#StorieDiVette: Cinzia, la Val D’Aosta da raccontare (attraverso un hashtag)

“I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi”

J.W. Goethe

I silenzi parlano se si sa come ascoltarli, se si ha voglia di immergersi nella profondità di un discorso senza suoni. Quando siamo in mezzo alle montagne, quando il vento spazzola i capelli e i pensieri, quando ogni fiore vibra e ogni filo d’erba danza, quel silenzio parla più forte. Sembra quasi avere voce propria.

Cinzia Mecchia è una ragazza originaria del Canavese, silenziosamente creativa, timida eppure determinata, con il desiderio di seminare bellezza intorno a lei. Lo fa da qualche tempo su Instagram – dove l’ho incontrata mesi fa – attraverso il profilo Un Fiore in Città (https://www.instagram.com/unfioreincitta/); lo fa innaffiando una piantina virtuale di “comunicazione sensibile sui social” come scrive nella bio, e lo fa soprattutto condividendo le sue fotografie e i suoi hashtag. A Cinzia piace molto giocare con immagini e parole e gli hashtag che ha plasmato sono lo specchio della sua mente preziosa, da #IlRullinoLetterario co-creato insieme a Erica Forlin (https://www.instagram.com/erica_forlin/) a #IMieiColoriPerlAnima. Ma qui si parla di vette, di montagna e di sentieri, di borghi in pietra e tavolate in festa. E quindi, ecco #TiRaccontoLaValleDAosta, il filo rosso che collega la foto-narrazione di Cinzia dedicata alla sua Regione adottiva, quella verde Valle amata e frequentata da moltissimi piemontesi e non solo, culla di alcune delle più belle cime d’Europa.

Cinzia, domanda di rito: che cos’è la montagna per te?

Questa domanda richiede una piccola premessa, proverò ad essere breve. Con la montagna ho avuto per tanto tempo un rapporto un po’ controverso, diciamo che ho sempre preferito il mare. Abito in Valle d’Aosta dal 2016 e il mio trasferimento qui è stato successivo ad un’esperienza torinese (per me molto positiva) di parecchi anni per frequentare l’università. Ammetto che il primo periodo abituarmi ad una realtà tanto più piccola è stata dura; di fatto per attraversare Aosta a piedi da una parte all’altra è sufficiente un’ora ed io ero abituata a girare a piedi tutta Torino!

Dall’anno scorso, in seguito ad un viaggio a New York, mi sono resa conto di avere un grandissimo bisogno di tranquillità. Dopo tre anni qui, ho finalmente iniziato ad apprezzare il posto in cui vivo. Premetto che io non vivo in montagna a tutti gli effetti, bensì ad Aosta che è principalmente una città, come dicono qui, di “semi collina”. Il centro città è pianeggiante, parte della periferia (la zona bella, un po’ come Torino) è in collina.

Montagna per me ad oggi è gita del weekend o passeggiata del sabato pomeriggio. Non sono il tipo da lunghe camminate per sentieri impervi per raggiungere rifugi; per me montagna è una passeggiata nelle viuzze in pietra di un borgo, qualche foto ai fiori, una gita al lago, un aperitivo vista prati, una cioccolata calda o una polenta nel bar di un borgo in inverno.

La mia rubrica è iniziata con un’intervista in Valle d’Aosta, ha fatto una capatina in Val Cenischia e Val Susa e adesso, con te, ritorna in territorio aostano. Ed è quasi inevitabile: la Valle d’Aosta racchiude così tante meraviglie per chi ama la montagna! Per raccontarla hai deciso di lanciare un hashtag tematico sul tuo profilo Instagram, #TiRaccontoLaValleDAosta. Come è nata questa idea?

L’idea è nata proprio l’anno scorso di ritorno da New York quando, nel corso dei weekend nei rimanenti mesi estivi abbiamo girato un po’ la Valle d’Aosta “da turisti”. Ho scoperto paesini di cui ignoravo l’esistenza, laghi, facili passeggiate e ho unito queste scoperte alla mia passione per la fotografia. Amo scattare foto dei posti che visito per portarne sempre con me il ricordo e mi fa piacere condividerle con le persone sui miei profili social.

Quest’anno, con la fine del lock down e la timida ripresa di alcune passeggiate in zona, mi faceva piacere riprendere questo “rito” e ho pensato di farlo diventare proprio una piccola rubrica da portare avanti tra post e stories creando l’hashtag a tema #TiRaccontoLaValleDAosta. Chissà, magari qualcuno interessato a fare un giro da queste parti potrà trovare qualche spunto utile!

Un piccolo vademecum per chi non è mai stato in Valle d’Aosta: consigliaci tre gite, tre ristoranti e tre piatti tipici del tuo territorio!

Consigliare solo tre posti da vedere assolutamente a chi non è mai stato in Valle è un po’ difficile perché me ne vengono in mente parecchi in più e avrei delle buone ragioni per consigliarli tutti!

Sicuramente la prima cosa che consiglierei di vedere a chi non è mai stato in Valle d’Aosta è proprio la città di Aosta, e consiglierei di vederla in primavera. Trovo che nel periodo che va da fine marzo ad inizio maggio la città dia il meglio di sé: gli alberi fioriscono, il clima non è né troppo caldo né troppo freddo e, non essendo ancora arrivata l’estate, non è ancora tanto frequentata quindi si può passeggiare senza ingorghi per il centro e si possono scoprire angolini interessanti in cui scattare foto particolari.

Aosta è una città Romana quindi offre tanto anche a livello di luoghi storici da visitare: il Ponte Romano sul Buthier (un po’ fuori dal centro, dove inizia corso Ivrea) l’Arco di Augusto, la Collegiata di Sant’Orso insieme al Chiostro e alla Chiesa di San Lorenzo, le Porte Pretoriane, il Teatro Romano, il Criptoportico Forense e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, le mura romane che s’incontrano ancora in punti sparsi del centro e le sei torri della città.

Consiglierei anche una passeggiata al Parco Saumont per ammirare la fioritura degli alberi e un giro nella zona del quartiere Cogne (le ex case dei dipendenti dell’acciaieria) che ad oggi è un quartiere di case popolari. Quest’ultimo è uno tra i miei posti preferiti per fare quattro passi in città in tranquillità, nonché un’ottima zona in cui parcheggiare gratis ad Aosta, cosa non banale da queste parti!

Approfitto per inserire qui un piccolo consiglio mangereccio: Via Croix de Ville in particolare, ma in realtà tutto il centro città, è un susseguirsi di ristoranti e bar carini in cui fare pranzo, cena o aperitivo!

Il secondo è un consiglio appositamente pensato per gli amanti dei laghi e dei borghi di montagna. Assolutamente da fare è secondo me una gita in Valtournenche (la Valle del Cervino) dove si trovano due tra i miei posti preferiti in Valle d’Aosta: il Lago Blu e Chamois.

Il Lago Blu, che si trova poco prima di Cervinia, è blu davvero grazie alle caratteristiche del suo fondale; è vicinissimo alla strada perciò non occorre camminare troppo per arrivarci ed è uno dei posti più apprezzati di queste parti dagli amanti della fotografia perché da un particolare punto si può immortalare il Cervino che si specchia nelle sue acque. Io ci sono sempre stata durante l’estate per trascorrere la giornata e fare un picnic sulla sua riva, però mi sentirei di consigliarlo anche in autunno perché la natura che lo circonda assume sfumature davvero notevoli.

Chamois anche soprannominato “il paese senza auto” è raggiungibile in funivia partendo da Antey-Saint-André. La sua particolarità è appunto il fatto che le macchine non circolano; le strade sono infatti molto strette, poco più che sentieri. Probabilmente è per questo motivo che lì il tempo sembra essersi un po’ fermato e il borgo ha mantenuto le caratteristiche tipiche del paesino di montagna risultando così l’ideale per una vacanza per chi è alla ricerca di tranquillità.

Se invece volete saperne di più su flora e fauna di montagna, allora il mio terzo consiglio è quello che fa per voi. Vi consiglio di trascorrere una giornata ad Introd, iniziando dal Parc Animalier, una grandissima parte di montagna adibita a parco dove si possono vedere flora e fauna dell’arco alpino inserite nel loro ambiente naturale.

L’ingresso del parco si trova nella frazione Villes Dessous, un piccolo borgo immerso nel verde che merita poi sicuramente una visita. Per pranzo potete anche decidere di rimanere nel parco che è dotato di una grande area picnic. Altre cose da vedere ad Introd sono sicuramente il Capoluogo, il complesso Castello / Cascina l’Ola /granaio, il Ponte sull’orrido poco distante dal paese e la Maison Bruil. Quest’ultima, dove non sono ancora stata ma è in programma nel prossimo periodo, è un’antica casa rurale in cui è stata allestita una mostra sui prodotti alimentari tradizionali e sull’evoluzione nel tempo delle tecniche di conservazione del cibo.

Passiamo ora alla mia parte preferita: il cibo! Ho selezionato tre ristoranti più volte testati e che mi hanno sempre pienamente soddisfatta che sono anche in posti carini da visitare:

  1. Albergo Belvedere a Gimillan (frazione di Cogne) dove si può mangiare una buonissima crema di Cogne e anche taglieri di salumi del territorio spettacolari, il tutto seduti nella terrazza panoramica del ristornate da cui la vista sulla vallata merita davvero tanto!
  2. Trattoria Pizzeria Aldente a Brissogne, in Località Les Iles. Qui io amo particolarmente i primi, sempre diversi e particolari, ed i dolci. In estate si può mangiare nel dehor esterno vista lago.
  3. Ristorante Le Bourg Chez Dedè a Montjovet, Frazione Bourg 71. Anche di questo posto io personalmente apprezzo in modo particolare antipasti, primi e dolci e il borgo naturalmente! Se siete gattari/e da queste parti circola un gatto arancione estremamente amichevole e coccolone!

Tra i piatti tipici della Valle d’Aosta c’è sicuramente la polenta (mangiata con carne, formaggi o verdure), il tagliere di salumi e affettati (per citarne alcuni fontina, mocetta, lardo) e poi le Crespelle alla Valdostana (con fontina e prosciutto cotto). Insomma, credo che il cibo sia davvero uno tra i principali punti forti della mia zona!

Stiamo vivendo un’estate particolare, la prima post-pandemia. Inevitabilmente ciò porterà ad un cambiamento delle abitudini degli italiani in vacanza, con una predilezione verso mete più vicine e più “familiari”. Cosa ne pensi del turismo di prossimità, locuzione tanto in auge negli ultimi mesi? Credi che la montagna vivrà una riscoperta come meta estiva?

Per quanto riguarda il turismo di prossimità, diciamo che la rubrica #TiRaccontoLaValleDAosta per me lo esprime in pieno. Il desiderio di raccontare la Valle d’Aosta è infatti nato proprio da quando ho iniziato a viverci e visitarla in modo più approfondito scoprendo appunto tante realtà e bellezze sotto casa della cui esistenza non avevo proprio idea. Mi piace questa cosa dello scoprire meglio il proprio territorio, d’altra parte trovo che a volte l’unica cosa che ci blocchi dal farlo sia proprio solamente l’abitudine del frequentarlo e del viverci ogni giorno. Dopo un po’ quindi si finisce per dare certe cose per scontate pensando di conoscerle ormai bene.

Per esperienza personale ho visto però che il fatto di vedere qualcosa ogni giorno significa tutt’altro che conoscerlo bene; penso a quando chiedo informazioni su Aosta e dintorni al mio compagno, che abita qui da più di 30 anni, e capita che lui non sappia rispondere alle mie domande. Come molto probabilmente penso capiterebbe per me se qualcuno mi facesse domande un po’ più “turistiche” su Ivrea e dintorni; avendola sempre vissuta da residente non ho mai fatto caso a certe cose. Credo quindi che questo turismo di prossimità possa essere una vera ricchezza e un’opportunità per cambiare sguardo sul vicino e conosciuto.

Credo inoltre che sì, la Valle d’Aosta vivrà una riscoperta come meta estiva, in particolare i paesini che fino ad oggi sono stati considerati meno turistici; tante persone cercheranno la tranquillità ed il contatto con la natura che nei mesi scorsi è venuto a mancare. Da questo punto di vista la Valle d’Aosta offre davvero tanto e anch’io scopro ogni giorno una realtà nuova!

Sito e social: https://instabio.cc/unfioreincitta

[photo credits: Cinzia Mecchia]

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