Acqua, fiumi e leggende: la Fontana dei Mesi al Parco del Valentino

Se Torino fosse un elemento, sarebbe di certo l’acqua.

A dispetto della lontananza dal mare, non si può dire che Torino sia una città poco “acquatica”: dal Po, che con le sue curve sinuose accompagna da secoli le passeggiate dei torinesi, ai mitici Toret verdi disseminati per il centro cittadino, passando per le fontane, che qua e là fanno capolino con i loro zampilli più o meno imponenti.

L’autrice di #direfaremole, ovvero la sottoscritta, da brava nata sotto il segno del Cancro ha un legame particolare con tutto ciò che ha che fare con l’acqua: non c’è nulla di più rilassante di uno specchio acqueo attorniato dagli alberi per passare un pomeriggio di relax e recuperare un po’di sano e salutare contatto con la natura. Come ho giusto fatto ieri, recandomi al Parco del Valentino, dove mi sono nuovamente imbattuta in quella meraviglia architettonica che è la Fontana dei Mesi.

Posta in uno degli ingressi del Parco, la Fontana in questione è stata costruita nel lontano -ma non troppo- 1898, in occasione dell’Esposizione Nazionale che si tenne quell’anno a Torino per celebrare il cinquantenario dello Statuto Albertino. Carlo Ceppi,  ingegnere sabaudo nonchè autore della stazione di Porta Nuova, fu incaricato di progettarla insieme ad un team di architetti e scultori, ed il risultato è a mio parere decisamente maestoso: un’ampia e luminosa fontana con vasca ovale e cascata, ornata da quattro gruppi statuari rappresentanti i fiumi torinesi (Po, Dora, Sangone, Stura) e da dodici statue femminili raffiguranti i mesi dell’anno. Le statue dei fiumi cittadini sottolineano la forte connessione di Torino con l’elemento acquatico, tanto che ,secondo la tradizione,11540964_10207112242509454_154339680_n la città fu fondata dai Taurini proprio dove i fiumi Po e Dora si incontrano e si legano l’uno con l’altro. La Dora in questione è la Dora Riparia, da non confondersi con l’omonima Baltea che scorre in territorio valdostano e canavese. La Dora Riparia, chiamata così da Ripa, nome di uno dei suoi affluenti, nasce con il nome di Piccola Dora presso il Colle del Monginevro, a poca distanza dalle sorgenti del fiume francese Durance. La confluenza fra i due fiumi, di cui accennavo prima, si trova nei pressi del Parco Colletta, nella parte nord della città.

Il Po ha da sempre alimentato numerose leggende, fra cui una legata proprio alla fondazione della città, ma da parte di un principe egizio, Eridano. Il mito racconta che Eridano, partito dalla sua terra in cerca di una nuova patria, raggiunse una pianura dove, in prossimità di una confluenza fra due fiumi, fondò una città: qui diffuse il culto della dea Iside e del dio Api, antica divinità venerata sotto forma di…toro!

Poco tempo dopo, il giovane principe morì, forse durante una corsa di quadrighe, o secondo alcuni cadendo nel fiume Po, che da allora venne nominato Eridano in sua memoria.

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