DireFareCommunity: Flavia ci racconta PallyTravel, il blog intorno al mondo di Paola e Fabrizio

“E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse”

(Milan Kundera)

Mancano poche settimane alla tanto attesa riapertura di barriere, frontiere, confini fra Regioni, con la speranza che tutto proceda per il meglio. Questa pandemia ci ha costretti  – o custoditi, dipende dai punti di vista – all’interno di perimetri ben definiti e circoscritti e penso che ognuno di noi stia sentendo un’esigenza sempre più pressante di cambiare visuale, di respirare profumi diversi. Fosse anche solo quello del caffè del proprio bar del cuore o della sabbia del mare quando è calda e sa di buono.

Non amo viaggiare, l’ho ribadito diverse volte, ma ho moltissimi amici viaggiatori e so quanto stanno fremendo per tornare a volare e a esplorare terre lontane. Proprio a loro dedico questa intervista, fatta da una viaggiatrice ad una viaggiatrice: grazie alla mia sport contributor Flavia Chiarelli per aver portato Paola in arte Pally Travel (e suo marito Fabrizio) nel nostro salottino sabaudo!

Federica| Dire Fare Mole

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Viaggiare in tempi di emergenza sanitaria: è possibile? Certo, se l’immaginazione sopraggiunge a darci una mano. Qualche volta arrivano dei validi aiutanti in nostro soccorso, viaggiatori instancabili capaci di  trasportarci con pochi scatti e con le loro parole alla scoperta di mondi lontani e di angoli di paradiso dietro casa. Una di loro è senza dubbio Paola Franco, torinese DOC e autrice del blog di viaggi PallyTravel: nato nel 2017 per dare voce e immagini ai racconti di viaggio di Paola e di suo marito Fabrizio, oggi questo blog è diventato una grande passione ed un secondo lavoro.

Paola è anche un’amante della montagna e delle avventure outdoor; ho avuto modo di ospitarla lo scorso inverno per un week end in One Room, il B&B che gestisco in con il mio compagno Maurizio Perron a Jouvenceaux, in Alta Valle Susa (nella foto qui sotto vedete proprio Pally che si dondola sull’altalena in legno di One Room!) e in quell’occasione ho potuto conoscere meglio questa coppia di incalliti viaggiatori. Ora la presento a voi!

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Ciao Paola! Già da tempo era in programma questa chiacchierata, e ora più che mai, agli sgoccioli di un lungo periodo di reclusione, viaggiare con l’immaginazione e i ricordi può essere d’aiuto a chi ci leggerà da casa. Proviamo a conoscerti meglio…Come ha avuto inizio la tua passione per i viaggi?

Non saprei dirlo con esattezza. Per fortuna ho sempre viaggiato molto, anche da piccola, grazie a i miei genitori, in particolare mia madre che da giovane ha lavorato per un periodo come accompagnatrice di viaggi. Appena la nostra età lo ha consentito, si è sempre prodigata per portare con lei sia me che mia sorella, per cercare di farci viaggiare il più possibile.

Quali sono stati i primi, o il primo viaggio, che ricordi con maggiore emozione ed un pizzico di nostalgia?

Il primissimo è stato in Irlanda. Budget stra-limitato (circa 600 euro guadagnati con i primi lavoretti!) che mi sono fatta bastare per una decina di giorni. Nonostante tutto, nonostante le difficoltà di girare con così pochi fondi, ho ricordi stupendi di quella esperienza. Gli ostelli, le insalate mangiate in camera per risparmiare, i musei guardati solo da fuori perchè non avevo i soldi per comprare il biglietto di ingresso…ma ero libera e stavo facendo tutto solo con le mie forze!

Che bambina era Paola e che viaggiatrice sei oggi?

Questa domanda bisognerebbe rivolgerla ai miei genitori! Però, da quello che ricordo, posso dirvi che sicuramente ero una bambina alla quale è stato insegnato ad essere creativa, curiosa e a sfruttare il suo tempo per poter fare più cose possibili e penso che tanto di questo sia rimasto nella Paola viaggiatrice di oggi.

Solitamente viaggi con tuo marito Fabrizio: prediligi quindi i viaggi in coppia o pensi che viaggiare da sole abbia un diverso sapore?

Qualche anno fa l’idea di viaggiare in solitaria era molto attraente. L’essere soli di sicuro ti porta ad avere maggior apertura verso le persone che incontri lungo il viaggio e la possibilità di stringere rapporti di amicizia è più facilitata. Oggi preferisco decisamente viaggiare in coppia, con mio marito siamo ormai super rodati. In realtà non ho mai affrontato un lungo  viaggio da sola, è proprio una cosa che mi manca. Vedremo in futuro, non si sa mai!

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Come è nata l’idea di aprire un travel blog e cosa rappresenta oggi per te, in termini di impegno, tempo, collaborazioni e svago?

L’idea nasce dalle richieste di molti amici che volevano rifare uno dei viaggi che avevo già intrapreso. Ho iniziato a scrivere il diario di bordo dei viaggi, annotando i luoghi, le strade, gli ostelli, le info per i trasporti e caricando tutto online. Le visite al blog hanno iniziato a crescere giorno dopo giorno, viaggio dopo viaggio, fino a diventare praticamente un secondo lavoro.

La voglia di rendere sempre più “professionale” quello scrivo e pubblico mi ha obbligato ad organizzare meglio il lavoro, iniziandolo già prima del viaggio e poi anche durante il viaggio. Sono diventata molto più dettagliata e precisa nel tenere conto delle spese e di tutti i dettagli, scatto molte più fotografie che sono “obbligata” a tenere in ordine e a posto, cosa che, essendo io di base molto disordinata, è un gran vantaggio!

Mostri una grande passione per la fotografia, che racconti anche nel blog. In rete possiamo ammirare molti dei tuoi scatti: quanto conta questo connubio per te? Quanto è importante la fotografia nel poter raccontare meglio un viaggio? Cosa suggerisci a chi non è ancora molto capace, come può allenare questa attitudine?

Per quanto mi riguarda, la passione della fotografia ha iniziato a crescere al mio ritorno da un viaggio in Marocco, quasi 15 anni fa. Ho avuto occasione di visionare alcune foto di ragazzi che erano stati in viaggio con me; la loro capacità di descrivere luoghi, persone incontrate e le atmosfere attraverso l’obiettivo mi ha davvero stregata. Da quel giorno, ho deciso che avrei dovuto capirci qualcosa in più di fotografia e mettere basi solide per alimentare la mia passione. Così ho iniziato a fare alcuni corsi base, a far parte di un’associazione fotografica ed intensificare le mie uscite fotografiche: è stata, sicuramente, una delle migliori decisioni che abbia preso e ogni giorno continuo ad informarmi ed osservare chi lo fa di mestiere per implementare il mio bagaglio culturale e migliorare la mia tecnica.

Per questo, a chi decide di affrontare un percorso fotografico, suggerisco di fare in primis un corso generico che dia le competenze di base e di iniziare da subito a provare a mettere in pratica la teoria. Provare, avere pazienza, voglia di mettersi in gioco sono elementi indispensabili per chi voglia avvicinarsi alla fotografia. Il passo successivo poi sarà di iscriversi a qualche corso più specifico, trovare un gruppo di persone con fare uscite fotografiche, confrontarsi e in ultimo, ripeto, non smettere mai di osservare il lavoro di ha fatto della fotografia il proprio mestiere. In questo Instagram ci aiuta molto, per cercare uno stile fotografico che piaccia e appassioni.

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Passiamo ai “quiz”: la meta della vita, tra quelle da te esplorate, quella che ogni nostro lettore dovrebbe prima o poi conoscere? E quello invece, che non è andato come ti aspettavi?

Direi che un bel viaggio in Sud America, magari lungo tutta la Ruta 40, sarebbe perfetto. Per quanto riguarda la seconda domanda, invece, cerco sempre di non crearmi mai troppe aspettative prima di partire altrimenti si rischia di rimaner delusi da tante cose, a volte anche solo dal clima. Ogni viaggio è bello, a me basta partire!

Il viaggio nel cassetto, quello che ancora non hai fatto ma sai che arriverà?

Lo Yemen e l’Iran. Sono tanti anni che sogno queste due mete. La prima chissà se la vedrò mai e chissà come sarà quando riaprirà al turismo. La seconda è nella wish list e spero proprio di poterci andare il prima possibile.

Tu e Fabrizio, tuo marito, siete entrambi torinesi: nati e cresciuti nella medesima città. Avete scelto Torino come luogo dove vivere e formare la vostra famiglia, tra un viaggio e l’altro. Immagina(te) di ricevere un amico da fuori che non ha mai visitato e non conosce questa città.
Che itinerario gli proporreste? Quali sono i vostri luoghi del cuore….in città? E fuori porta? 

Torino va visitata camminando, magari partendo dalla zona liberty di Cit Turin e percorrendo poi via Garibaldi e via Po fino ad arrivare al monte dei Cappuccini, fermandosi al Mao, al Museo Egizio e perchè no al Museo del Cinema!
Torino è una città affascinante con i suoi bar storici, le stupende chiese, il centro. Ha un’area regale che sa stregare.

Un giorno non può bastare, ma ve la consiglio davvero. Non abbiamo un luogo del cuore, ci piace perderci nelle vie del centro, girovagare, farci trasportare dal momento per arrivare in posti che conosciamo meno, questo vale anche nei viaggi.
In Piemonte invece consiglio una gita in Val Maira fino ad arrivare a scattare una foto al Pelvo d’Elva, o in Val di Susa alla ricerca delle fortificazioni del periodo della guerra.

Che consiglio di viaggio vorresti dare ai lettori di Dire Fare Mole, anche a quelli che magari non hanno mai osato spingersi verso mete lontane?

Consiglierei di iniziare da un viaggio più vicino come l’Irlanda per esempio (posto del cuore di Fabrizio!) o un bel giro in Portogallo.

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Blog: www.pallytravel.it

Instagram: Pallytravel

Articolo di: Flavia Chiarelli| Dire Fare Sport Contributor

[photo credits: Pally Travel]

 

 

 




 






 

 

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