Le amiche di Dire Fare Mole: Chiara e Parlospessodicibo, raccontare (e acquistare) il cibo con consapevolezza

“Ho bisogno di conoscere la storia di un alimento. Devo sapere da dove viene. Devo immaginarmi le mani che hanno coltivato, lavorato e cotto ciò che mangio.”

Carlo Petrini

La prolungata quarantena di questa pazza primavera doppio-venti sta rivelando due aspetti del DNA italico, anzi, li ha accentuando, senza differenze fra Nord, Centro e Sud: siamo degli ottimi cantori (dateci un balcone e sarà il nostro palcoscenico sul mondo!) e dei provetti impastatori di pane, pizza, torte, qualsiasi cosa sia impastabile. Già, basta fare un giretto su Instagram e le “mani in pasta” saranno in prima fila, fiere, operose, impegnate in gesti arcaici resi eterni dalla cornice social. Cucinare è un atto creativo formidabile, un gesto d’amore verso gli altri e verso noi stessi. E, come sto imparando pure io che ai fornelli sono una mezza frana, è anche un perfetto antistress, il modo ideale per scacciare i pensieri e viaggiare con i sensi, visto che altri tipi di viaggi per ora – e chissà ancora per quanto – ci sono preclusi.

Amici sabaudi, ammiratori della pizza fatta & mangiata in casa del sabato sera, cacciatori agguerriti di lievito madre, come avrete intuito oggi sul blog si parla di cibo, anzi, siparlaspessodicibo. La mia ospite a distanza del salottino di Dire Fare Mole è infatti una deliziosa ragazza del Canavese, patria del gustoso Torcetto e del voluttuoso Erbaluce di Caluso, che partendo dall’amore per il cibo ha creato un piccolo spazio su Instagram dove racchiudere pareri, nozioni, consigli in modo autentico, con garbo e competenza. Lei è Chiara Ghiani di Parlospessodicibo: ecco la nostra chiacchierata, fra tradizioni del territorio canavesano e suggerimenti per affrontare il periodo di emergenza a livello di alimentazione e di spesa consapevole.

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Chiara e Parlospessodicibo: raccontaci qualcosa di te e del tuo progetto!

Ho 25 anni e vivo in provincia di Torino; sono cresciuta nel mondo della ristorazione visto che la mia famiglia ha gestito un ristorante per 30 anni e poi un’azienda alimentare. Negli ultimi anni ho vissuto in Francia, Valle d’Aosta, Scozia e Spagna per studio e per lavoro. Ero curiosa di vedere quello che c’è fuori da casa e sono partita per “assorbire” il più possibile, per poi riportare indietro quello che avrei imparato. Sapevo fin dall’inizio che il mio obiettivo era quello di tornare e portare avanti l’azienda di famiglia.

Parlospessodicibo nasce dalla mia passione per il mondo alimentare e dalla voglia di condividerla con altre persone. Mi piacerebbe dare un piccolo contributo alla tradizione gastronomica italiana, per rendere le persone più consapevoli di quello che possediamo e poi valorizzarlo come merita. Nella pagina Instagram racconto storie del mondo alimentare italiano, di persone che lo vivono e di curiosità legate a piatti e tradizioni.

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Abiti in Canavese e sulla tua pagina Instagram questo bellissimo e poco conosciuto territorio piemontese fa sovente capolino. Cosa ti piace del Canavese? Che itinerari di visita suggerisci per quando potremmo riprendere a circolare liberamente?

Pensa che quando sono partita la prima volta per studiare fuori, volevo evadere dai posti in cui sono cresciuta perché pensavo che fuori fosse tutto rose e fiori, ma mi sono dovuta presto ricredere. Ogni volta che mostravo ad altre persone il mio territorio rimanevano meravigliati da tanta bellezza. Sono nata in un posto magnifico e non me ne ero ancora resa conto!

La parte migliore per me sono le montagne che ci circondano, anche solo la vista mi fa stare bene e se non le vedo per qualche giorno iniziano a mancarmi. Per gli amanti della natura e del tempo passato all’aria aperta ho diversi consigli, perché dal Canavese si può partire per fare diverse escursioni: dalle Valli Orco e Soana alla Valchiusella.

Invece per una giornata tranquilla in montagna non può mancare la tappa a Ceresole Reale e una passeggiata attorno al suo lago. Da lì, per raggiungere la natura più incontaminata si può arrivare in macchina al lago Serrù.

Se poi avete la possibilità di fare un salto in Canavese nel periodo di fine aprile-inizio maggio non potete perdervi la fioritura dei narcisi sopra Castelnuovo Nigra: il Pian delle Nere si colora di bianco ed è sempre un’emozione andare lassù ed ammirare il territorio circostante dall’alto.

Una passeggiata che consiglio sempre è quella che dal paese di Valperga arriva al Sacro Monte di Belmonte: uno dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia dichiarati patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Da lì nelle giornate più soleggiate potrete vedere tutta Torino, Superga e addirittura il Vercellese.

Di sicuro anche la città di Ivrea merita una visita. Se la visitate nel periodo di Carnevale potrete assistere alla battaglia delle arance, ma durante il resto dell’anno è bello vedere con i propri occhi come le costruzioni industriali e abitative costruite nel periodo d’oro dell’azienda Olivetti abbiano influenzato lo sviluppo della città. Non può poi mancare una fetta di Torta 900 alla pasticceria Balla (ndr: la Torta 900 è una delle torte più buone che esistano sulla faccia della Terra. Provare per credere!).

Adesso che ci penso ci sono diverse pasticcerie dove fare merende o colazioni di tutto rispetto: a San Giorgio la pasticceria storica Roletti, a Rivarolo due nomi da segnare sono Caon e Ruffatto e a Oglianico troverete nella via principale Barbierato.

Se volete provare i piatti della cucina tipica piemontese tra i miei preferiti ci sono il ristorante Giuanun a Rivarossa, la Locanda dell’Orco e la Trattoria Mezzaluna a Rivarolo.

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La situazione che stiamo vivendo in queste settimane ha evidenziato criticità anche in merito all’alimentazione. Come stai vivendo il periodo in corso? Come hai deciso di adattare la comunicazione sulla tua pagina?

Lavorando in un’azienda alimentare (se volete dare un’occhiata, ci trovate qui www.belmontegastronomia.it) sto continuando quasi normalmente la mia quotidianità e facciamo di tutto per andare avanti e rifornire i supermercati e negozi alimentari che sono nostri clienti. Abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza necessarie in questa situazione d’emergenza che ci permettono di non fermarci.

Sulla pagina Parlospessodicibo ho adattato la comunicazione spontaneamente. Mi è capitato di parlare di argomenti in qualche modo collegati con il periodo che stiamo vivendo, ma l’ho fatto solo quando sentivo che potesse essere veramente utile per chi legge la pagina. Non mi sento di dare consigli in qualche campo in cui non sono preparata.

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Fra gli argomenti che hai trattato ultimamente c’è quello dei consigli di spesa. Vuoi dare qualche indicazione ai lettori di Dire Fare Mole?

Volentieri! Le chiamerei “idee per la spesa” visto che io sono semplicemente una grande appassionata di cibo e mi interessa molto il mondo dei supermercati e le nostre abitudini quando facciamo acquisti.

Visto che il nostro obiettivo è quello di rendere la spesa il più veloce possibile per diminuire le possibilità di contagio per noi e per chi lavora nel negozio, mi sono chiesta: come fare a sostare il meno possibile dentro al punto vendita?

1 – Di sicuro devo entrare con un piano chiaro in mente! Quindi mi serve una lista della spesa ben strutturata: non posso permettermi di dimenticare qualcosa di essenziale e tornare l’indomani per prenderlo. Allo stesso modo non posso esagerare con gli acquisti perché rischio di sprecarli e di lasciare altre persone senza.

2- Per sapere di cosa si ha veramente bisogno propongo di fare un’organizzazione dei pasti per l’intera settimana. Un menu settimanale in questo caso ci può salvare.

Aggiungerei che:

3- Nel momento in cui scrivo il menu settimanale, mi posso anche impegnare per farlo il più bilanciato possibile. Significa no hamburger e patatine ogni giorno, ma alternare verdure, carne, pesce, legumi, carboidrati, proteine e tutto quello di cui il nostro corpo ha bisogno.

4- Ci si può ovviamente concedere qualche fuori-regola e comprare i prodotti che ci fanno stare bene.

5- Per ridurre il numero di volte che esco di casa mi chiedo sempre: “è veramente necessario o posso vivere anche senza?”. È stato difficile far capire a mio nonno che non era fondamentale uscire ogni giorno per comprare il pane fresco…

6- Se poi vicino a noi ci sono delle aziende che offrono la consegna di alcuni prodotti o della spesa a domicilio possiamo approfittarne, ma senza aspettarci che arrivi tutto a casa in tempi brevissimi. Il sistema alimentare non era pronto a questa situazione e ogni negozio sta cercando di adattarsi a queste nuove necessità. Chi lavora nei punti vendita rimasti aperti sta facendo i salti mortali per gestire i clienti in negozio, preparare le spese, lavorare nei festivi, non far mancare niente sugli scaffali e non è semplice garantire anche le consegne in tempi brevi.

7- Non è necessario rinunciare a prodotti freschi come frutta e verdura o altri con scadenza breve, l’importante è programmare il loro utilizzo per non rischiare che vadano a male.

Ci vorrà pazienza e attitudine al cambiamento, ma sono sfide che possiamo assolutamente vincere!

Instagram: Parlospessodicibo| Food Talks

[photo credits: Chiara Ghiani]

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