“We can be Heroes, just for one day”

moncalieri

Si alza il sipario.

Seconda parte, anzi, Fase due di un anno che mai dimenticheremo.

Ripartire è doveroso, rispettando i tempi di ognuno, stando attenti alle distanze, alle mani, agli abbracci. Credo che una buona lettera di ri-partenza (sapete, preferisco le lettere ai numeri) sia la A di Autenticità.

Ho riflettuto parecchio, cari lettori, durante la quarantena. Ho riflettuto molto anche sul mio lavoro e su questo blog, sui messaggi che veicola e che veicolerà. In qualche modo mi sento responsabile verso tutti voi che leggete le mie pagine e a voi desidero promettere ciò che ho promesso innanzitutto a me stessa: voglio comunicare in modo autentico.

E, partendo dall’autenticità, con autenticità, condivido qui alcune delle mie riflessioni.

***

Ci sarà da riconsiderare la quotidianità. La socialità. Il lavoro.

Abbiamo imparato ad essere sostenibili, forse nostro malgrado, ma è una lezione che spero conserveremo e attueremo, questa volta per scelta e non per costrizione. Poca macchina, tante gambe. Meno spostamenti, meno impatto sull’ambiente. Non so dove porterà tutto ciò e se alcuni cambiamenti saranno a lungo raggio; resto in osservazione, senza giudizio e senza aspettative.

Abbiamo imparato a riconsiderare il ruolo della casa. In un colpo solo per molti è diventata un inaspettato ufficio, un inatteso ristorante con vista balcone, un estemporaneo e colorato locale per gustare l’apericena al tramonto.

Abbiamo imparato che si può affrontare uno smart working, un delivery, un take away, una videochiamata di gruppo (una/cento/duecento!), una diretta Instagram o Youtube, come questa, la mia prima “ospitata” live per parlare del territorio e del turismo di prossimità. Abbiamo sperimentato cose nuove, situazioni nuove dal sapore di imprevisto e ci siamo adattati, perchè l’adattamento è la chiave della sopravvivenza. Abbiamo mille mezzi e mille soluzioni per aggirare l’ostacolo se solo ci impegniamo.

Forse domani non reggerà più la scusa del “non si può fare perchè non lo abbiamo mai fatto”. Se c’è la necessità unita alla volontà (quasi) tutto si può fare. Si – può -fare!

Riscriviamo le regole, rispettiamole soprattutto. Ce ne saranno da scrivere e riscrivere, ancora per un bel po’, volenti o nolenti. Esercitiamo la nostra ormai ben allenata resilienza intesa come capacità di resistere agli urti della vita modellandoci su di essa e sulle onde della sua marea, sempre diversa per ognuno di noi. Avete mai visto un’onda del mare identica all’altra? Avete mai visto un’esistenza, una persona, una testa identica all’altra?

E comunque diciamocelo, siamo stati bravi. Siamo stati coraggiosi. Siamo stati, nel nostro piccolo, chi più chi meno, degli eroi.

Questa canzone, una delle mie preferite da sempre e che solo ora riesco a leggere nel suo significato più profondo e più vero, è la mia dedica per noi.

Ce la meritiamo.

***

Chiuso il capitolo direfareriflessione condivido con voi una manciata di informazioni tecniche. Nei prossimi mesi dovrò concentrarmi molto sul mio lavoro di freelance. Il perchè è abbastanza ovvio e urgente: l’emergenza sanitaria ha travolto gran parte dei progetti lavorativi (e collaborativi) che avevo imbastito per questo 2020, alcuni rimandati, altri cancellati, altri ormai arenati. La necessità al momento è di organizzare al meglio questo mio angolo di bellezza che è Dire Fare Mole, qualcosa di grande e importante nella mia vita ma che – purtroppo – non costituisce il mio unico lavoro e nemmeno quello principale.

Ho pensato dunque, da ora in poi, di suddividere gli articoli in macro rubriche ricorrenti per una maggiore praticità sia di lettura che di consultazione: alcune le conoscete già, altre verranno riviste, altre nasceranno a brevissimo come #StorieDiVette, serie di interviste dedicate a chi vive o a chi lavora fra le nostre montagne, un piccolo progetto a cui tengo particolarmente. Il mio impegno con me stessa e con voi è di continuare a pubblicare un articolo a settimana; talvolta le tempistiche potrebbero allungarsi a seconda di cosa succederà nel mio quotidiano lavorativo da qui in avanti. Preferisco meno contenuti e più accurati, con buona pace dell’algoritmo e delle statistiche.

Spero di avervi accanto a me, seduti nel salottino virtuale profumato di cioccolata e baci di dama, anche in questi tempi complessi: il nostro territorio ha bisogno di positività, di sostegno, di rinascita.

Federica

[Nell’illustrazione, tratta dal mio libro Sua Bellezza Reale ed eseguita dalla matita gentile di Annalisa Mazzo, una eroica mini-me abbraccia una delle torri del castello di Moncalieri. Un abbraccio virtuale alle mie amate Residenze Sabaude che spero diventi presto un abbraccio reale. E Reale.]

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