Torino 2006, il viaggio continua! Itinerari (e golosità) nelle Valli Olimpiche torinesi

Torino 10-28 febbraio 2006, le nostre Olimpiadi, la nostra rinascita.

Nel freddo inverno di dieci anni fa il mondo scopriva Torino, e, forse, la scoprivamo anche noi torinesi, guardandola per la prima volta con gli occhi pieni di incanto.
Sì, quella piena di luci e colori era proprio lei, la città grigia d’Italia, la città delle fabbriche. Quella piena di suoni, di parlate straniere, di musica, era lei, la silenziosa e provinciale Torino.
All’improvviso, ci siamo scrollati di dosso quella polvere – e quei brutti pregiudizi – e ci siamo sentiti finalmente liberi, liberi di innamorarci di Torino.

12764666_10208920123505349_1635402650618167783_o
Comprensorio sciistico di Prali, Val Chisone [photo credits: Dire Fare Mole]
E, dopo dieci anni, la passione vive ancora qui, più forte che mai! Per festeggiare la ricorrenza, Torino e le Valli Olimpiche rivivranno un assaggio di quella grande festa, con la celebrazione pubblica intitolata “Il viaggio continua 2006-2016”. Il calendario per i festeggiamenti del decennale è vario e completo: spettacoli dal vivo, sfilate e mostre, eventi e competizioni sportive amichevoli rivolte a turisti, atleti, volontari olimpici, dipendenti Toroc e tutti noi torinesi fieri di ricordare quei 18 magici giorni, quando Torino era davvero il centro del mondo.

Fra i main events spicca la Notte Bianca, che si terrà nel centro città sabato 27 febbraio, con esercizi commerciali e musei aperti fino a tarda sera, nonché il Gran Ballo d’Inverno presso il Monte dei Cappuccini, sulle note occitane dei Lou Dalfin.

A proposito di Occitania – area geografica e culturale compresa fra le catene montuose del Piemonte, il sud della Francia e la Catalogna- non si può non parlare delle nostre montagne, vere protagoniste delle Olimpiadi Invernali.

12711096_10208920104504874_475570408403143646_o
Centro storico di Cesana Torinese [photo credits. Dire Fare Mole]
 Sestriere, la località montana piemontese più nota e glamour, legata dalla sua fondazione alla famiglia Agnelli. Cesana Torinese, piccola perla di origine medioevale, collegata al comprensorio sciistico di Sansicario Alto. L’eleganza di Sauze d’Oulx, da sempre meta prediletta dai turisti inglesi. Bardonecchia, la preferita dai giovani, con la sua via Medail costellata di negozi e locali. Pragelato, regina della Val Chisone, dove si respira la tradizione occitana nella sua pienezza.

Queste le principali protagoniste delle gare olimpiche del 2006: località montane distribuite fra le Valli Susa e Chisone, ognuna con una propria identità ben distinta, ed allo stesso tempo ognuna collegata all’ altra attraverso secoli di storia e cultura comune.

L’unità del territorio si perde nella notte dei tempi, da quando Cozio regnava sulle Alpi e stringeva patti con i Romani, e si consolida nel 1343, anno in cui si sancisce la nascita della Repubblica degli Escartons, una compagine amministrativa unica nel suo genere. Con questo termine – dal francese ecarter, dividere-  si intendeva denominare un territorio alpino composto da cinque zone, attualmente ripartite fra Italia e Francia: Queyras, Alta Val Chisone, Alta Val Susa, Brianzonese e Casteldelfino (nella cuneese Val Varaita).

Il 29 maggio di quell’anno, il Delfino francese Umberto II promulgò la Carta delle Libertà, un documento con cui riconosceva alle diverse comunità montane il diritto di governarsi.

Nacque così una grande federazione alpina, caratterizzata da una compattezza ambientale e culturale, nel rispetto delle peculiarità di ciascun territorio, e da un’economia fiorente unita ad un insolito alto livello di istruzione (fenomeno definito dagli antropologi “paradosso alpino”). L’esperienza degli Escartons insegna che le Alpi possono essere lette come una cerniera fra i confini, e non necessariamente come una barriera invalicabile. L’auto-governo degli Escartons ebbe un successo durevole: cessò infatti dopo ben quattro secoli, quando nel 1713 il trattato di Utrecht pose fine a questa nazione di montagna, con il passaggio delle valli Susa, Varaita e Chisone al regno dei Savoia. Sul versante francese, esisterà sino al 1789, con l’avvento della Rivoluzione.

Il dialetto patois tipico delle valli occitane, i piatti tipici declinati nelle varianti locali, l’uso di dipingere le meridiane sui muri delle abitazioni, il silenzio antico che aleggia nei boschi e nelle valli innevate. I fili che legano i paesi alpini sono molteplici, e meritano un approfondimento personale. Cosa vedere? Tutto. Dire Fare Mole vi invita a visitare tutti i comuni olimpici, di passeggiare nei loro centri storici, per scoprire la preziosa eredità millenaria tramandata dai popoli di montagna. E se vi viene fame … ecco qualche suggerimento!

Per gustare le specialità della tradizione, vi consiglio una sosta alla Cantina degli Alpini, in frazione Mollieres a Cesana.

12767518_10208920132945585_421275750_n
Le ghinefle della Cantina degli Alpini, Cesana Torinese [photo credits: Dire Fare Mole]
Immersi nel calore del locale, fra arredi in legno e caminetti, potrete scoprire i veri sapori del luogo, con piatti come le ghinefle, conosciute anche con il nome di cajettes. Le ghinefle, tipiche dell’Alta Valle, sono simili a dei grossi gnocchi, preparati con patate e mollica di pane di segale raffermo.

Voglia di una più tradizionale polentata con gli amici? Imperdibili la Bardosteria di via Medail, nel centro di Bardonecchia, ed il ristorante dell’ Hotel Lago Laux, affacciato su un piccolo lago che si trova nella suggestiva borgata Laux di Usseaux -nei pressi di Pragelato- uno dei borghi più belli d’Italia.

Per una merenda ristoratrice dopo le fatiche sulla neve, un bombolone di Ugetti è il must! La famosa pasticceria di Bardonecchia, sita sempre in via Medail, è nota in tutta la valle per le sue prelibatezze, fra torte, pasticcini, ed appunto i krapfen che vengono sfornati nel pomeriggio (e letteralmente presi d’assalto).

Se invece avete voglia di romanticismo anche ad alta quota, e volete riscaldarvi davanti ad una tazza fumante, spostatevi verso Sauze d’Oulx e cercate il Peperino Dolce, in via Assietta. Vi aspettano una lista di ben 84 tipi di tisane e the, da accompagnare con torte fatte in casa e dolcetti di ogni tipo, e una bellissima parete di tazze multicolori!

12767635_10208920132905584_1246832894_n
Peperino Dolce – Sauze d’Oulx [photo credits: Dire Fare Mole]

Il programma completo delle celebrazioni del decennale olimpico si trova sul sito Il viaggio continua.

 

2 commenti

    • Grazie per la precisazione. La foto è stata scattata e mi è stata data dal mio fidanzato, che frequenta sia Bardonecchia che Prali per praticare snowboard. Evidentemente si è sbagliato a comunicarmi il luogo esatto dello scatto 😉 Grazie e correggo! Federica

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...