Un’amicizia speciale nelle terre del Canavese: la storia di Veronica e Lavan raccontata nel libro “Io e il mio sordino”

“Chi trova un amico trova un tesoro.”

Spesso accade che questo amico abbia quattro zampe, una coda ed un amore infinito da donarci.

La storia che vi racconto oggi parla proprio di un’amicizia speciale, che ha portato – come spesso succede, e come altrettanto spesso vi ho narrato nelle pagine di Dire Fare Mole – una passione a trasformarsi in un lavoro, nel lavoro della propria vita. In questo caso, anche in un libro!

I protagonisti si chiamano Veronica Lo Surdo e Lavan. Veronica è una trentenne tenace e combattiva, che da Nichelino si è trasferita per amore a Sparone (incantevole borgo del Canavese alle pendici delle montagne) dove ha fondato il centro cinofilo Molla l’Osso. Lavan è un dolcissimo pitbull bianco, un cane speciale perché la sua sordità non è per lui un limite. Il rapporto fra Veronica e Lavan, il loro percorso comune di apprendimento e comunicazione, è alla base del libro “Io e il mio sordino”, uscito poche settimane fa.

Conosco Veronica da sempre, essendo come si suol dire “parenti alla lontana” da parte materna. Dalle nostre madri (e nonne!) ferraresi abbiamo ereditato la caratteristica testa dura delle donne emiliane, quella caparbietà che ci fa inseguire i nostri sogni, costi quel che costi. Ed ecco che i sogni, fatica dopo fatica, passo dopo passo … diventano bellissime realtà!

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[photo credits: Veronica Lo Surdo]

Tutto nasce dall’amore per i nostri amici a quattro zampe, amore che ti ha portata ad aprire Molla l’osso, il tuo centro cinofilo. Come hai preso la decisione di dedicare la tua vita ed il tuo lavoro all’educazione dei cani?

In questi anni ho imparato che la vita molte volte ti fa crollare il mondo addosso e tu devi fare delle scelte. Devi scegliere se farti abbattere, oppure se rialzarti e lottare.

Sono convinta del fatto che rialzarsi e lottare con un amico al proprio fianco, sia molto più semplice.

Come tu ben sai, mia cara Fede, ho dedicato metà della mia vita alla musica. Suonavo il violino, frequentavo il conservatorio ed ero una ragazza felice.

Volevo arrivare; essere qualcuno. Desideravo con tutta me stessa raggiungere quella vetta che altri prima di me avevano scalato.Purtroppo (o per fortuna, ora direi) non fu così.Il problema alla mano, la fisioterapia, il mio volerci comunque provare.

Fu tutto inutile e quando il responso del medico fu: “Signorina, lei non potrà più suonare, forse è meglio che si dedichi ad altro”, mi crollò davvero il mondo addosso. Quelle parole furono per me come una coltellata in pieno petto.Anni spesi per la musica, sognando grandi teatri ed orchestre, si frantumarono in pochi istanti.

Tornai a casa distrutta, pensando che tanto ormai la mia vita era finita.

In quei giorni, nessuna parola mi era di conforto e nessuno riusciva a farmi stare meglio. L’unico esserino che silenziosamente e senza disturbare, metteva il suo musetto umido sulle mie ginocchia rimanendo lì, accanto a me, era Castagna, la mia border/setter.

Passammo tanti giorni così ed io iniziai a vederla sotto una luce diversa. Per me non era più un cane; quel cane che si prende per fare la guardia o perché è bello dire di averne uno. Lei era un individuo; un essere meraviglioso che mi stava accanto e mi faceva stare bene.

Lei mi ha dato la forza di reagire per cercare una nuova strada. Con lei tutto è partito ed insieme a lei (e ad altri due che si sono uniti alla ciurma) questa avventura continua, arricchendomi giorno dopo giorno.

 

Per lavoro – e non solo – hai avuto spesso a che fare con cani affetti da disabilità. L’esperienza maturata nel campo, e soprattutto quella personale con il tuo Lavan, è sfociata nella scrittura del libro “Io e il mio sordino”. Raccontaci come è nato il libro e di cosa tratta!

Il libro nasce dal progetto SUPER DOG- EDUCAZIONE CANI SORDI, il cui intento è quello di far conoscere le potenzialità di Lavan, il mio pitbull sordo.

Inoltre, vuole anche essere un modo per sensibilizzare le persone sul fatto che i pitbull non sono cani pericolosi ma anzi, sono cani molto timidi e riservati che ti travolgono con la loro dolcezza ed empatia.

“Io e il mio sordino”, racconta ciò che siamo e quello che siamo diventati percorrendo la strada della fiducia reciproca, della consapevolezza e dell’apprendimento.All’interno del libro c’è una piccola parte introduttiva che parla di noi e di che cosa significa apprendere.

Per citare una piccola frase … “Apprendere è qualcosa che coinvolge emotivamente entrambi gli individui…è un percorso di vita insieme…”

Ci sono inoltre venti esercizi pratici corredati di foto ed immagini, che spero invoglino il lettore a mettersi alla prova con il proprio amico a quattro zampe. Il libro vuole essere un punto di riferimento per tutti quei neofiti che vogliono andare oltre, senza fermarsi alle apparenze, scavando ben a fondo nel proprio essere, per riscoprire se stessi insieme al compagno più fedele che possiate avere al vostro fianco.

 

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto ed i tuoi progetti per i prossimi mesi?

Il mio sogno nel cassetto più grande è sicuramente quello di divulgare una cultura cinofila più corretta e rispettosa del cane qui in Canavese.

Mi piacerebbe che le persone aprissero la loro mente e considerassero il cane come un individuo, un membro della propria famiglia, con cui fare attività divertenti insieme e creare un rapporto di rispetto e fiducia.

Non riesco ad esprimere sulla carta le mie emozioni e le mie sensazioni quando interagisco con un cane, perché sono davvero tante e perché ogni individuo è unico. Vorrei proprio riuscire a trasmettere alle persone che mi contattano per chiedere “aiuto perché il cane tira al guinzaglio” o “fa dispetti a casa”, che tutto parte dalla fiducia. La fiducia è la base per costruire un rapporto ed una intesa tra gli individui. Senza fiducia, non c’è relazione.

I prossimi progetti sono tanti ed io sono sempre un vulcano di idee. Sicuramente organizzerò degli eventi estivi al centro cinofilo e poi, mi piacerebbe divulgare il più possibile il nostro libro. In primo luogo perché è il primo libro che parla di noi, ed in secondo luogo perché tante persone oltre me hanno investito su questo progetto, e questo sarebbe il mio modo per ringraziarle.

Di certo porterò avanti il progetto SUPER DOG e chissà, magari tra i prossimi progetti ci sarà anche la stesura di un nuovo libro…

 

Veronica, Torino ed il Piemonte. Quali sono i tuoi posti del cuore?

Quest’ultima domanda, mi fa tornare alla mente vecchi ricordi sopiti da tempo, ma che quando riemergono, mi riempiono di gioia e un po’ di malinconia.

Sicuramente il luogo del mio cuore più intimo e malinconico è la Sinagoga di Casale Monferrato ed il suo ghetto. Ho passato bellissimi momenti insieme alla comunità e quella piccola bomboniera settecentesca, mi fa ancora palpitare il cuore. Ricordo le cene di Pesach e i Krumiri Kosher. Magnifiche sensazioni che porterò sempre nel cuore.

Un altro posto a me molto caro è il Museo del Cinema all’interno della Mole Antonelliana. Ricordo perfettamente il giorno in cui ci andai. Era per l’inaugurazione del museo. Tutto all’interno mi sembrava enorme e fantastico. Era come se il tempo, si fosse fermato in quell’istante.

L’ultimo posto che porto nel cuore è la libreria Luxemburg, in Via Cesare Battisti 7. Quanti libri e cd ho acquistato. Ricordo che molte volte, ci passavo i pomeriggi insieme ad una mia cara amica. Mi perdevo a leggere le copertine, guardare immagini, ascoltare suoni. Per me era come un piccolo mondo antico di cui adoravo far parte.

Sito Centro Cinofilo Molla l’Osso

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[photo credits: Veronica Lo Surdo]

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