Le gemme del Monferrato: Villa Larbel di Salabue, sei domeniche per lasciarsi stupire

Da nord a sud, da est a ovest, dalle montagne alle colline, da qualsiasi angolazione si guardi, il Piemonte è una Regione eccezionale, una sorpresa continua. E certi tesori sono troppo preziosi per non essere mostrati a tutti quelli che sono in grado di coglierne valore e bellezza. Questo è ciò che deve aver pensato la famiglia Bellusci quando ha deciso di aprire le porte di Villa Larbel di Salabue al pubblico, e quando ha deciso di coinvolgere una blogger innamorata della sua Regione per raccontare il cuore di un progetto volto a sostenere la meraviglia “dietro l’angolo”. Potevo non sposare il progetto, con una premessa del genere?

Villa_Larbel_esterno

Comune di Ponzano Monferrato, poco meno di 400 abitanti. La provincia è quella di Alessandria ma ci troviamo a soli venti chilometri dal centro di Asti, sulla strada che conduce a Casale Monferrato. Ponzano è un piccolo paese dominato dal silenzio e dal ritmo della natura, il classico posto che si sogna per una fuga momentanea dal caos cittadino o per un cambio di vita radicale. Siamo in un territorio inestimabile, reso ancora più pregiato dal doppio riconoscimento Unesco. Innanzitutto, il Monferrato è tutelato in quanto paesaggio vitivinicolo, luogo dove è nata la tradizione degli infernot. Con questo pittoresco termine si indicano i locali sotterranei,  appendici delle cantine, adibiti alla conservazione delle bottiglie di vino e scavati nella roccia arenaria chiamata roccia da cantoni o nel tufo, veri capolavori inconsapevoli di ingegneria ad opera di contadini e vignaioli (se volete conoscere meglio la storia degli infernot, vi consiglio di visitare il sito dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni). Inoltre, siamo all’ombra del Sacro Monte di Crea, inserito nel sito Unesco seriale dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia. La sacralità della terra, che sia intesa come sacralità religiosa o artistico-culturale, è indubbia, e richiede rispetto.

infernot

Una stradina sinuosa si intreccia alle colline e ci conduce dinnanzi a lei, la bianca e solenne Villa Larbel di Salabue, gioiello nel gioiello, scoperta nella scoperta. Varco il suo alto cancello e mi immergo nel parco secolare con affaccio mozzafiato sulla vicina Moncalvo ascoltando le vicende  narrate dal signor Luigi, che comprò l’edificio nel 2003 e che con tutto l’amore possibile lo custodisce come la più preziosa delle gemme. Grazie alla ricerca condotta di recente dal professor Dionigi Roggero, siamo in grado di conoscere in maniera approfondita la storia dell’ edificio. Tutto ebbe inizio verso il  1700, quando i conti Sapelli decisero di edificare su un loro terreno di proprietà in Salabue – ai tempi comune autonomo, ora frazione di Ponzano – un’elegante dimora di campagna. I lavori cominciarono con Francesco Maria Sapelli, che sistemò come propria abitazione la parte ad oriente, e proseguirono con in figlio Sebastiano. Questi, sposando la contessa Melina di Capriglio, diede vita ad un periodo di grande prosperità per la famiglia e potè far erigere la grande ala verso occidente. Le due ali furono collegate da un ampio colonnato neoclassico che conferisce alla struttura simmetria e regolarità architettonica, elemento che ancora oggi dà alla dimora un fascino unico.

Villa_Larbel_loggiato

Nella seconda metà dell’800 la Villa divenne proprietà della famiglia genovese Moio Maffei, per poi passare nelle mani della famiglia Restano. Nel tempo, il grande parco attorno alla dimora si è arricchito di essenze e piante rare, secondo lo schema dei parchi informali ottocenteschi. Tra la vegetazione spiccano due imponenti e centenari cedri del Libano, e durante la primavera è un’esplosione di fiori e profumi difficile da dimenticare.

Subentrata negli anni 2000, la famiglia Bellusci ha provveduto a restaurare con cura la Villa riportando allo splendore originario le tante decorazioni pittoriche presenti  nelle stanze, i pavimenti in cotto, le preziose porte con cerniere e chiusura a compasso. Il recupero ha coinvolto anche le cantine e il caratteristico infernot, vera chicca dell’intero complesso per gli estimatori della tradizione vinicola locale. La raffinatezza e la posizione dell’edificio fanno sì che venga spesso scelto dalle coppie di sposi per ambientare il loro ricevimento di nozze, vista anche l’ampiezza del parco e la vista decisamente romantica che si gode da esso.

Villa_Larbel_interno

Con l’arrivo della bella stagione, Villa Larbel di Salabue apre finalmente le sue porte al pubblico per svelare a tutti le sue meraviglie. Il primo appuntamento è domenica 6 maggio, in occasione della manifestazione diffusa Riso & Rose in Monferrato organizzata dal consorzio Mon.D.O., volta a valorizzare il territorio intorno al Po dal Monferrato alla Lomellina con appuntamenti legati all’arte e all’enogastronomia. All’evento di apertura seguiranno cinque domeniche, una al mese fino ad ottobre, per scoprire e visitare l’edificio e il suo parco. Le visite sono gratuite e libere, con orario pomeridiano.

Ci vediamo lì?

 

6 Domeniche a Villa Larbel di Salabue| via I Maggio 26, Ponzano Monferrato (AL)

Domenica 6 maggio (in concomitanza con la manifestazione Riso & Rose in Monferrato)

Domenica 17 giugno

Domenica 15 luglio

Domenica 12 agosto

Domenica 23 settembre

Domenica 21 ottobre (in concomitanza con la Fiera del Tartufo di Moncalvo)

L’ingresso alla Villa sarà ad accesso libero dalle 14 alle 17

Per informazioni: info@villalarbel.it, direfaremole@gmail.com

[photo credits: Dire Fare Mole]

 

 

 

 

 

 

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