Torino bohémienne: la mostra “Toulouse-Lautrec.La Belle Époque” a Palazzo Chiablese

Con il suo fascino retrò e le sue vie dal sapore parigino, Torino è la città italiana dove lo spirito bohémienne è più vivo che mai.

Sarà la vicinanza con la Francia, o l’eleganza dei suoi palazzi mista ad una nota di folle creatività nei suoi abitanti, sta di fatto che la città sabauda indossa lo stile boho-vintage con impeccabile perfezione. Ed indosserà con altrettanta grazia le tinte decise di Henri de Toulouse-Lautrec, pittore protagonista della mostra “Toulouse-Lautrec. La Belle Époque” , che sarà ospitata a Palazzo Chiablese dal 22 ottobre 2016 sino al 5 marzo 2017.

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Chi era Toulouse-Lautrec? Sicuramente lo avrete studiato sui banchi di scuola, durante le ore di storia dell’arte. Ma scommetto che molti di voi hanno un ricordo più vivido della sua versione di celluloide. Vi dice niente “Moulin Rouge” del regista australiano Baz Luhrmann? Ebbene sì, uno dei film più romantici degli ultimi decenni – con colonna sonora pazzesca – sul quale noi trentenni abbiamo versato fiumi di lacrime e fiumi di “ooohhh” alla vista del sorriso mozzafiato di Ewan McGregor. Ora vi chiedo di distogliere i vostri fermo immagine mentali dal bellissimo Ewan, e andare a ripescare quel personaggio buffo interpretato da John Leguizamo. Ecco il nostro Toulouse: affetto da una forma di nanismo, dandy e … un po’ matto, come si addice ad ogni artista maudit.

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Il suo nome completo era Henri-Marie-Raymond conte de Toulouse-Lautrec-Montfa. Un nome altisonante, quasi ingombrante per un essere umano affetto da una malattia genetica alle ossa, la picnodisostosi, che fermò la crescita di entrambi gli arti inferiori dopo alcune rovinose cadute in età infantile. Nato nel 1864 ad Albi, nella zona dei Pirenei, la sua famiglia faceva parte di quell’ aristocrazia francese sempre divisa fra l’amministrazione di numerose proprietà terriere e la vita mondana. Henri, dotato di un grande talento artistico, era invece attratto da tutto ciò che si discostava dal lusso e dall’ agiatezza. Emarginato e malvisto dal padre, che non appoggiava la sua passione per la pittura, il giovane si diede ad una vita di eccessi.

Definito “l’anima di Montmartre”, il quartiere parigino dove si trasferì una volta diventato adulto, Henri legò il suo nome a quello del famoso (e famigerato) Moulin Rouge. Habitué del locale, ne divenne anche cartellonista: le ballerine di can can, primedonne come Jane Avril, impresari artistici come Aristide Bruant sono fra i protagonisti delle locandine da lui disegnate, con un tratto inconfondibile.

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Non solo spettacoli: altro tema costante nelle opere di Toulouse-Lautrec sono le case di piacere, le cosiddette maisons closes, dove a varie riprese il pittore fissò anche la sua dimora-studio. Queste poco lecite frequentazioni, unite al vizio dell’alcool, furono la causa della sua prematura scomparsa avvenuta nel 1901, a soli 37 anni; si dice che la sua morte fu causata dalla sifilide, malattia venerea contratta da una delle sue amanti, la prostituta Rosa la Rouge.

Muore l’uomo, e nasce il mito. Annoverato fra i principali fautori del post-impressionismo e della cartellonistica, il pittore viene celebrato attraverso numerose mostre a lui dedicate. Quella che approda a Torino, nella suggestiva cornice di Palazzo Chiablese, è un’esposizione di 170 opere provenienti dall’ Herakleidon Museum di Atene, un compendio dell’opera grafica del pittore che va dai manifesti alle illustrazioni , dalle copertine di spartiti alle locandine (di cui alcune con dedica originale dell’artista). La mostra, promossa dai Musei Reali di Torino insieme ad Arthemisia Group e patrocinata dalla Città di Torino, ricostruisce inoltre con l’aiuto di foto d’inizio Novecento la Parigi della Belle Époque, periodo di grande fioritura e cambiamento per l’arte europea in generale.

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E dopo un bel giro alla mostra, che si fa? L’aperitivo, ovvio! Toulouse e i suoi amici artisti prediligevano la fata verde, ovvero l’assenzio. Dire Fare Mole preferisce invece la fata rossa di Rosso Antico, l’aperitivo vintage contemporaneo che ha scelto la città di Torino per il suo Red Sixties Tour. Gusto con note di genziana, colore rosso rubino, versatilità sono gli “ingredienti” di Rosso Antico,  bevanda nata negli anni ’60 e che dei mitici sixties ha l’eleganza ed il brio. I party targati Rosso Antico sono imperdibili per chi ha uno spirito boho-vintage: gli aperitivi sono accompagnati da balli scatenati sulle musiche del rock&roll e dello swing, angoli make up e foto ricordo rigorosamente scattate con Polaroid, più due madrine d’eccezione come la blogger Cécile de L’armadio del delitto e la stilista Ale Rosaspina di Rosaspina Vintage, influencer del panorama vintage torinese. Scoprite le prossime tappe del tour nei locali di Torino al link Rosso Antico TourE buttatevi a capofitto nella bohème sabauda!

 

Toulouse-Lautrec. La Belle Époque.

Palazzo Chiablese, piazza San Giovanni 2, Torino

Telefono: 011 024301

Orari, tariffe e info su: www.mostratoulouselautrec.it

 

[photo credits: Federica De Benedictis| Dire Fare Mole]

 

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