippo Juvarra’s masterpieces, the Basilica di Superga. Spectacular views of the city below, even on an overcast day.

Porta Palazzo,  or one of Turin’s neighbourhood food markets like my local one in Corso Brunelleschi, to appreciate the passing of the seasons and the diversity of fresh produce available in Italy.

Da vedere:

Palazzo Madama, antica residenza della reggente Maria Giovanna di Savoia meglio nota come Madama Reale. Attualmente ospita il Museo Civico di Arte Antica. Il palazzo è un microcosmo di stili architettonici caratteristici di Torino (Romano, Medievale, Barocco e Neoclassico).

Basilica di Superga, che consiglio di raggiungere attraversando il fiume Po attraverso il ponte Vittorio Emanuele I, prendendo il bus 61 verso Sassi e infine saltando sulla funicolare detta Dentiera. Arriverete così dinnanzi alla Basilica, capolavoro dell’architetto Filippo Juvarra, vissuto a cavallo dei secoli XVII e XVIII presso la corte dei Savoia. Spettacolare la vista sulla città da lassù, anche nei giorni di meteo avverso.

Porta Palazzo, uno dei mercati che preferisco insieme a quello di corso Brunelleschi, è il posto giusto per osservare il passaggio fra le stagioni e la biodiversità dei prodotti ortofrutticoli locali.

To eat or drink:

 Vermouth, the fortified wine infused with artemisia absinthium, or wormwood, was invented in the city by distiller Antonio Benedetto Carpano in 1786. Enjoying an aperitivo with this drink straight, on the rocks or in one of the many cocktails that are made with it (think the Negroni, Negroni sbagliato or the Americano) is a must. Here are my picks for enjoying a glass of this drink with a few nibbles before dinner time:

Caffé Mulassano, one of my favourite historical cafés in the city, located in Piazza Castello. Walking into this tiny locale is like being transported back in time to the 19th century, when it was once the exclusive hangout of royals and performers at the nearby Teatro Regio (Royal Theatre). These days, it’s best known for being the birthplace of tramezzini or crustless sandwiches (there are over 40 varieties to choose from), which go down perfectly with their housemade sweet Vermouth.

Farmacia del Cambio, Ristorante del Cambio’s sister establishment, a stunning converted 19th century pharmacy. Seating is available outdoors year-round thanks to some swish heating in the colder months. The perfect vantage point for people-watching in Piazza Carignano while sipping on a drink and nibbling on mini burgers, saffron-flavored puff crackers, and wasabi-coated nuts.

For a more contemporary vibe, I recommend Affini, a cocktail and tapas bar in San Salvario. Housed in the city’s former Vermouth Anselmo space, this bar serves its house brand alonsgide many other Vermouth-based drinks.

Grissini are another torinese invention and a visit to the city wouldn’t be complete without trying one of the breadsticks that are said to have cured the ailing young Duke of Savoy, Vittorio Amedeo in the late 1600. I recommend trying grissini at three of my favourite sourdough bakeries in the city: Perino Vesco, Panificio Avetta and Farina nel Sacco.

Chocolate wasn’t invented in Turin but it became the first important European centre of chocolate production after Duke of Savoy Emanuele Filiberto brought some cocoa beans home from Spain in the 16th century. A taste of the city’s typical gianduia chocolate (made by blending cocoa and hazelnut paste), not to mention a visit to one of the city’s artisan chocolate makers such as A. Giordano or Guido Gobino, is an absolute must. And then there is that hot drink made of espresso, chocolate and milk layered in a glass known as the Bicerin. Visit the eponymous historic coffee house complete with wood panelled walls and candlelit marble tables – the site of the drink’s invention – to try this sublime, chocolatey concoction.

Da mangiare e bere:

Il Vermouth, vino aromatizzato con infuso di Artemisia Absinthium, fu inventato a Torino nel 1786 dal distillatore Antonio Benedetto Carpano. Gustate un aperitivo a base di questa bevanda tipica liscia, o con ghiaccio, o miscelata in uno degli innumerevoli cocktail di cui è ingrediente, ad esempio il Negroni, il Negroni Sbagliato, l’Americano. Ecco i posto migliori dove poterlo sorseggiare:

Caffè Mulassano, uno dei caffè storici che più amo, situato un Piazza Castello. Entrare in questo piccolo locale equivale a fare un salto nel 1800, quando era punto di ritrovo esclusivo di nobili e attori del vicino Teatro Regio. Ai giorni nostri è conosciuto perlopiù in qualità di luogo di nascita dei tramezzini, di cui si contano circa 40 varietà in menù, che ben si accompagnano al loro dolce Vermouth artigianale.

La Farmacia del Cambio, sorella più giovane dell’adiacente blasonato ristorante storico, è un locale sorto negli spazi di una farmacia del 1800. Dotata di uno splendido dehors con vista su Piazza Carignano, la Farmacia del Cambio offre la possibilità di sorseggiare un caffè o un drink accompagnato da mini burger, crackers di sfoglia allo zafferano, noccioline tostate al wasabi.

Per restare in un mood più contemporaneo, suggerisco Affini, cocktail e tapas bar in zona San Salvario. Il locale è ospitato nella vecchia sede di produzione del Vermouth Anselmo, che potrete assaggiare insieme ad altri cocktail a base di Vermouth.

I grissini sono un’altra invenzione torinese, nati nel 1600 per favorire la salute del giovane Duca Vittorio Amedeo che non riusciva a digerire il pane. Almeno, così dice la tradizione. Consiglio di provare i grissini in tre delle mie panetterie preferite della città: Perino Vesco, Panificio Avetta e Farina nel Sacco.

Il cioccolato non è un’invenzione torinese, vero, ma Torino è stata la prima città europea a produrlo dopo la sua introduzione dalla Spagna da parte di Emanuele Filiberto di Savoia, verso il 1500. Un must? Assaggiare il piemontesissimo gianduia, unione fra cacao e pasta di nocciole, magari in una delle botteghe artigiane più note della città, come A. Giordano e Guido Gobino. E poi c’è lui, il Bicerin, bevanda calda a base di caffè, cioccolato e crema di latte, servito nel tipico bicchiere. Niente di meglio che assaporarlo nel posto in cui è nato, il Caffè al Bicerin di piazza della Consolata, locale storico con pannelli di legno ai muri e tavolini di marmo illuminati dalle candele. Un’esperienza sublime.

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Il Bicerin secondo Rosemarie [credits: Rosemarie Scavo]

4 commenti

  1. Bellissimo ciò che emerge in questa intervista..
    Adoro pensare che molte persone amano la città dove vivo e lavoro.. la cosa che mi piace è che sono cosi attente ad apprezzare cose e posti che noi diamo per scontato!!!
    Io giro x la città con profonda grattitudine

    Piace a 1 persona

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