Le amiche di Dire Fare Mole: Sara Piva e le colazioni torinesi a colori

Cari lettori, oggi vi racconto una storia che inizia così: “C’era una volta una ragazza intollerante al lattosio e alle uova”. L’incipit non fa presagire un lieto fine – non poter mangiare ciò che si vuole è un fastidio, soprattutto per chi è ultra goloso come la sottoscritta! – ma vi assicuro che c’è. Quindi, non desistete e continuate a leggere, perché ne vedrete delle belle (e buone).

Scoprire di avere un’intolleranza alimentare è un elemento di rottura con il passato, travolge e stravolge abitudini radicate da anni, obbliga a fermarci e a riconsiderare il nostro modo di nutrirci. Per alcuni diventa persino un’opportunità positiva di cambiamento. Come per Sara Piva, la protagonista della storia.

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Sara ha trasformato la diagnosi di intolleranza a lattosio e uova in una nuova attività, partendo dal pasto più amato non solo da lei ma da milioni di persone: la colazione. Giorno dopo giorno, ha iniziato a postare sul profilo Instagram La Colazione di Sara le sue cinquanta sfumature di porridge, dolce rituale ma anche mezzo per esprimere creatività ed estro. E post dopo post, like dopo like, la pagina è cresciuta in maniera inaspettata, segnando un punto di svolta nel percorso professionale di questa deliziosa ex studentessa dell’Accademia Albertina. Fra collaborazioni con realtà gastronomiche torinesi, partecipazioni ad eventi e catering per cerimonie o a domicilio, la vita di Sara è ora votata alla cucina, al benessere e soprattutto al colore, tratto distintivo delle sue dolci creazioni.

Sara, si può dire che tu abbia fatto di necessità virtù! Raccontaci come nasce il tuo progetto.

Tutto è cominciato dalla mia passione per l’arte. Dopo la laurea triennale in Storia avevo deciso di assecondare la mia inclinazione iscrivendomi all’Accademia delle Belle Arti, corso in Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo, riprendendo di fatto la formazione iniziata al Liceo Artistico. Nel mentre scopro di avere un’intolleranza alimentare a latticini e uova, e da lì il dilemma: cosa mangio ora a colazione? Devo confessarti che per me la colazione è sempre stata sacra e pensare di non poter più iniziare la giornata con i miei amati dolci mi aveva alquanto destabilizzata. Ma la necessità aguzza l’ingegno: complice un’amica, assaggio il porridge per la prima volta e…colpo di fulmine! Ecco la tavolozza su cui dipingere la mia nuova colazione, una tela bianca da sfumare con il rosso dei frutti di bosco, il verde del kiwi, le nuance calde della frutta secca (e talvolta anche del cioccolato!). La colazione è diventata per me un rituale e allo stesso tempo un atto creativo attraverso il quale esprimere il mio lato artistico, una coccola per cominciare la giornata con la giusta sferzata di energia, non solo calorica ma anche mentale.

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Il nuovo modo di fare colazione mi piaceva talmente tanto che ho preso l’abitudine di immortalarlo. I suoi colori e la sua estrema versatilità – raramente replico gli abbinamenti – mi hanno condotta a creare un profilo Instagram per condividere gli scatti mattutini e spiegare come è semplice preparare un pasto sano, buono, mai banale, appetibile anche per gli occhi. Quello che era un gioco è in pochi mesi diventato qualcosa di più, qualcosa che mi ha inaspettatamente travolta e ha segnato un nuovo corso nella mia vita professionale.

Come sono arrivate le prime collaborazioni?

Ho cominciato dapprima dalla mia comfort zone, ovvero dalla mansarda in zona San Donato dove vivo con il mio compagno. Una volta al mese proponevo una colazione home made per una decina di persone, amici e non, e visto l’ottimo riscontro ho poi spiccato il volo decidendo di cercare qualche collaborazione esterna. La prima, che va avanti ancora adesso e a cui sono molto affezionata, è quella con Federica, insegnante di yoga torinese. Con lei abbiamo ideato il format Yoga & Colazione, incontri mensili dedicati alla pratica dello yoga seguiti da una colazione stile pic-nic preparata da me. Gli appuntamenti riscuotono sempre un buon successo anche grazie alla splendida location che ci ospita, il Rifugio Urbano, bed and breakfast con terrazza vista Mole. Adorabile!

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Un altro progetto a cui tengo molto è il Luna Park Olistico, evento nato dalle menti brillanti di Sonia e Roberta, un progetto dedicato al benessere a 360° dotato di enorme potenziale. Il Luna Park riunisce in due giorni diverse professionalità del settore olistico, proponendo attività a prezzi promozionali; la manifestazione è itinerante e l’ultima edizione alla quale ho partecipato il week end del 2-3 giugno scorso si è tenuta presso La Vita al Centro in strada del Nobile. Nel corso dell’evento ho collaborato con il team delle Trafficanti di Pasta, che si occupa della produzione di pasta fresca utilizzando solo farine biologiche, e da settembre terrò con loro alcuni corsi di pasta e dolci. Sempre a proposito di pasta fresca, sto per iniziare una collaborazione con il Pastificio Sapori, al quale fornirò i dolci per i due punti vendita nel centro di Torino. Cosa vedo nel mio futuro? Sicuramente tante nuove collaborazioni e chissà, forse un laboratorio tutto mio!

Tornando a parlare di intolleranze, puoi consigliarci qualche posto a Torino dove mangiare bene e anche sano?

Per quanto riguarda la colazione, purtroppo non è così facile per me poterla fare fuori casa; in qualche torteria torinese è possibile trovare cibi adatti agli intolleranti ma non c’è ancora un locale specializzato. Diciamo che il mio tipo di colazione ideale è più diffuso all’estero, specialmente nei paesi dell’Europa del Nord: fra porridge, pane di segale, salmone, hummus di ceci, c’è davvero da sbizzarrirsi (un consiglio, se avete in programma un viaggio ad Amsterdam andate di corsa a fare colazione al Pluk!).

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Per pranzi o cene a Torino, vi suggerisco invece di provare il ristorante veg L’Orto già Salsamentario e la sua costola L’Orto Cafè, il Banco Vini e Alimenti con i suoi vini naturali e birre artigianali, l’Enoteca BER, acronimo che sta per Barbera e Rubatà. In generale, prediligo locali intimi e raccolti, dove poter fare una buona conversazione degustando cibi e bevande di alta qualità.

Torino e il Piemonte: quali sono i tuoi luoghi del cuore?

Non posso che iniziare dicendoti il Castello del Roccolo a Busca, vicino a Saluzzo, che fu residenza della famiglia D’Azeglio. Il motivo è semplice: il prossimo anno mi sposerò proprio lì, e ovviamente non vedo l’ora! Io e il mio fidanzato frequentiamo spesso le Valli Cuneesi perché la sua famiglia è originaria della zona; in estate ci capita spesso di fare escursioni in quelle bellissime montagne e così faremo anche quest’anno.

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Un altro ricordo, stavolta legato alla mia famiglia, mi fa volare il cuore verso le sponde del Lago Maggiore, dove ho trascorso tante felici vacanze da bambina insieme alla mia amata nonna che non c’è più. Tornando in città, in generale ti dico che adoro passeggiare nei parchi e giardini torinesi. Dalle Porte Palatine ai parchi di collina, Villa Genero e San Vito su tutti. Ma il mio luogo torinese speciale è il parco della Pellerina, vicino a casa, dove scovo ogni volta degli angolini inaspettati. Una sorpresa continua!

Facebook: La Colazione di Sara

Instagram: La Colazione di Sara

[photo credits: Sara Piva]

 

 

 

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