#residenzesabaude: Castello di Rivoli

Piemonte, terra di castelli e palazzi sabaudi, echi dei tempi che furono. Luoghi dove storia e leggenda da secoli si intersecano e si incontrano nei loro grandi saloni, e nei magnifici parchi che li incorniciano.

Dire Fare Mole vi accompagna in un percorso alla scoperta delle residenze di casa Savoia, un viaggio fra antiche mura, battaglie, politica, amori, a volte anche segreti e… fantasmi –perché, come ci insegna la Scozia, altro territorio ad altissima densità di castelli, non c’è maniero senza mistero (e relativi inquilini “spettrali”)!

Partiamo da molto vicino…cioè da Rivoli, comune della prima cintura ovest di Torino, a pochi passi dalla città.

Rivoli è uno dei maggiori centri della provincia torinese, sia per numero di abitanti (con 52.000 residenti circa, è il quarto comune più popolato della provincia, e l’ottavo dell’intera Regione) che per importanza a livello culturale e storico, collegato a Torino da corso Francia, attorno al quale si è sviluppata la parte più moderna della cittadina. Il suggestivo nucleo “vecchio”, andando verso la collina morenica che fa da anticamera alla Valle di Susa, è dominato dal castello sabaudo, noto a tutti come castello di Rivoli. Una maestosa sentinella che veglia la piana di Torino da un millennio e più.

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Intorno all’anno Mille, nel quadro delle dispute fra il vescovo di Torino e la casata degli Arduinici, imiziò infatti l’edificazione di un primitivo castrum , in posizione strategica sulla sommità di un’altura. Il nome  di Rivoli deriverebbe così dalla posizione elevata sulle rive (ripulae) della Dora Riparia. Ai piedi della fortificazione nacque un piccolo borgo, corrispondente al centro storico attuale del paese, con la deliziosa via Piol, totalmente pedonale, che conduce al castello.

Nel XII secolo ebbe inizio l’espansione in terra piemontese della casata dei Savoia, giunti dalle regioni alpine della Francia grazie ai legami familiari e matrimoniali con gli Arduinici. Con il loro arrivo e la loro presa di potere sempre più incisiva, il volto del Piemonte si trasformò, innanzitutto con la costruzione di castelli o il potenziamento di edifici già esistenti, come nel caso di Rivoli, luogo tenuto in grande considerazione dai Savoia nei secoli per via della sua ottima posizione, prossima sia alle Alpi che alla pianura torinese. Rivoli fiorì soprattutto fra i secoli XIV e XV: il borgo venne cinto da mura, ed il conte Amedeo VI di Savoia, conosciuto come il Conte Verde per via della sua predilezione verso quel colore e di cui si conserva ancora il palazzo in via Piol, fissò a Rivoli la capitale della contea e vi insediò uno dei massimi organi politici dell’epoca, il Consilium Principis.

Fra i celebri residenti del castello legati alla dinastia sabauda, si ricorda il duca Emanuele Filiberto, che qui stabilì la sua residenza nel 1559 e che affidò i lavori di restauro all’architetto Ascanio Vittozzi, al quale succedettero Carlo e Amedeo di Castellamonte.

Nel 1644 venne costruita la cosiddetta “Manica Lunga”, zona dell’edificio destinata a diventare Pinacoteca dei Savoia, unica testimonianza che ci rimane attualmente dell’edificio seicentesco. Nel 1706 i Savoia incaricarono un altro grande architetto, Filippo Juvarra, per riprogettare la dimora danneggiata dalla guerra con i francesi e  riportarla ai fasti del passato, ma il progetto rimase incompiuto. Lo Juvarra, siciliano di origine, fu portato qui da Vittorio Amedeo II-primo Savoia che si fregiò del titolo di re- al ritorno da un suo viaggio in Sicilia. Il monarca legò il suo nome al castello di Rivoli anche per una circostanza infausta: dopo aver abdicato in favore del figlio Carlo Emanuele III, iniziò a dare segni di squilibrio, manifestando l’intenzione di voler spodestare l’erede, che a sua volta decise di rinchiudere il padre nel maniero rivolese; per questo motivo, vennero applicate delle grate alle finestre e l’accesso alla Manica Lunga fu interdetto.

Gli anni successivi furono anni di decadenza: nel 1800 il castello diventò sede di guarnigioni militari, e successivamente venduto al Comune di Rivoli nel 1883.

Dopo anni di quasi abbandono, nel 1978 venne deciso di destinare il castello all’uso museale, con l’intervento di ristrutturazione affidato all’architetto Andrea Bruno. Nel 1984 il castello assunse la sua nuova –e attuale- identità: sede del Museo d’Arte Contemporanea, luogo dove bellezze storiche ed artistiche convivono in armonia, dando vita ad uno dei maggiori musei a livello sia nazionale che europeo.

Una curiosità: durante gli ultimi lavori di restauro, avvenuti nel corso del 2014, nel lato sud del piazzale del castello è stata scoperta una cisterna, risalente con probabilità al XVI secolo. La vasca, di 11 metri di diametro e dalla funzione ancora sconosciuta, è rappresentata in un dipinto ad olio del pittore Angelo Cignaroli, conservato presso un’altra residenza sabauda, il castello di Racconigi.

 

Castello di Rivoli

Piazzale Mafalda di Savoia, 10098 Rivoli TO

http://www.castellodirivoli.org

 

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