Torino Liberty: quartieri, palazzi, storie di una città in fiore

Passeggiando per Torino, vi sarà capitato di aver alzato lo sguardo verso palazzi dalle vetrate colorate o decorati da motivi floreali, solenni e bizzarri allo stesso tempo. Sono tracce di un periodo dove Torino è letteralmente fiorita, un periodo che corrisponde a circa 100 anni fa e che ha lasciato un segno di ineguagliabile eleganza in una città che già era elegantemente di Barocco vestita. Madamine e Gianduiotti, prendete il vostro ombrellino parasole e mettete il cappotto più chic che avete nel guardaroba: andiamo a zonzo per la Torino Liberty! E preparatevi, perché c’è davvero tanto da vedere (e da camminare).

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Casa Fenoglio La Fleur

1902: Torino capitale del Liberty italiano

L’itinerario alla scoperta della Torino Liberty ha una prefazione necessaria. Ovvero: cos’è lo stile Liberty? Citando la fonte digitale per eccellenza, alias Wikipedia, è “il nome con cui era noto in Italia il movimento artistico e filosofico detto Art Nouveau, arte nuova, nato e diffusosi in Europa tra la fine del 1800 ed il primo decennio del 1900”. L’Art Nouveau influenzò tutte le discipline ma diede il suo meglio nel campo dell’architettura e nelle arti figurative. Linee dinamiche, idea di movimento, ispirazione naturale e botanica, ferro battuto, colore e luce, ogni caratteristica del Movimento contribuiva a dare vita ad opere insolite, raffinate. In Italia l’Art Nouveau prese il nome di Stile Floreale o Liberty come i magazzini londinesi di Arthur Liberty, mercante di oggetti d’arte e tessuti che esponeva regolarmente in giro per il Vecchio Continente.

Il Liberty approdò a Torino in una circostanza ben precisa: la Prima Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna del 1902 che si tenne al Parco del Valentino. Dei meravigliosi padiglioni progettati dall’architetto Raimondo D’Aronco non è purtroppo rimasta alcuna traccia tangibile, a differenza dell’Esposizione Generale Italiana del 1884 che ci ha lasciato in eredità il Borgo Medievale (pensate un po’, il complesso nacque proprio come padiglione espositivo per la sezione di arte antica!) e della successiva Esposizione datata 1898 con la Fontana dei Mesi, situata in uno dei varchi d’ingresso del Valentino. Possiamo però immaginare – anche grazie ad alcune fotografie dell’epoca – il fermento creativo che aleggiava fra i maestosi alberi del parco e accompagnava il dolce suono delle acque del Po. Arte, arredamento, innovazione, rivoluzione culturale. Erano gli anni effervescenti della Belle Époque e tutto era possibile.

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Palazzo Bellia

Pietro Fenoglio: stile floreale, architettura industriale

Il 1902 è ricordato dunque come l’anno della ventata Liberty che dal Valentino invase vie, strade, quartieri del capoluogo sabaudo, incoronandolo regno italiano dello Stile Floreale. E del 1902 è anche l’edificio Liberty più rappresentativo della città. Ci troviamo in corso Francia angolo via Principi d’Acaja, fra i quartieri Cit Turin e San Donato; sono le zone dell’espansione urbanistica di fine ottocento, quella dell’avanzata dell’industria e della classe borghese, nuova “nobiltà” cittadina. Molte delle Ville e Palazzine Liberty torinesi sono frutto di committenze di industriali ed imprenditori, che forti del loro potere economico vollero farsi costruire abitazioni raffinate alla moda del tempo. Così è stato per Casa Fenoglio La Fleur, costruita dall’architetto Pietro Fenoglio con l’intenzione di farne la sua casa-studio e poi da lui venduta alla famiglia di imprenditori francesi La Fleur.

Il fiore, come avrete notato, è un tema ricorrente quando si tratta di Liberty: e casa La Fleur, nomen omen, è tutto un fiorire di ornamenti sinuosi ispirati al mondo floreale, con l’affascinante bow window (balcone chiuso, sporgente dalla facciata di un edificio) in vetri colorati e ferro battuto, e la decorazione superiore simile ad una corolla. Un capolavoro di architettura eclettica che non ha eguali ed incanta al primo, secondo, centesimo sguardo. Fenoglio, torinese di nascita e formazione, fu uno dei maggiori interpreti del Liberty locale, e oltre che per le residenze signorili – sua anche la famosa Villa Scott in collina, scelta da Dario Argento per ambientarvi alcune scene della pellicola Profondo Rosso – è ricordato per le sue abilità di progettista nel settore industriale. Doveroso citare il Villaggio Leumann di Collegno, esempio di quartiere operaio composto da abitazioni, scuola, stazione e chiesa nati intorno ad uno stabilimento produttivo di cotone, vero e proprio paese nel paese. Vi suggerisco assolutamente una visita: vi sembrerà che tutto si sia fermato al 1903, anno della sua costruzione voluta dall’imprenditore di origine svizzera Napoleone Leumann. Ed alcuni edifici sono tuttora abitati!

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Casa della Vittoria

Quartieri ed itinerari Liberty

Torino è dipinta da pennellate Liberty qua e là. Ci sono però alcune aree della città dove lo stile architettonico è alquanto diffuso, anzi oserei dire caratterizzante. Sto parlando dei sopra citati quartieri di Cit Turin e San Donato, ma anche della collina e pre-collina, della Crocetta, della zona del Valentino, di Borgo San Paolo. Lo Stile Floreale talvolta viene declinato in tocchi di Art Déco e Neo Gotico, altre correnti artistiche di inizio ‘900. Se volete tracciare un percorso, ecco i luoghi must da inserire nella lista:

Centro città: Palazzo Bellia (via Pietro Micca 4-6), Casa Florio (via San Francesco d’Assisi 17), Caffè Baratti & Milano (Galleria Subalpina| Piazza Castello).

Cit Turin e San Donato: oltre a Casa Fenoglio, Villino Raby (corso Francia 8), Casa della Vittoria o dei Draghi (corso Francia 23), ex Birrificio Bosio & Caratsch ovvero il primo birrificio italiano (via Bonzanigo angolo via Pinelli), ex Bagni Municipali (via Saccarelli), Istituto Faà di Bruno (via San Donato 31).

Crocetta: Palazzo Ceriana Mayneri sede del Circolo della Stampa (corso Stati Uniti 27), Casa Maffei (corso Montevecchio 50), Casa Avezzano (via Vico 2). Vi consiglio inoltre di sbirciare gli interni dell’Orologio Living Apartments, residence gestito da un simpaticissimo staff al femminile ospitato all’interno di una casa di inizio ‘900 con bellissimi dettagli dell’epoca.

Zona Valentino e San Salvario: Casa Bioletti (via Valperga Caluso 9), Villa Javelli, unica opera torinese di D’Aronco a noi pervenuta (via Petrarca 44), il primo stabilimento Fiat datato 1904 (corso Dante angolo via Marocchetti), il Portone del Melograno di Fenoglio (via Argentero 4), ex Bagni Municipali (via Morgari 10).

Collina: oltre a Villa Scott (corso Lanza 57), Villino Giuliano (via Gatti 7), Villino Foà-Levi (via Bezzecca 11), Casa Pasquetti (via Bezzecca 12), Casa Mussini (via Mancini 22).

Zona San Paolo: ex stabilimento Lancia (corso Racconigi angolo corso Peschiera), Scuola Santorre di Santarosa (via Braccini 70).

Zona Aurora: ex Officine Grandi Motori (via Damiano e via Cuneo), ex sferisterio (via Cigna 50), Torri Rivella (largo Rivella).

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Edificio Liberty a San Salvario

 

[photo credits: Dire Fare Mole]

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